di Bruno Scapini
E’ stata annunciata ufficialmente lunedì 4 maggio scorso, alla conferenza stampa tenuta al Senato della Repubblica dal Comitato Italia Neutrale, l’iniziativa legislativa da questo promossa a termini dell’art. 71 della Costituzione, volta ad assegnare all’Italia, tramite apposita modifica integrativa dell’art. 11 della Costituzione, lo status di neutralità permanente.
Non è difficile intuire l’importanza innovativa di tale progetto. L’Italia, adottando la neutralità potrà non solo recuperare una libertà di azione politica all’estero rimasta condizionata dal 1949 dall’appartenenza alla NATO, e oggi dalla adesione all’Unione Europea che, all’art. 42.7 del TUE, prevede un altro sistema di difesa militare collettiva, ma anche tornare a pensarsi come soggetto attivo della sua Storia per promuovere il proprio sviluppo nella vocazione più congeniale del Paese, ovvero quella in proiezione euro-mediterranea.
La neutralità, infatti, potrà essere l’unica vera premessa istituzionale capace di consentire, indipendentemente dall’appartenenza ideologica, una nuova partenza dell’Italia sulla via del rinnovamento, dello sviluppo e della valorizzazione di tutte le potenzialità di crescita insite nella sua straordinaria posizione geografica. Un obiettivo da raggiungersi certamente in una prospettiva di Pace e di Solidarietà internazionale, ma soprattutto a garanzia della vita dei nostri figli e nipoti e di un dignitoso futuro lontano dalle guerre per le generazioni che verranno.
Scendendo più nei dettagli operativi della proposta occorre poi osservare come essa intenda rafforzare il precetto dell’art. 11 della Costituzione, elevando il ripudio della guerra (già previsto) da principio etico a vincolo giuridico cogente per l’azione internazionale della Repubblica. L’intervento, infatti, si articola su due direttrici fondamentali:
– integra con garanzie la disciplina sulle limitazioni di sovranità: esse saranno legittime solo se conformi ai principi e ai diritti garantiti dalla Costituzione. Una previsione di assoluto rilievo, questa, in quanto assicura che la partecipazione a organizzazioni internazionali non possa mai pregiudicare il nucleo essenziale delle garanzie costituzionali;
– introduce lo status di neutralità permanente rispetto a schieramenti o alleanze militari.
In un quadro globale caratterizzato da oltre 250 conflitti armati (non solo guerre fra Stati, ma crisi e conflittualità locali), tale scelta è preordinata a salvaguardare l’indipendenza e la sicurezza nazionali senza inficiare in nessun modo il diritto alla legittima difesa (ex art. 52 Cost.), ma qualificando, per contro, l’Italia come attore di mediazione e cooperazione nel Mondo. Giuridicamente, la proposta è peraltro compatibile con l’ordinamento dell’UE: gli artt. 31 e 42, par. 7, del TUE consentono, infatti, agli Stati membri di mantenere specifiche politiche di sicurezza e di astenersi da decisioni con implicazioni militari. L’obiettivo finale è, dunque, quello di restituire allo Stato piena sovranità nelle scelte di politica estera e di difesa, promuovendo attivamente la pace e la giustizia fra le Nazioni.
Se si intende sostenere l’iniziativa, a prescindere da posizioni politiche preconcette, e contribuire all’affermazione di una Comunità internazionale fondata sulla coesistenza pacifica e non sui rapporti di forza, si potrà appoggiare il progetto di legge firmando in 2 modalità:
– cartacea sottoscrivendo il foglio di raccolta firme presso i banchetti predisposti sul territorio nazionale da DSP di cui alla mappa pubblicata sui seguenti siti web: http://.www.dspofficial.it; www.comitatoitalianeutrale.it;
– online accedendo alla piattaforma del Ministero di Giustizia tramite il sito https: firmereferendum.giustizia.it/.referendum/.open/.dettaglio-open/.6500011; oppure più facilmente ricorrendo al QR code qui sotto riportato.
Amb. Bruno Scapini – Presidente del Comitato Italia Neutrale


