Statistiche accessi Zonderwater, il Sacrario Italiano in Sudafrica saccheggiato dai vandali. De Angelis: “Uno scempio annunciato” – Gazzetta diplomatica
Gazzetta diplomatica
  • Home
  • News
  • Interviste
  • Curiosità
  • Video
  • Contatti
  • Premio
No Result
View All Result
Gazzetta diplomatica
Home News

Zonderwater, il Sacrario Italiano in Sudafrica saccheggiato dai vandali. De Angelis: “Uno scempio annunciato”

Redazione by Redazione
19 Gennaio 2026
in News
23
Zonderwater, il Sacrario Italiano in Sudafrica saccheggiato dai vandali. De Angelis: “Uno scempio annunciato”
92
SHARES
578
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

“Il Cimitero Militare Italiano di Zonderwater, il più grande Sacrario italiano all’estero, è stato oggetto di una serie di devastazioni senza precedenti nei suoi oltre 75 anni di storia”. A denunciarlo è Lionello De Angelis, membro del direttivo della Zonderwater Block ex P.O.W. Association e figlio di un prigioniero di guerra sepolto proprio in quel luogo, che parla senza esitazioni di “profanazione” e di “cronaca di una catastrofe annunciata”.

Secondo quanto riferito da De Angelis, il Cimitero dei Caduti italiani, da tempo in condizioni di abbandono, è stato colpito da sei episodi di furto e vandalismo nel corso del 2025. Il primo risale allo scorso febbraio, quando sono state sottratte le due targhe di bronzo massiccio poste sulle colonne del cancello cerimoniale, ciascuna del peso di 50 chili, recanti la dicitura “Repubblica Italiana – Cimitero Militare Italiano Caduti Guerra 1940–1945” in italiano, inglese e afrikaans.

Prima del furto
Dopo il furto

A fine anno poi, la situazione è precipitata. Tra novembre e dicembre, a seguito di altri cinque raid sono state portate via tutte le targhe di bronzo identificative e commemorative presenti nel Sacrario: circa una tonnellata di materiale, comprese undici targhe con i nomi dei caduti e quella dedicata alla visita del Primo Ministro sudafricano Pieter Willem Botha nel 1985.

Prima del furto
Dopo il furto

In particolare, spiega De Angelis “il colpo più doloroso è arrivato tra il 2 e il 9 dicembre, quando sono state rubate quasi tutte le targhe nominative sulle tombe”.

“L’Italia ha ora un Sacrario di Militi Ignoti in terra d’Africa”, denuncia De Angelis, sottolineando la gravità di quanto accaduto.

I vandali hanno inoltre demolito l’altarino dedicato ai 25 caduti traslati dall’ex Cimitero di Worcester, danneggiato un manufatto in marmo di Carrara e sottratto le tubazioni di rame dei servizi igienici. “Nel frattempo – prosegue – l’area appare in stato di abbandono: con tane scavate sotto le lapidi, erba alta, gramigna nei vialetti, acqua stagnante e verde nella fontana”.

Prima del furto
Dopo il furto

Per De Angelis, le responsabilità sono chiare. La situazione attuale sarebbe la diretta conseguenza della “proscrizione” dell’Associazione Zonderwater dalla gestione del Cimitero, decisa anni fa.

“Era scontato e prevedibile che l’abbandono e la chiusura del Sacro Luogo per quasi tutto l’anno avrebbero portato a questo”, afferma. A ciò si aggiunge il ritiro della pattuglia cinofila del dipartimento delle carceri sudafricano – che per anni aveva garantito sicurezza in collaborazione con l’Associazione – e la mancata riparazione del sistema d’allarme, fuori uso dal maggio 2024 dopo un fulmine. Da cinque anni protestiamo, scriviamo, segnaliamo. Nessuno ha fatto nulla”, conclude amaramente De Angelis.

