Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, questa mattina ha partecipato a Yerevan, in Armenia, all’8° Vertice della Comunità Politica Europea (CPE). Dopo aver preso parte alla riunione con il Presidente dell’Ucraina Zelensky, il Premier ha tenuto un intervento al panel di discussione su “Maintaining European unity and coherence in times of polycrisis”.

A margine dei lavori, il Presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, hanno presieduto congiuntamente la seconda riunione della Coalizione Europea contro le Droghe (ECAD), iniziativa italo-francese che si propone di rafforzare concretamente la cooperazione in ambito CPE nel contrasto al traffico di stupefacenti, incluse le droghe sintetiche, e nella prevenzione e nel recupero dalle dipendenze. Le Nazioni aderenti, le Istituzioni europee e il Consiglio d’Europa hanno discusso le iniziative concrete di cooperazione proposte da Italia e Francia per il 2026 e adottato una nuova dichiarazione congiunta per indirizzare il lavoro dei prossimi mesi.
Successivamente il Premier Meloni ha incontrato il Primo Ministro del Canada Carney e il Presidente della Confederazione Elvetica Parmeline e, in ultimo, ha tenuto un punto stampa.
In occasione del vertice a Yerevan, su iniziativa del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, e del Primo Ministro del Regno Unito, Keir Starmer, i Leader di Albania, Armenia, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Malta, Moldavia, Montenegro, Paesi Bassi, Macedonia del Nord, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, San Marino, Serbia, Slovacchia, Svezia e Svizzera hanno adottato una dichiarazione congiunta per ribadire il proprio impegno a collaborare per contrastare la migrazione illegale.
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è poi recata in visita nella Repubblica dell’Azerbaigian, dove ha incontrato il Presidente Ilham Aliyev. Al termine dei colloqui i due hanno rilasciato dichiarazioni congiunte alla stampa.

Di seguito il testo delle dichiarazioni rilasciate dal Premier.
“Grazie mille Presidente. Buonasera a tutti.
Sono molto contenta di essere qui oggi a Baku. Desidero ovviamente ringraziare ancora una volta il Presidente Aliyev e tutto il Governo per l’accoglienza molto calorosa che abbiamo ricevuto e per il dialogo molto proficuo che abbiamo avuto questo pomeriggio. La giornata di oggi ha per me un significativo valore politico per le relazioni tra le nostre Nazioni, perché erano ben 13 anni che un Primo Ministro italiano non veniva in visita ufficiale qui in Azerbaigian. Credo che fosse doveroso colmare questa mancanza, non solamente per l’amicizia che lega le nostre due Nazioni, ma anche perché sono convinta che in questa cooperazione già importante tra Italia e Azerbaigian si possa comunque ancora un importante salto di qualità.
E quindi ringrazio del colloquio molto ampio che abbiamo avuto, nel corso del quale abbiamo deciso di trasformare la nostra collaborazione in una sorta di coordinamento politico permanente, per programmare insieme soprattutto le priorità che ci diamo da qui al futuro. Una scelta che io considero molto significativa soprattutto nel complicato contesto internazionale nel quale noi ci stiamo muovendo.
Però più l’instabilità intorno a noi aumenta e più è importante rafforzare le certezze che abbiamo. E la relazione tra Italia e Azerbaigian è certamente una di queste certezze, ovviamente partendo da uno degli ambiti che da sempre caratterizzano la nostra cooperazione, che è l’ambito energetico. Le forniture di gas e di petrolio verso l’Italia sono state determinanti per la sicurezza energetica della Nazione che ho l’onore di rappresentare fin dall’inizio della guerra d’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina. Chiaramente abbiamo parlato di come consolidare questo rapporto lavorando non solo sui volumi delle forniture ma soprattutto sulla qualità del partenariato industriale lungo tutta quanta la filiera. E noi sappiamo quanto energia e connettività siano facce della stessa medaglia. Noi vogliamo che l’Azerbaigian possa rafforzare il suo ruolo di snodo fondamentale tra Europa e Asia, e che l’Italia possa essere sempre più la porta di accesso privilegiata al mercato europeo. È una visione che chiaramente richiede investimenti, programmi a lungo termine, capacità di mettere insieme le energie migliori dei nostri reciproci sistemi produttivi e industriale, e perché è la ragione per la quale abbiamo programmato di organizzare qui a Baku, nella seconda metà del 2026, un Business Forum per tradurre questa nostra sintonia politica anche in opportunità concrete per le nostre imprese, per i nostri lavoratori.
