“Unità navali e gommoni israeliani hanno accerchiato e avviato l’abbordaggio delle imbarcazioni della “Sumud Flotilla” in acque internazionali al largo di Cipro, compresa la “Holy Blue”, nave battente bandiera italiana. Si tratta di una missione civile e non armata, composta da attivisti e volontari impegnati in una iniziativa pacifica e umanitaria volta a richiamare l’attenzione internazionale sulla tragedia in corso a Gaza. Alla luce di quanto accaduto, appare ancora più urgente e fondata la comunicazione da me inviata al Ministro della Difesa Guido Crosetto, con la quale si chiedeva al Governo italiano di attivarsi per garantire tutela e protezione ai cittadini italiani presenti nella missione”: è quanto si legge in una nota diffusa dal deputato M5S Arnaldo Lomuti.
“La situazione – prosegue il testo – assume contorni estremamente gravi considerando che la “Holy Blue” batte bandiera italiana e che, ai sensi dell’articolo 4 del Codice della Navigazione, una nave italiana in acque internazionali è considerata a tutti gli effetti territorio dello Stato italiano. Destano inoltre fortissima preoccupazione le notizie relative al prelevamento forzato di cittadini italiani presenti a bordo di altre imbarcazioni della flottiglia. Il Governo italiano deve assumere una fermissima presa di posizione dinanzi ad azioni che rischiano di violare apertamente il diritto internazionale e il diritto del mare. E’ necessario che l’Unione europea e il Governo italiano agiscano concretamente per contrastare la crescente deriva fuorilegge del Governo israeliano. Solo pochi giorni fa il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato l’intenzione di occupare stabilmente circa il 60 per cento del territorio della Striscia di Gaza, prospettando uno scenario incompatibile con qualunque serio percorso di pace. Per tali ragioni – aggiunge il Segretario della Commissione Difesa della Camera – appare ormai indispensabile procedere all’immediata sospensione dell’accordo di cooperazione economica tra Unione europea e Israele, all’applicazione di sanzioni nei confronti del Governo israeliano e alla cessazione immediata di qualsiasi commercio di armamenti e tecnologie dual-use che possano contribuire ad alimentare il conflitto. Il silenzio e l’inerzia della comunità internazionale davanti a episodi di tale gravità – conclude Lomuti – rischiano di rappresentare un precedente estremamente pericoloso per la tenuta del diritto internazionale e delle regole fondamentali di convivenza tra gli Stati”.