Impianto allarme

La nuova ondata di vandalismi arriva a poche settimane dall’annuncio di un imminente Memorandum of Understanding del Consolato Generale d’Italia a Johannesburg con le autorità sudafricane, volta a garantire l’apertura regolare del Sacrario e una puntuale manutenzione, nonché di importanti interventi infrastrutturali (dalla segnaletica agli impianti sanitari, fino ai sistemi video).

Gli ultimi eventi segnalati, sembrano però evidenziare un brusco arretramento rispetto alle rassicurazioni istituzionali. I gravi danni al Sacrario, registrati proprio mentre si parlava di rilancio, sollevano oggi interrogativi sulla capacità di garantire la tutela di un luogo che rappresenta una pagina importante per la memoria nazionale.

Zonderwater, per la sua storia e per la particolarità del territorio in cui si trova, richiede – sottolinea De Angelis – “un sapiente mix di cura, tenacia, relazioni, amore e passione”. Elementi che, secondo lui, sono venuti meno negli anni.

Oggi, a seguito dei fatti riportati, la richiesta della Zonderwater Block ex P.O.W. Association è una sola: una presa di posizione netta, ferma e immediata da parte delle Istituzioni italiane.

Previous Post

Il Premier Meloni in visita nella Repubblica di Corea. Le dichiarazioni sulla Groenlandia

Next Post

Castrolibero, incontro istituzionale in Comune con il Console Onorario dell’Uruguay Alfredo Sguglio

Next Post
Castrolibero, incontro istituzionale in Comune con il Console Onorario dell’Uruguay Alfredo Sguglio

Castrolibero, incontro istituzionale in Comune con il Console Onorario dell'Uruguay Alfredo Sguglio

Comments 23

  1. enzo bonzi says:
    1 settimana ago

    Non credevo si potesse arrivare a tanto. Non si guarda la somma dei vandalismi senza pensare allo sfregio della Memoria!!!.

    Rispondi
    • Francesco Parmigiani says:
      1 settimana ago

      Pienamente daccordo con te, caro Enzo e con tutti gli associati a Zonderwater Block.
      E’ una cosa Vergognosa e Deprecabile che non deve passare impunita.
      Spero che sia : il Consolato Italiano di Pretoria e l’ Ambasciata Italiana del Sudafrica
      Nella persona del Dott.Alberto Vecchi, intervengano in modo Drastico affinche vengano assicurati alla Giustizia questi vandali, veri e propri Delinquenti.

      Rispondi
  2. Jessica says:
    1 settimana ago

    Profondamente dispiaciuta, li riposa mio bisnonno. Bisogna intervenire !

    Rispondi
    • Francesco Parmigiani says:
      1 settimana ago

      Sono profondamente dispiaciuto e pienamente daccordo con lei.
      Bisogna che le Autorita’ competenti, le quali ci rappresentano all’ estero intervengano in modo molto Drastico.
      E’ un atto Vergognoso e Deprecabile.
      Questi non sono solo vandali, ma veri e propri delinquenti.
      L’ Ambasciata Italiana in Sudafrica ed il Consolato Italiano a Pretoria devono intwrvenire al piu’ presto.
      Bisognerebbe mettere al corrente del fatti anche il Ministero della Difesa in Italia!!!!!

      Rispondi
  3. Andrew Stevens says:
    1 settimana ago

    Needs immediate attention by the SA Government and War Graves Commission. The Italian Embassy should be able to motivate some investigation by the SAPS.

    Rispondi
  4. Enrico Fossati says:
    1 settimana ago

    Danni irreversibili! Nessuno riuscirà mai a sostituire le numerose targhe in bronzo!

    Se i padroni di casa intesi come autorità italiane in loco, che devono esercitare nel modo consono il “diritto d’uso”, non capiscono la complessa rete di relazioni e le attività operative necessarie a mantenere un così prezioso e complesso testimone del sacrificio di migliaia di giovani, allora c’è da chiedersi cosa ci stiano a fare.

