di Bruno Scapini
Il 29 aprile 2026, a Matelica, nelle Marche si è tenuta la Cerimonia di Commemorazione in occasione del 120° Anniversario della nascita di Enrico Mattei. Con animo commosso, ho superato la soglia del piccolo museo che custodisce, nella gelosa cura della nipote Rosangela, i cimeli e i reperti attinenti la vita di un grande Uomo quali testimonianze del suo nobile impegno.
Convinto sostenitore di un progetto di liberazione dell’Italia dalla dipendenza economica e, in particolare, energetica, Mattei è il vero simbolo del riscatto di un’Italia uscita dalla IIa Guerra mondiale come Nazione minorata. Fondatore e manager dell’ENI, l’Uomo ha saputo affrontare le sfide poste da un contesto economico internazionale avverso; e ha così agito nella convinzione di poter affermare le potenzialità economiche del nostro Paese, ma anche – e qui risiede il grande merito della sua umana figura – nella consapevole cognizione di un imperativo etico irrefutabile: lottare contro la povertà riconoscendo il diritto dei popoli più fragili ad un dialogo fondato sull’equità e sulla pari dignità di una riconosciuta sovranità.
E’ questo l’impegno che è valso a Enrico Mattei il riconoscente ricordo di tanti Paesi (dal Camerun all’Algeria, dalla Somalia alla Federazione Russa ed altri ancora). Paesi che oggi, alla commemorazione, per il tramite dei loro Rappresentanti diplomatici, hanno voluto testimoniare il profondo rispetto per l’Uomo. Dotato di grandi visioni e di una convinta azione, col suo sacrificio, esito di una sfida lanciata ai potenti della Terra, Mattei ha trasmesso col suo lascito etico e morale un insegnamento indelebile: non farsi intimidire dalla prepotenza, ma anzi combatterla con l’esempio del coraggio e della forza spirituale.

Vada a Lui, dunque, la gratitudine delle Istituzioni che del Suo lavoro possono fruire nel presentare ciò che di meglio l’Italia oggi può offrire. Ma l’eredità più costruttiva che Mattei è riuscito a serbare per noi e per il nostro futuro è la visione strategica tesa all’affermazione di una sovranità dell’Italia quale forma e contenuto di una indispensabile indipendenza presupposto, questa, per un mondo non più basato su rapporti di forza, bensì sulla prospettiva di una indispensabile coesistenza pacifica.

Non è, quindi, fuori luogo, per questi sentimenti nutriti da Mattei, immaginare come l’Uomo, trasferito nel mondo contemporaneo, possa essere considerato il miglior interprete di una Neutralità costituzionale dell’Italia – necessaria premessa di una sua sovranità anche economica – e quale antesignano di quei valori insiti nella percezione umanistica del progresso; una prospettiva questa necessaria onde evitare che gli uomini diventino miseri strumenti della politica, invece di essere al centro di ogni sua progettualità. Qual’è allora la lezione appresa oggi da Enrico Mattei? Che l’Italia torni a pensarsi come soggetto attivo della propria Storia e non più come oggetto di Storia altrui!

Quale segno dei valori condivisi ed espressi da Democrazia Sovrana Popolare, la presenza di Marco Rizzo, oltre a testimoniare la riconoscenza verso l’Uomo Mattei, ha offerto l’occasione alla nipote Rosangela Mattei di formalizzare oggi la sua adesione al partito.
Bruno Scapini – Ambasciatore d’Italia

