Nella prestigiosa cornice di Palazzo Braschi, tra i siti storici și culturali più emblematici della Capitale, si è svolto lunedì 30 marzo 2026 l’evento conclusivo del ciclo “Mese della Letteratura Romena a Roma”, iniziativa che si colloca nel più ampio alveo del programma dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026, volto a consolidare il sodalizio intellettuale tra le due nazioni.
Ospite d’onore della serata è stata Ana Blandiana, autorevole interprete della letteratura europea contemporanea, la quale ha dialogato con il Professor Bruno Mazzoni, insigne romenista e traduttore. Il simposio, caratterizzato da una profonda attualità, è stato dedicato al tema de “La responsabilità della parola: etica, verità e memoria nell’era digitale”.
L’incontro ha riscosso il medesimo successo che ha contraddistinto l’intera rassegna, registrando il tutto esaurito. Il pubblico, composto da rappresentanti delle comunità italiana e romena, ha partecipato con vivo interesse a un dibattito che ha valicato i confini puramente letterari per intercettare le istanze fondamentali della società civile moderna.
In apertura, l’Ambasciatore di Romania in Italia, Gabriela Dancău, ha rimarcato l’alto valore simbolico della sede ospitante e l’imprescindibilità del dialogo interculturale: “In una città come Roma – ha sottolineato la diplomatica – ogni iniziativa di tale tenore assume una dimensione ulteriore: quella della continuità della memoria e della responsabilità della parola”. L’Ambasciatore ha inoltre sottolineato l’urgenza di una riflessione sul ruolo del linguaggio in una fase storica dominata dalla pervasività dell’informazione: “Viviamo in un’epoca in cui la parola, moltiplicata e frammentata, rischia di smarrire la propria densità originaria. Appare dunque essenziale – ha aggiunto Dancău – restituirle il suo pieno statuto etico”.
Ana Blandiana, figura ampiamente stimata in Italia, ha offerto una lectio di elevato spessore intellettuale, individuando nella poesia la forma suprema di libertà interiore, segnatamente nei periodi di costrizione. La scrittrice ha evidenziato il paradosso della libertà contemporanea: se durante il regime comunista essa rappresentava un ideale proibito, oggi rischia di essere vanificata non dalla coercizione, bensì dall’indifferenza e dalla superficialità. Blandiana ha inoltre insistito sulla centralità della memoria storica, affermando che la “resistenza attraverso la cultura” è oggi un imperativo più che mai attuale in un mondo dove l’oblio si configura come una sottile forma di vulnerabilità.

Nell’affrontare il tema delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale, l’autrice ha espresso una prospettiva lucida e analitica, precisando che, sebbene la tecnica possa emulare le forme dell’espressione umana, essa non è in grado di riprodurre l’essenza dell’umanità, ontologicamente legata all’esperienza vissuta, alla memoria e alla coscienza.
L’evento è assurto a vera e propria meditazione collettiva sui temi della libertà e della responsabilità civile. Il riscontro del pubblico ha confermato l’alto impatto della serata, definita dai presenti come “un dono” di rara autenticità e profondità.
Con questo appuntamento, il “Mese della Letteratura Romena a Roma” si conferma una piattaforma di diplomazia culturale di alto profilo, capace di porre la letteratura romena al centro del dibattito europeo e di rafforzare i ponti culturali tra Romania e Italia.
L’iniziativa è stata promossa e organizzata dall’Ambasciata di Romania in Italia, dal Ministero della Cultura e dalla Biblioteca Nazionale di Romania, in collaborazione con il Museo di Roma.