    Rispondi
    • Francesco Parmigiani says:
      1 settimana ago

      Pienamente daccordo con te.
      Anch’ io ho avuto mio padre prigioniero di guerra a Zonderwater Block.
      Era il Fu Caporale Autiere Angelo Parmigiani
      Ex POW.
      Croce Al Merito di Guerra.

      Rispondi
  5. Vanda Mammi says:
    1 settimana ago

    È imperdonabile tanto sfregio alla Memoria nel disinteresse delle autorità italiane e sudafricane preposte, nonostante le informative documentate e i solleciti alla cura del Campo. Per noi figli di ex P.O.W. è un lutto ad ogni violazione di cui veniamo a conoscenza. Cosa può sottrarre un “luogo sacro” alla delinquenza comune o “intenzionale” che, di questo passo, cancellerà ogni traccia della nostra Storia e dei nostri affetti?

    Rispondi
  6. Felice Rossi says:
    1 settimana ago

    È una vergogna, manca ogni rispetto per i ns. caduti, simbolo dei ns. valori e della NS. memoria.

    Rispondi
  7. Illona Osso says:
    1 settimana ago

    In all my 75 years on this earth, I know for a fact that Zonderwater Cemetery has always been kept in an exceptional pristine condition – the last 23 years or so from about 1997 to 2020, the current President of the Zonderwater Block ex-POW Assoc. [and past Presidents] diligently, meticulously and tirelessly worked together with the Wardens and staff of the Zonderwater Correctional Services [Department of Correctional Services – DCS] to look after the Cemetery. A special bond of understanding was formed showing not only respect for each other but for The Fallen.
    This passion, determination, perseverance and grit, were the hallmarks that kept the memories of Zonderwater alive, bonding the Italian community.
    The dignity of the Italian Prisoners of War needs to be restored. It seems since about 2020 the Diplomatic Corps here has failed the Italian Community. They do not want to recognize the Zonderwater Block Association which has been in existence since 1965. Why? Who is to be held accountable?

    Rispondi
  8. Loretana Laselli says:
    1 settimana ago

    Quando chiedemmo la restituzione (negata) dei resti della salma di mio zio, ci fu promesso che sarebbe stata custodita e onorata come sacro ricordo del sacrificio per la patria di tanti giovani italiani. Debbo ammettere che finché la cura del cimitero era affidata all’associazione Zonderwater Block ex P.O.W. la promessa è stata mantenuta, ci tenevano aggiornati con foto e video e, vedere con quale amore e rispetto veniva custodito era una consolazione alla disattesa restituzione. Oggi alla vista di tale scempio, che, non solo oltraggia il Sacrario ma anche i nostri sentimenti più profondi, che, impedisce anche di riconoscere per la maggiore chi è sepolto nelle tombe, io dico: “Ma dove sono le istituzioni”?
    “Ridateci I nostri cari, ridateci l’onore oltraggiato non solo dai ladri ma anche da chi lo avrebbe dovuto proteggere prevenendo e impedendo tale scempio”!

    Rispondi
  9. Anna maria vasti says:
    1 settimana ago

    È molto demoralizzante questo comportamento di scarica barile da parte dei rappresentanti istituzionali in SA e dei rappresentanti istituzionali in Italia. Si riesce a capire chi sono gli autori di questi atti di vandalismo e perché lo fanno?
    Non so se può essere utile una raccolta di firme per richiedere un tavolo congiunto al fine di definire competenze e impegni delle parti istituzionali coinvolte, con la presenza dei rappresentanti dell’associazione Zonderwater. Un chiarimento tempestivo e categorico va richiesto: non si può promettere da una parte e non mantenere le promesse dall’altra.
    È avvilente questa maniera di lasciar andare in rovina tutto quello che è memoria storica e che invece potrebbe diventare formativa nel momento in cui diventa materia di conoscenza e di approfondimento da parte delle nuove generazioni.

