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Uniti per il Sudan, l’Italia si muove: “Attività culturali, solidarietà e crowfounding, vicini a chi affronta anni di conflitti”

Redazione by Redazione
26 Marzo 2026
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Uniti per il Sudan, l’Italia si muove: “Attività culturali, solidarietà e crowfounding, vicini a chi affronta anni di conflitti”
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Riportare al centro dell’attenzione internazionale la grave crisi umanitaria in corso nel Paese africano e avviare una concreta iniziativa di solidarietà attraverso una raccolta fondi nazionale. Questi i temi affrontati ieri nella Sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati “Nilde Iotti”, dove è andato in scena l’evento “Uniti per il Sudan”, promosso da ASI Nazionale tramite l’Area Cultura, presieduta dal Responsabile Nazionale, Michele Cioffi, e del Settore Nazionale ASI sul multilateralismo umanitario e sociale, presieduto da Elisabetta Pamela Petrolati. L’incontro ha rappresentato un momento di alto profilo istituzionale e culturale, riunendo rappresentanti del mondo politico, diplomatico, accademico e del terzo settore.

A moderare l’evento l’esperto di relazioni internazionali, Francesco Anghellone. Presenti, tra gli altri, Federico Mollicone, presidente della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati, monsignor Marco Malizia, in prima linea sul territorio sudanese, l’Ambasciatore del Sudan in Italia, Emadeldin Mirghani Abdelhamid Althoamy, la presidente di Emergency, Rossella Miccio e il presidente di ASI Nazionale e Sottosegretario all’Ambiente, il senatore Claudio Barbaro.

Ampio spazio nel corso dell’evento è stato dedicato alla dimensione culturale e scientifica, con l’intervento del professor Eugenio Fantusati, che ha illustrato lo stato di grave vulnerabilità del patrimonio archeologico sudanese, e alla narrazione artistica, attraverso le opere digitali sudanesi e dell’artista Corrado Veneziano, quale strumento di sensibilizzazione con un’opera realizzata per l’evento dal titolo “Un’altra prospettiva è possibile”. La seconda sessione ha posto un forte accento sulla dimensione sociale e umanitaria, evidenziando il ruolo fondamentale delle organizzazioni attive sul campo. In particolare, è stato sottolineato l’impegno di Emergency, che ha portato una testimonianza diretta e concreta delle condizioni della popolazione civile.

“Siamo qui – ha spiegato il presidente Mollicone – per accendere i riflettori su una realtà drammatica che troppo spesso rimane ai margini del racconto mediatico globale. Con quasi 12 milioni di sfollati e un bilancio di oltre 150.000 vittime, la crisi in Sudan rappresenta un’emergenza assoluta che interroga le nostre coscienze. L’Italia è in prima linea nella risposta umanitaria con un impegno di 125 milioni di euro e programmi strutturati come ‘Italy for Sudan’. L’iniziativa di ASI Cultura è un tassello fondamentale di questo impegno: trasforma la sensibilità culturale in atti concreti di solidarietà nazionale“.

“Sono molto grato per l’organizzazione di questo incontro – ha dichiarato l’ambasciatore Emadeldin Mirghani Abdelhamid Althoamy – perché tra Italia e Sudan ci sono relazioni storiche. Il nostro Paese sta attraversando un periodo difficile, per una guerra dimenticata e senza precedenti nella sua storia. Oggi affrontiamo crimini di guerra e crimini contro l’umanità, con undici province occupate, 150mila cittadini uccisi, 12 milioni di rifugiati e un grave collasso nella situazione umanitaria. Anche il patrimonio culturale è devastato: esorto il governo italiano a fare del tutto per lavorare anche in questa direzione”.

“Sono particolarmente orgoglioso che ASI – spiega il senatore Barbaro – sia oggi tra i promotori di questa iniziativa. È importante accendere i riflettori su quanto stanno vivendo oggi i sudanesi e mettere in moto iniziative concrete, come quella del crowdfunding lanciata oggi. ASI, in questo percorso, sarà protagonista insieme alle altre associazioni impegnate in questa causa”.

“Non esistono guerre di serie A e guerre di serie B, per questo parlare di Sudan oggi è anche un modo per restituire dignità ai sudanesi. Ormai tre anni dopo lo scoppio della guerra la situazione che vediamo in Sudan è ancora gravissima – commenta Rossella Miccio, presidente di Emergency – Nel nostro Centro Salam di cardiochirurgia a Khartoum e nei nostri centri pediatrici a Khartoum, Port Sudan e Nyala, vediamo arrivare pazienti in condizioni tragiche date dall’impossibilità di spostarsi liberamente per ricevere le cure di cui necessitavano in questi anni di conflitto, e da una situazione sanitaria ancora estremamente precaria nel Paese. Anche nella capitale, dove gli scontri sono terminati, la vita fatica a riprendere normalmente. Emergency non ha mai lasciato il Sudan e ha continuato sempre la sua attività, superando anche enormi difficoltà, per restare al fianco di colleghi e pazienti. Ciò che chiediamo sono sforzi concreti per una pace duratura che porti il Paese fuori dalla tragedia della guerra”.

“Oggi è una giornata storica. Asi da sempre – hanno spiegato Cioffi e Petrolati – lavora sui fattori culturali e questo evento rappresenta per noi un ulteriore punto di partenza per far sì che la cultura sia vettore di umanità e speranza. Forse mai come in questo caso l’attenzione di tutti noi, ognuno per il proprio campo, può essere decisiva per far sì che il nostro aiuto si concretizzi in favore di chi affronta un conflitto che sta distruggendo un Paese”.

“È prioritario – ha spiegato il professor Eugenio Fantusati, studioso di Antichità nubiane nel presentare i suoi interventi sul territorio – ridare ai sudanesi il proprio passato, soltanto così si potrà lavorare sul futuro. La sfida che abbiamo di fronte è enorme, visto che il patrimonio culturale sudanese è anche patrimonio mondiale: il recupero delle tessere culturali del Sudan sarà così un successo non solo per il Paese e per il suo popolo, ma per ciascuno di noi”.

A completare il momento di riflessione, il contributo artistico del tenore Francesco Malpena, che ha sottolineato il legame profondo tra arte musicale e solidarietà, proiettando inoltre una delle sue performance canore particolarmente apprezzate dai presenti. ASI Nazionale, ASI Cultura e il Settore Multilateralismo Umanitario e Sociale proseguiranno nelle prossime settimane con iniziative dedicate e con il lancio operativo della campagna di raccolta fondi, con l’obiettivo di offrire un contributo tangibile alle popolazioni colpite.

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