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Luigi Manganiello, Console Generale Onorario della Sierra Leone a Roma: “Condividere difficoltà e speranze dà senso al ruolo consolare e rafforza un legame umano che va oltre l’incarico istituzionale”

Redazione by Redazione
4 Febbraio 2026
in Interviste
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Luigi Manganiello, Console Generale Onorario della Sierra Leone a Roma: “Condividere difficoltà e speranze dà senso al ruolo consolare e rafforza un legame umano che va oltre l’incarico istituzionale”
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Protagonista di numerose missioni economiche internazionali e figura di riferimento nei rapporti tra Italia e Africa occidentale, Luigi Manganiello, Console Generale Onorario della Sierra Leone a Roma, ha costruito negli anni un legame profondo con il Paese che rappresenta. Un rapporto nato, come lui stesso racconta, da «un percorso fondato su fiducia, cooperazione e visione comune», maturato attraverso progetti di sviluppo, iniziative istituzionali e un dialogo costante con le comunità locali. La sua attività diplomatica si è trasformata nel tempo in un ponte stabile tra Roma e Freetown, capace di favorire investimenti, programmi formativi e collaborazioni accademiche di respiro internazionale.

Manganiello descrive la Sierra Leone come «resiliente, giovane e promettente», tre parole che sintetizzano la forza di un Paese in crescita e il potenziale delle sue nuove generazioni. Il suo impegno non si limita alla dimensione istituzionale: negli anni ha promosso iniziative sociali, sostenuto la diaspora in Italia e accompagnato imprese e università in percorsi di cooperazione strutturata. Un ruolo che vive anche sul piano umano, con un coinvolgimento diretto nelle sfide e nelle speranze della popolazione. «Sentirmi parte della comunità, essere uno di loro», afferma, «dà senso al ruolo consolare e rafforza un legame che va oltre l’incarico istituzionale».

Console, come si lega la sua storia alla Sierra Leone? “La mia storia con la Sierra Leone nasce da un rapporto costruito nel tempo, fondato su fiducia, cooperazione e visione comune. Ho conosciuto il Paese attraverso progetti concreti di sviluppo economico, formazione e dialogo istituzionale, maturando una profonda stima per il suo potenziale umano e sociale. Questo percorso mi ha portato a svolgere un ruolo di ponte tra la Sierra Leone e l’Italia, favorendo relazioni bilaterali, iniziative imprenditoriali e programmi di crescita sostenibile”.

Se dovesse descrivere il Paese con tre aggettivi, quali sceglierebbe e perché? “Descriverei la Sierra Leone come resiliente, per la capacità di rialzarsi dopo momenti difficili; giovane, per l’energia e il talento delle nuove generazioni; promettente, perché dispone di risorse umane e naturali che, se valorizzate con una visione condivisa, possono tradursi in uno sviluppo duraturo”.

Qual è la missione principale del Consolato Generale Onorario a Roma e quali sono le sue priorità? “La missione del Consolato è rafforzare i rapporti tra Sierra Leone e Italia, promuovendo cooperazione istituzionale, economica e culturale. Le priorità riguardano l’assistenza ai cittadini, il supporto alle imprese, la promozione degli investimenti e lo sviluppo di iniziative nei settori della formazione, dell’occupazione giovanile e della sostenibilità”.

In quali settori vede maggiori opportunità di collaborazione tra Italia e Sierra Leone? “Le opportunità principali riguardano l’energia, in particolare le rinnovabili, l’agroalimentare e l’istruzione. L’esperienza italiana può contribuire allo sviluppo delle filiere agricole, alla sicurezza energetica e alla formazione del capitale umano, elementi fondamentali per una crescita inclusiva e stabile”.

Ci sono progetti bilaterali in corso che ritiene particolarmente significativi? “Sì, sono in corso progetti di cooperazione accademica nell’ambito dei programmi Erasmus+, che coinvolgono università della Sierra Leone e università italiane. In queste iniziative, CONFIMPRESAITALIA opera come main partner, favorendo il collegamento tra mondo accademico, istituzioni e sistema produttivo”.

Come può contribuire l’Italia allo sviluppo sostenibile della Sierra Leone? “L’Italia può contribuire attraverso investimenti responsabili, trasferimento di competenze e partenariati pubblico-privati. Energia rinnovabile, agroalimentare sostenibile e formazione rappresentano ambiti in cui il modello italiano può generare valore duraturo e crescita condivisa”.

Quali sono i settori più promettenti per gli investitori italiani in Sierra Leone? “I settori più promettenti sono le commodities, se gestite in modo sostenibile, l’energia, l’agricoltura e il turismo. Si tratta di ambiti con forte potenziale di sviluppo e ricadute positive sull’occupazione e sull’economia locale”.

Che tipo di supporto offre il Consolato alle aziende italiane interessate a operare nel Paese? “Il Consolato fornisce orientamento istituzionale e accompagnamento operativo attraverso la struttura locale CONFIMPRESAITALIA International Ltd, con sede a Freetown. Questa presenza consente di facilitare i rapporti con le istituzioni, individuare partner affidabili e supportare l’avvio delle attività imprenditoriali”.

Come descriverebbe il clima economico e imprenditoriale della Sierra Leone negli ultimi anni? “Negli ultimi anni il Paese ha mostrato segnali di progressivo consolidamento, con riforme orientate alla stabilità e all’attrazione di investimenti esteri. Pur restando alcune sfide strutturali, il contesto è sempre più aperto alla cooperazione internazionale”.

Come si è integrata la comunità sierraleonese in Italia? “La comunità sierraleonese in Italia si è integrata in modo positivo nel tessuto sociale ed economico, contribuendo al mondo del lavoro e dell’impresa. La diaspora rappresenta un ponte naturale tra i due Paesi e un valore aggiunto per il dialogo interculturale”.

Qual è il suo ricordo più bello da Console Generale? “Uno dei ricordi più significativi è la costituzione della ONG “Feed the Children Foundation”, che ha offerto e continua a offrire sostegno concreto ai bambini. È un esempio di come l’impegno istituzionale possa tradursi in azioni reali e durature”.

E il momento più difficile? “Il ricordo più doloroso è l’incendio nella baraccopoli di Wellington, dove ho visto da vicino una sofferenza profonda. In quell’occasione mi sono attivato per coinvolgere medici, l’Ospedale Niguarda di Milano ed Emergency, affinché fosse garantita assistenza immediata alle persone colpite”.

Qual è il progetto professionale di cui va maggiormente orgoglioso? “Gli accordi di livello ministeriale avviati in diversi settori economici strategici, che hanno creato un quadro stabile di cooperazione, trasformando il dialogo istituzionale in opportunità concrete di sviluppo”.

Qual è l’aspetto del suo lavoro che trova più gratificante? “Sentirmi parte della comunità, essere uno di loro. Condividere difficoltà e speranze con questo popolo dà senso al ruolo consolare e rafforza un legame umano che va oltre l’incarico istituzionale”.

Tra le personalità diplomatiche conosciute, ne ricorda qualcuna in particolare? “Ho avuto il privilegio di collaborare con numerosi Ambasciatori di Paesi africani e con l’Ambasciatore del Regno Unito. Rapporti basati su dialogo, rispetto reciproco e cooperazione multilaterale”.

Ha in programma progetti futuri per rafforzare la cooperazione Italia–Sierra Leone? “Sì, è in fase di sviluppo un progetto di hydropower nelle aree di Moyamba e Goma, finalizzato alla produzione di energia sostenibile e al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali”.

Intervista di Marco Finelli

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