    Rispondi
  10. Gian Paolo Bertelli says:
    1 settimana ago

    Vale la pena denunciare l’ignavia delle autirita’ militari e consolari italiane, il Ministero della Difesa e’ tenuto ed obbligato moralmente e legalmente a prendersi carico della cura dei cimiteri militari all’estero. Da alcuni anni vige il motto: “passata la festa, gabbato lu santo”. Praticamente il sito ed il cimitero.viene “ripulito l” a ridosso della cerimonia di novembre, per il resto dell’anno il sito e’ preda di ladri e vandali. Le responsabilita’ sono chiare! Sarebbe opportuno capire se i fondi elargiti dal Ministero che in passato permettevano la cura del sito e del Sacrario per 365 giorni all’anno continuano ad essere elargiti….. Gian Paolo Bertelli Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra.

    Rispondi
  11. Franca Riboldi says:
    1 settimana ago

    E’ vergognoso e imperdonabile che succeda questo in un luogo sacro che custodisce la memoria dei soldati italiani.
    Siamo veramente increduli e dispiaciuti di atti cosi’ irresponsabili.
    I vandali sono senz’altro da condannare ma la responsabilita’ e soprattutto di chi nonostante tutte le segnalazioni fatte non ha provveduto a ridare al cimitero di Zonderwater quel decoro che ha sempre avuto quando era gestito dall’associazione Zonderwater block.

    Rispondi
  12. Giuseppe Santonocito says:
    1 settimana ago

    Leggendo la (ulteriore) notizia dello scempio di cui è stato oggetto il sacrario – cimitero di Zonderwater, il primo sentimento immediato è stato quello di una profonda tristezza per ciò che questo luogo ha rappresentato, e rappresenta, per noi che abbiamo avuto i nostri padri ivi detenuti e, soprattutto, per coloro che hanno lì sepolti i propri cari. La domanda cosa fare, cosa poter fare di fronte allo stato di abbandono e disinteresse, lasciare che il luogo diventi un rudere? Certamente no! a mio avviso, qualcosa bisogna pur fare è chiaro. Non so a questo punto cosa potrà risolvere il prossimo Memorandum con le Autorità Sudafricane. Certo è che se sì dovesse in qualche modo arrivare ad un minimo ripristino dei luoghi, saranno necessarie risorse economiche non indifferenti, un’attività di sorveglianza e, purtroppo tocca dire visto lo stato delle cose, forse utlizzare materiali meno o poco appetibili ai vandali-ladri.
    Il buon Lionello De Angelis si è dato da fare, bisogna riconoscerlo, ma a volte, e lo dico per esperienze personali, sembra di scontrarsi con muri di gomma proprio su questioni non di difficile comprensione e soluzione. Azioni dell’Associazione, articoli di giornali, l’interessamento di singoli parlamentari non hanno, a quel che mi risulta e come fatto oggettivo, portato ad una urgente soluzione delle criticità, che si sono invece aggravate. Ritengo che la questione potrebbe, o dovrebbe, essere affrontata con risvolti ed effetti pubblici ad esempio con una interpellanza parlamentare rivolta ai titolari dei Dicasteri degli Esteri e della Difesa, in cui si illustri l’importanza di Zonderwater e la sofferenza di decine e decine di migliaia di prigionieri italiani, alcuni dei quali giacciono lì sepolti, indicare le possibili soluzioni di ripristino, chiedendo l’impegno dello Stato italiano a finanziare e portare a compimento quanto necessario e chiedere il riaffidamento della cura del cimitero. Ciò, ovviamente, se qualcuno avesse la possibilità di rappresentare a dei parlamentari questa vicenda e gli stessi si impegnino a portarla avanti in Parlamento. Se non si riesce a far prendere un impegno pubblico in tal senso al Governo italiano attraverso i titolari dei Dicasteri preposti, spero di sbagliarmi, ma sarà molto difficile il futuro per Zonderwater.

