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Il Ministro Tajani a Spalato per la riunione ministeriale del gruppo “MED9”

Redazione by Redazione
10 Aprile 2026
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Il Ministro Tajani a Spalato per la riunione ministeriale del gruppo “MED9”
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Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha partecipato a Spalato, in Croazia, alla riunione ministeriale del gruppo “MED9”, formato creato nel 2016 per coordinare l’azione dei Paesi meridionali dell’Unione Europea (Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Malta, Grecia, Croazia, Slovenia e Cipro). Ai lavori ha preso parte anche la Commissaria UE per il Mediterraneo, Dubravka Šuica.

L’agenda dell’incontro, organizzato dalla presidenza di turno croata, ha previsto una sessione di lavoro dedicata all’analisi dell’impatto della crisi in Medio Oriente sulla sicurezza energetica europea e sulla resilienza delle catene di approvvigionamento, con un’attenzione particolare alla salvaguardia delle rotte marittime verso il Mediterraneo. A seguire una sessione dedicata al rafforzamento del coordinamento del gruppo MED9.

Nel ribadire la centralità del Vicinato Meridionale nella strategia di politica estera dell’Italia, a Spalato il Ministro Tajani ha sottolineato anche l’impegno del nostro Paese nel favorire la de-escalation nelle aree di crisi del Mediterraneo allargato, con riferimento specifico al Golfo, al Libano e alla Striscia di Gaza. Tajani ha evidenziato inoltre la necessità di diversificare le rotte di approvvigionamento energetico attraverso iniziative strategiche come IMEC, corridoio economico volto a mettere in sicurezza i flussi commerciali tra Europa, Medio Oriente e Asia.

Al termine, il gruppo ha adottato una Dichiarazione congiunta, di seguito tradotta.

“Noi, Ministri degli Affari esteri del Gruppo degli Stati membri meridionali dell’UE (MED9) e/o loro rappresentanti, ci siamo riuniti a Spalato il 9 aprile 2026, alla presenza della Commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica, in un momento di crescente instabilità nell’area mediterranea, caratterizzato dall’escalation dei conflitti militari in Medio Oriente che hanno un impatto diretto sulla nostra sicurezza.

Spinti dalla necessità di affrontare le ripercussioni dell’attuale crisi, ribadiamo la nostra determinazione a collaborare per un Mediterraneo sicuro, resiliente e interconnesso.

Abbiamo discusso diversi aspetti della crisi, tra cui la sicurezza marittima, economica, energetica e delle catene di approvvigionamento, la protezione delle infrastrutture critiche, i rischi ambientali, le potenziali pressioni migratorie e dei rifugiati e le minacce ibride.

Accogliamo con favore il cessate il fuoco raggiunto tra gli Stati Uniti e l’Iran e manifestiamo il nostro apprezzamento nei confronti del Pakistan e degli altri partner regionali per i loro sforzi di mediazione. Chiediamo congiuntamente la cessazione immediata delle ostilità, una riduzione progressiva e costante delle tensioni e il rispetto del cessate il fuoco in tutta la regione da parte di tutti gli attori coinvolti, compreso il Libano, al fine di consentire ulteriori negoziati per una pace duratura e sostenibile. Siamo profondamente preoccupati dal fatto che purtroppo la violenza continui su vasta scala. Ciò è inaccettabile. Chiediamo inoltre a tutti gli attori coinvolti il pieno rispetto del diritto internazionale, compresi i principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale umanitario, nonché del diritto internazionale del mare codificato nell’UNCLOS, in particolare per quanto riguarda la sicurezza marittima e il rispetto della libertà di navigazione, compreso il passaggio in transito nello Stretto di Hormuz.

Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione di fronte alla prospettiva per cui, se il cessate il fuoco non venisse mantenuto, la situazione potrebbe deteriorarsi ulteriormente, con implicazioni significative per la pace e la sicurezza a livello regionale e globale. Concordiamo sull’urgente necessità di rafforzare il coordinamento, la sensibilizzazione e le politiche proattive, a livello regionale e dell’UE per sostenere il dialogo e la diplomazia e per affrontare le sfide, in particolare quelle legate alla migrazione e alla sicurezza marittima ed economica.

Questi sviluppi sottolineano la natura interconnessa delle sfide attuali e la necessità di una risposta globale e coordinata anche con riguardo alla riduzione dell’impatto della crisi sui nostri partner regionali, sulle infrastrutture critiche, sui civili, in particolare i più vulnerabili, oltre che con riguardo ai nostri sforzi umanitari, anche attraverso eventuali corridoi umanitari. Abbiamo espresso solidarietà ai partner regionali e ribadito l’importanza di continuare a promuovere il dialogo con i nostri partner mediterranei, del Maghreb e del Medio Oriente per favorire la comprensione reciproca e azioni coordinate volte ad affrontare tutte le questioni regionali.

Alla luce di queste sfide, affermiamo il nostro obiettivo comune di rendere il Mediterraneo un’area di pace, prosperità e stabilità per i nostri cittadini e le nostre imprese. A tal fine, concordiamo di concentrare maggiormente i nostri sforzi sulla creazione di un nuovo meccanismo permanente di coordinamento regionale con i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente per sottolineare la necessità di una politica strategica comune su questioni chiave come l’energia e l’ambiente per favorire crescita e prosperità.

Accogliamo con favore il Patto per il Mediterraneo quale quadro di riferimento per promuovere un partenariato più strutturato, equilibrato e lungimirante con i paesi del Vicinato Meridionale, basato sulla fiducia reciproca, sulla responsabilità condivisa e sulla ownership congiunta. Prendiamo atto dei lavori in corso sul relativo piano d’azione, che ne sosterrà l’attuazione attraverso misure concrete. Accogliamo inoltre con favore l’operato dell’Unione per il Mediterraneo nel coordinamento e implementazione dei progetti del Patto per il Mediterraneo nei settori pertinenti.

A questo proposito, sottolineiamo l’importanza della connettività e del potenziale del Global Gateway per un’infrastruttura globale sostenibile. Sottolineiamo in particolare il valore strategico fondamentale del Mediterraneo quale polo di connettività diversificata, resiliente ed efficiente tra i mercati globali. In questo contesto, evidenziamo l’importanza di progetti di connettività quali l’IMEC, il corridoio logistico ed economico che collegherà India, Medio Oriente ed Europa attraverso il Mediterraneo. A tal fine, chiediamo un dialogo strutturato e onnicomprensivo tra gli Stati membri in seno al Consiglio dell’UE sull’interconnettività, considerando quanto ciò sia cruciale e opportuno alla luce delle dinamiche geopolitiche in evoluzione e della crescente concorrenza globale in materia di infrastrutture di trasporto ed energetiche e di reti digitali, nonché in considerazione dell’urgente necessità di garantire una connettività resiliente, sicura e sostenibile per l’UE e per i nostri partner.

Condividiamo l’importanza di rafforzare i nostri sforzi diplomatici, la cooperazione, il coordinamento tempestivo e il sostegno reciproco tra i paesi MED9 in tutti i principali fora internazionali, nonché il loro ruolo nel definire un approccio a 360 gradi – geografico, tematico e operativo – in tutte le politiche e gli strumenti dell’UE, tenendo conto della dimensione mediterranea.

In questo contesto, concordiamo di rafforzare il nostro coordinamento attraverso le modalità più opportune e di sfruttare appieno i prossimi incontri che si terranno sotto la presidenza croata del MED9 per portare avanti tali obiettivi”.

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