Nel corso di una solenne cerimonia che si è tenuta presso l’Assemblea Legislativa dello Stato brasiliano del Pernambuco è stata concessa la cittadinanza onoraria al sacerdote italiano Vito Miracapillo, originario di Andria, in Puglia.
Padre Miracapillo in Brasile nella metà degli anni ’70, quando nel Paese vigeva la dittatura militare, era parroco in un piccolo centro rurale del nordest, Ribeirao; nel corso della sua azione pastorale aveva scelto la difesa dei poveri e dei contadini oppressi dai latifondisti come impegno centrale della sua missione. Per questi motivi si rifiutò nel 1980 di celebrare una messa in occasione della festa dell’indipendenza del Brasile contro il diktat del Sindaco della città perché, secondo lui, un popolo sottomesso non è indipendente ma schiavo.
Miracapillo ricevette diverse minacce di morte e fu infine espulso dal Brasile a seguito della denuncia di alcuni politici fedeli al governo e per decisione del regime militare; rientrò nel Paese sudamericano come turista tredici anni dopo e solo recentemente gli è stato nuovamente riconosciuto lo status di residente permanente in Brasile.
Alla commovente e significativa commemorazione erano presenti diverse autorità brasiliane, la Presidente del Comites Carolina Russo nonché una folta delegazione di amici e familiari appositamente arrivati dalla Puglia.
“La vicenda di Padre Vito è emblematica e ancora oggi attualissima – ha commentato il deputato eletto in America Meridionale Fabio Porta – e ho voluto fortemente essere presente a questo evento come atto di riconoscenza e solidarietà del popolo italiano nei confronti di una storia che non è soltanto personale ma riguarda tanti coraggiosi volontari e missionari italiani in Brasile e nel resto del mondo. Indipendenza, sovranità nazionale, libertà e democrazia – ha concluso il deputato del Partito Democratico nel suo intervento – sono valori che non vanno mai dati per acquisiti per sempre e che vanno coltivati anche mettendo in gioco la propria vita, come la storia di Padre Vito ci ha insegnato“.