    Rispondi
  13. Dina Cei says:
    1 settimana ago

    Non ci sono parole sufficienti per descrivere quello che accade . Invece di riservare a quanti diedero il loro contributo alla Patria e sacrificarono così famiglia e giovinezza, si trascura anche quel che rimane dei loro poveri corpi. Ma la memoria, la memoria di quel che è stato deve essere un impegno solenne per tutti, a prescindere dalle linee politiche e quale che sia il Governo che ci rappresenta agli occhi del mondo. Non perdiamo la nostra identità di popolo, al rispetto e alla conoscenza della Storia. Io dico che dobbiamo curare la memoria degnamente perché senza il rispetto pur anche di un simbolo sacro con esso se ne va anche la libertà di tutti.

    Rispondi
  14. Quirino Valentini says:
    1 settimana ago

    Non si può non rimanere sconcertati dell’assoluta indifferenza manifestata a più riprese dalle nostre Istituzioni di fronte alle numerose sollecitazioni tese ad evidenziare i problemi succedutisi nel tempo nel Sacrario di Zonderwater. Come può uno Stato non curarsi della memoria dei propri caduti e lasciare che i loro sepolcri siano deturpati? È un atteggiamento che va oltre ogni umana comprensione. Si dia ascolto alla voce di chi ancora oggi crede ai valori della Patria riportando la situazione del Sacrario ad una situazione di decoro sotto il punto di vista della conservazione materiale dimostrando altresì che l’attenzione per la memoria dei caduti è ancora viva.

    Rispondi
  15. Ellen Whittaker says:
    1 settimana ago

    This is an outrage! I visited this cemetery in 2011 and recall its beauty and dedication to those Italians forever interred there. It is a holy place that should be respected and honored, not torn apart for financial gain by vandals. Both South African and Italian officials should meet immediately to plan the repair of this sacrilege!

    Rispondi
  16. Rosanna Mottalini Zazeraj says:
    1 settimana ago

    Regarding the Zonderwater Association and the Zonderwater POW cemetery, the Comites had been seeking the expulsion of Emilio Coccia and the Zonderwater Association for years. Then came former consul E. Curnis, who, between herself and the Comites, was responsible for the smearing and false accusations leveled against Emilio Coccia. Emilio had dedicated 20 years to the maintenance and care of the cemetery, which had been impeccably maintained out of respect for those who had given their lives for their country. The charges against him reached the court in Rome three times. Each time, they were dismissed without any charges being filed against Emilio Coccia. It was purely a vendetta against him. From the association’s inception, the cemetery was always well-maintained. There has always been a relationship of respect between the Association and the Penitentiary Service. The respect between the penitentiary service, Emilio Coccia, and the Association was mutual. With the arrival of E. Curnis, the relationship with the prison services and the cemetery’s maintenance began to deteriorate. The electric fences were struck by lightning and were never repaired. The dogs that had been placed inside the cemetery to protect it from vandalism when no one was present were removed in 2024. Then came Dr. Livio Spadavecchia. The cemetery’s maintenance deteriorated to a point of absolute disgrace. Every year, since the founding of the Zonderwater Association, the prison services were always invited to participate in the November Ceremony. Last year, they were completely ignored. Dr. Livio Spadavecchia blamed the cemetery vandalism on the prison services, which is not true. The Consulate is responsible for failing to ensure adequate security. Cemetery maintenance is the responsibility of the Consulate, pursuant to the agreement between Italy and South Africa of November 2, 1986. Perhaps the COMITES should be informed of this fact, as they too are responsible for what happened to this sacred place. Excuse me for repeating myself, but as I have said on many occasions, my father, Enrico Mottalini, was the first President of the Zonderwater Association. Although he was not killed during the war, he was a prisoner of war at Zonderwater and is now buried in the cemetery. I would also like to know from the Consulate how COMITES members can obtain keys from the Consulate to enter the cemetery, while I must ask permission to visit my father’s grave. I would also like to point out to the Consul General that from the first stone laid to the last were laid by former prisoners of war as well as the Museum. Dr. Livio Spadavecchia and the members of the COMITES should take responsibility for what happened at the cemetery and not blame others. They have collectively collapsed the management which was for decades maintained as a dignified resting place, and their negligence has turned the cemetery into an embarrassing slum, and the humiliation for those of us who take pride in our Italian heritage. The recent vandalism, distruction, and theft of all the brass name plates on the graves and altar and other important objects are an entirely predictable outcome. Instead of going to the cemetery only once a year to show how important they are, go and take care of cemetery as promised. Dr. Livio Spadavecchia mentioned in his November speech that starting in January 2026, the cemetery would be open two days a week to anyone who wishes to visit. When will that happen? I’ve attached some photos and articles from the cemetery dating back to 1970 to show how well the cemetery was maintained and how much respect was shown to our now-unknown soldiers. They should hang their heads in shame!!