Sono d’accordo col Presidente sia quando ricorda gli importanti investimenti azeri che abbiamo visto in Italia in questi anni, sia quando richiama alla disponibilità da parte dell’Azerbaigian a maggiori investimenti da parte italiana. Io posso confermare Presidente come abbiamo detto nei nostri colloqui che ci sono molte aziende italiane estremamente interessate a partecipare ai piani strategici, ai piani di sviluppo alla modernizzazione, a 360 gradi, non solo a livello bilaterale ma anche per lavorare insieme nei paesi terzi.
Perché l’energia non è l’unico ambito della nostra cooperazione, ce ne sono molti altri. Un altro ambito decisivo è certamente quello della difesa e della sicurezza. È un ambito sul quale vogliamo approfondire la collaborazione, valorizzando le eccellenze italiane nei settori dell’aerospazio, della sicurezza marittima, della protezione delle infrastrutture critiche, delle tecnologie avanzate. E il modello che proponiamo è quello di una cooperazione tra sistemi industriali, con trasferimento di competenze, con sviluppo congiunto, con una prospettiva di lungo periodo, che possa anche favorire la stabilità regionale, ma che sicuramente leghino i nostri sistemi industriali.
E poi la nostra amicizia è radicata nelle nostre relazioni, nelle relazioni tra le nostre società, nelle nostre relazioni culturali. La recente inaugurazione da parte del Presidente della Repubblica Mattarella qui a Baku della dell’Azerbaijan Diplomatic Academy, l’Università nata in collaborazione con cinque prestigiosi Atenei italiani, ha rappresentato con un momento simbolico questa nostra comune volontà di investire sulla cultura, sulle giovani generazioni, sul rapporto tra i nostri popoli. E le intese che abbiamo firmato oggi, tanto sulla cultura quanto sulla sicurezza alimentare, vanno nella stessa direzione.
Abbiamo, con il Presidente Aliyev, avuto anche uno scambio di vedute sulle principali questioni internazionali a partire ovviamente dalla crisi che coinvolge l’Iran e che tocca tutti noi da vicino. Chiaramente per me è stato molto interessante poter ascoltare il punto di vista del Presidente di una Nazione che confina con Teheran e che condivide una lunga storia comune con l’Iran. Ovviamente rinnoviamo il nostro auspicio affinché questa crisi possa chiudersi nel più breve tempo possibile, ribadito il comune impegno per sostenere ogni iniziativa utile all’obiettivo di riportare stabilità nell’area. Però io voglio anche ringraziare l’Azerbaigian e il Presidente e tutte le autorità azere per come hanno assicurato all’Italia, nelle operazioni necessarie a mettere in salvo i tanti cittadini italiani che si trovavano in pericolo in Iran, che dovevano lasciare il Paese, il loro pieno sostegno, il loro pieno coinvolgimento. Esattamente come
lo ringrazio perché noi abbiamo potuto ricollocare temporaneamente qui a Baku la nostra Ambasciata a Teheran, operare in condizioni di sicurezza, in condizioni di efficienza. È un altro elemento che dimostra la nostra amicizia.
Abbiamo condiviso l’importanza di rafforzare il dialogo tra Azerbaigian e Unione europea. Energia e connettività sono chiaramente due ambiti nei quali l’Europa può e deve giocare un ruolo più incisivo, sostenendo investimenti, favorendo una maggiore integrazione dell’Azerbaigian nelle reti energetiche, nei network dei trasporti internazionali.
Abbiamo affrontato il tema delle relazioni con l’Armenia. Ho ribadito il pieno sostegno dell’Italia a un percorso di normalizzazione che rappresenta chiaramente una svolta storica, anche grazie all’impulso impresso dagli Stati Uniti. Penso che il 2026 possa essere, da questo punto di vista, un anno cruciale, che è anche molto importante per liberare tutto il potenziale di una Regione dinamica come questa.
E poi ovviamente gli sforzi diplomatici, verso una pace giusta e duratura anche in Ucraina, per due Nazioni che hanno offerto, che sono state a fianco del popolo ucraino.
Insomma, tanti i temi che ci uniscono, tanto il lavoro che insieme possiamo fare. Ma – come dicevo e ribadisco chiudendo – noi siamo in un tempo nel quale le certezze sembrano venire meno però, a maggior ragione, quando sembra che le certezze vengano meno, le certezze che hai devi tenerle strette. E questo è sicuramente quello che l’Italia fa con la sua solida partnership con l’Azerbaigian. È una partnership di lungo periodo e che di lungo periodo intende ancora essere.
Grazie ancora Presidente per la calda accoglienza e per l’interessantissimo confronto che abbiamo avuto”.

