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Dialogo tra Culture e Religioni: la Cooperazione tra Azerbaigian e Santa Sede

Redazione by Redazione
5 Maggio 2026
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Dialogo tra Culture e Religioni: la Cooperazione tra Azerbaigian e Santa Sede
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Giovedì scorso, nell’incantevole cornice di Palazzo della Cancelleria, elegante dimora rinascimentale edificata tra il 1485 ed il 1513, si è tenuto un evento di alto valore simbolico organizzato dalla Fondazione Heydar Aliyev, dall’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian presso la Santa Sede e dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

L’iniziativa ha previsto la presentazione del volume “Pontes Culturae”, la proiezione del documentario “Sanctum: Azerbaijan and the Holy See” e l’esposizione di tre tappeti azerbaigiani dedicati alle tre religioni abramitiche — Islam, Cristianesimo ed Ebraismo — realizzati nell’ambito del progetto “Religioni Celesti”.

L’incontro, testimonianza viva del significativo percorso di cooperazione sviluppato negli anni tra la Repubblica dell’Azerbaigian e la Santa Sede nel settore culturale, volto a valorizzare un modello virtuoso di collaborazione internazionale, è stato introdotto dai saluti dell’Ambasciatore dell’Azerbaigian presso la Santa Sede Ilgar Mukhtarov, il quale, dopo aver ringraziato i presenti, ha evidenziato come la cultura riesca ad avvicinare popoli e nazioni: “La cultura e la memoria sono i pilastri fondamentali della pace – ha sottolineato il diplomatico, aggiungendo – la Fondazione Heydar Aliyev, ispirata da queste idee e principi, e sotto l’iniziativa e la guida della signora Mehriban Aliyeva, Primo Vicepresidente della Repubblica dell’Azerbaigian e Presidente della Fondazione stessa, ha realizzato numerosi progetti significativi volti a preservare il patrimonio culturale e religioso in diverse parti del mondo, inclusa la Città del Vaticano”.

Il cammino di queste relazioni è stato ripercorso dall’intervento di Mons. Iacobone, che ne ha ricordato l’avvio, nel 2012, con i lavori di restauro delle catacombe dei Santi Marcellino e Pietro, fino al museo dei sarcofagi di San Sebastiano nel 2016, le catacombe di Commodilla nel 2021, e la Basilica di San Paolo Fuori le Mura nel 2025, per ricordare alcuni del progetti più rilevanti portati avanti con una collaborazione che nel tempo ha assunto i caratteri di profonda stima e amicizia.

I restauri realizzati grazie al sostegno della Fondazione hanno permesso progressi importanti anche nella ricerca accademica e tutto questo è stato documentato nel libro “Pontes Culturae”, titolo metaforico più volte sottolineato nel corso dell’evento, e nel Documentario “Sanctum: Azerbaijan and the Holy See”.

Quella con l’Azerbaigian, ha evidenziato Mons. Iacobone, è una collaborazione paradigmatica, che sarebbe auspicabile estendere ad altre realtà internazionali, per preservare un patrimonio che appartiene all’umanità intera.

Ad associarsi ai saluti e ai ringraziamenti Mons. Pagazzi, a nome di Archivio e Biblioteca Apostolica Vaticana, ha ricordato la gratitudine verso la Fondazione per il grande contributo attuato restaurando e digitalizzando circa 80 manoscritti.

Tale contributo, nel caso specifico, ha significato aiutare “un luogo che custodisce con la stessa cura documenti che riguardano anche nazioni ostili. I libri custoditi sono gli uni accanto agli altri. Biblioteca e Archivio sono una piazza di pace. Che una nazione voglia contribuire a queste istituzioni, vuol dire aiutare la pace”.

Anar Alakbarov, Assistente del Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian e Direttore esecutivo della Fondazione Heydar Aliyev, ha portato i saluti del Primo Vicepresidente della Repubblica dell’Azerbaigian e Presidente della Fondazione Mehriban Aliyeva e ha ringraziato tutti gli attori coinvolti in questa lunga e operativa collaborazione, incluso l’ArtCloud International Network per il design editoriale del volume “Pontes Culturae”.

Il numeroso pubblico ha ammirato con meraviglia i tre tappeti, frutto di un lavoro realizzato con cura e attenzione ai dettagli straordinario, e apprezzato profondamente sia il volume, un’opera completa sulle relazioni bilaterali tra Azerbaigian e Santa Sede alla cui realizzazione hanno collaborato numerose istituzioni, tra cui la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, i Musei Vaticani, la Fabbrica di San Pietro, la Basilica di San Paolo fuori le Mura e la Biblioteca Apostolica Vaticana, che il documentario.

L’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo ecclesiastico, politico, diplomatico, accademico e dei media, provenienti dalla Santa Sede, dall’Italia e dalla comunità internazionale, confermando l’importanza strategica e simbolica di questa iniziativa nel panorama del dialogo tra culture e religioni.

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