    Rispondi
  17. Rosanna Mottalini Zazeraj says:
    1 settimana ago

    I apologize but I for some unknown reason i am unable to post the photos I mentioned. I will post them on the Zonderwater Facebook page.

    Rispondi
  18. Alida Cosani says:
    1 settimana ago

    D’accordo con tutto quel che hai detto Rosanna. Io vorrei sapere perche nessuna sicurezza e’ stata messa dopo ogni furto? I
    Ladri han provato… Han visto che nulla è cambiato così han Riprovato altre 5 volte con MAI NESSUN cambiamento …. L’Italia ed il Consolato e’ responsabile per questo cimitero. Il Comites che tanto s’interessa alla cerimonia di Novembre ( ma non per gli altri 364 giorni) nessuno ha fatto riparare i fili elettrici, non han rimesso la pattuglia dei cani, non han attivato l’allarme. Mi chiedo PERCHÉ? Per gli ultimi 65 anni ed especialmente gli ultimi 20 anni tutto ha funzionato a perfezione ( finché l’arrivo della ex Console. Prima fra tutti c’era un senso di “appartenenza, di rispetto , di onore” per favore fatte ri- entrare l’Associazione ex POW ZONDERWATER block. Loro con l’aiuto di tutti i Consoli prima han saputo creare un orgoglio per essere Italiani e far parte della famiglia ExPOW ZONDERWATER.

    Rispondi
  19. Amelia Bettmann says:
    1 settimana ago

    Credo che sia una cosa vergognosa lasciare che un posto sacro come il Sacrario di
    Zonderwater venga profanato da vandali ma ancora più vergognoso che dopo tanti episodi che si sono succeduti nel tempo,nessuno dai politici alle varie istituzioni abbia sentito il dovere di intervenire dando così un riconoscimento a chi ,all’epoca,ha dato la propria vita per la Patria.

    Rispondi
  20. Roberto Temponi says:
    5 giorni ago

    Mi pongo un pesante quesito a cui non riesco a trovare una logica motivazione :
    perché la rappresentanza diplomatica d’ Italia in Sud Africa
    ed il Consolato Generale d’ Italia a Johannesburg in particolare ,
    abbiano con il loro comportamento favorito i fatti criminosi che hanno colpito il cimitero ” Tre Archi ” dei POW italiani a Zonderwater ? …
    PERCHE’ ! …
    Inutili a questo stato di fatto sono l’ indignazione e la profonda amarezza che giustamente noi figli e nipoti degli ex POW di Zonderwater proviamo per i nefasti accadimenti .
    Ogni ulteriore commento sia ormai fine a se stesso .
    Con i ripetuti episodi di scempio e la palpabile ignavia delle autorità diplomatiche italiane debbano spiegazioni per l’ incuria irresponsabile protratta , grido : VERGOGNA !

    Rispondi

Rispondi a Enrico Fossati Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Gazzetta Diplomatica - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Civitavecchia n. 1/2024 - Tutti i diritti riservati - © 2024
info@gazzettadiplomatica.it

No Result
View All Result
  • Home
  • News
  • Interviste
  • Curiosità
  • Video
  • Premio
  • Contatti

© 2022 - Gazzetta Diplomatica