“Il Governo chiarisca immediatamente quanto costerà ai contribuenti italiani la consulenza dell’ex ministro ucraino Fedorov al Ministero della Difesa“. Cosi il presidente di Federcontribuenti, Marco Paccagnella sulla consulenza resa nota dal ministro Crosetto al suo ex omologa ucraino Fedorov.
“Oltre i miliardi di euro impegnati dall’Italia nel sostegno all’Ucraina – fa presente Paccagnella – ora c’è anche la consulenza offerta all’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov, chiamato dal ministro Guido Crosetto a collaborare come “Advisor per l’Innovazione della Difesa“. Droni, sistemi unmanned, difesa aerea e innovazione tecnologica sono temi certamente strategici. Ma una domanda è inevitabile e il Governo deve rispondere senza giri di parole: quanto costera’ tutto questo agli italiani?“.
“Per Federcontribuenti – prosegue la nota – è arrivato il momento di dire basta alla politica del “pagheranno i cittadini”: le famiglie italiane fanno i conti con bollette, mutui, affitti, tasse, caro vita e servizi pubblici sempre più sotto pressione. Lavoratori e pensionati vedono una parte consistente dei propri redditi assorbita dalla fiscalità. E mentre agli italiani si chiede di stringere la cinghia, il Governo continua ad assumere impegni di spesa che meritano, quantomeno, una spiegazione dettagliata. Non basta dire che si tratta di innovazione. Non basta evocare la sicurezza nazionale. I soldi sono dei contribuenti e i contribuenti hanno il diritto di sapere come vengono spesi“.
Federcontribuenti chiede pertanto al ministro Crosetto e al Governo di rendere immediatamente pubblici: il compenso previsto per Fedorov, la durata dell’incarico, eventuali rimborsi, benefit e ulteriori costi a carico dello Stato, le modalità con cui è stato individuato e nominato il consulente, gli obiettivi concreti e verificabili dell’incarico e il quadro complessivo delle risorse pubbliche destinate alle attività di collaborazione e sostegno connesse alla guerra in Ucraina.
“E’ bene ricordare – conclude la nota di Federcontribuenti – che il bilancio dello Stato non è una carta di credito senza limite. Ogni euro speso dal Governo proviene dalle tasse pagate dai cittadini“.
