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Quando la letteratura diventa cura: il viaggio di Ivana Leone tra le corsie di un ospedale

Redazione by Redazione
26 Aprile 2026
in Curiosità
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Quando la letteratura diventa cura: il viaggio di Ivana Leone tra le corsie di un ospedale
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Ci sono libri che nascono da un’urgenza, da una ferita che chiede voce, da un’esperienza che non può restare chiusa nel silenzio. “Scuola in ospedale. Parole che curano”, il primo romanzo di Ivana Leone, docente di letteratura italiana e latina, appartiene a questa categoria rara: quella delle opere che non raccontano soltanto una storia, ma restituiscono un senso, una direzione, un varco possibile nel buio.

Leone, cilentana, da sempre innamorata della poesia e della scrittura, nel 2018 accetta un incarico che cambierà la sua vita: insegnare letteratura a Ville Turro, una delle sedi del San Raffaele di Milano, dove sono ricoverati ragazzi con disturbi del comportamento alimentare. Un contesto fragile, complesso, dove ogni parola pesa e ogni gesto può diventare un appiglio.

“Insegnare in ospedale, al San Raffaele e al Niguarda di Milano, è stato entrare ogni giorno in una fragilità che chiedeva verità, non perfezione – racconta oggi, aggiungendo – ho visto vite sospese cercare un appiglio e lì ho capito che la presenza può essere cura“.

Il romanzo si apre come un varco nella memoria. E c’è un’immagine che l’autrice non ha mai dimenticato: una mattina di ottobre del 2018, l’aria pungente, la città che si sveglia, la cartella stretta tra le mani. L’atrio dell’ospedale profuma di disinfettante. Le luci bianche, i passi degli infermieri, le voci basse. E poi uno sguardo: quello di un giovane paziente che le sorride con timidezza, quasi a dirle “benvenuta nel nostro mondo”. È lì che Leone comprende che la scuola, in quel luogo, non è fatta solo di libri, ma di ascolto, di presenza, di un’umanità che chiede di essere riconosciuta.

In quelle stanze, Ivana porta con sé La Divina Commedia. E accade qualcosa. Le parole di Dante, così antiche e così vive, toccano la sensibilità di uno dei ragazzi. Nel romanzo si chiama Marco: un adolescente che sembra distante da tutto, ma che si lascia sorprendere dalla forza del viaggio dantesco. Le lezioni diventano così un varco. Marco si risveglia, prende coscienza del proprio stato, intuisce che non tutto è perduto. Attraverso il Sommo Poeta comprende che si può risalire, che il buio non è un destino, ma un passaggio. “La lettura di Dante non era solo un atto intellettuale, ma un’esperienza che parlava direttamente alla loro vita” spiega Leone. “Ogni verso sembrava rivelare un nuovo passo verso la trasformazione“.

Intorno alla professoressa – che nel romanzo si chiama Elena – nasce una piccola comunità: fragile, silenziosa, ma tenace. Una comunità che trova nella poesia un linguaggio comune, un luogo di resistenza.

“L’idea di scrivere questo libro è nata dal bisogno di non lasciare quella storia chiusa nel dolore – confida l’autrice – la vicenda di Marco mi ha attraversato così profondamente da diventare voce, una voce che potesse arrivare a chi si sente perso“.

E quella voce, oggi, arriva forte. Perché Scuola in ospedale non è solo un romanzo: è una testimonianza. È la prova che la letteratura, quando è condivisa, può diventare un ponte, un gesto di cura, un modo per rimettere in moto ciò che sembrava fermo.

Il lavoro di Ivana Leone merita di essere riconosciuto non solo per la qualità narrativa, ma per il valore umano e pedagogico che porta con sé. La sua scrittura è limpida, essenziale, mai compiaciuta. La sua esperienza è raccontata con pudore e precisione, senza retorica. E soprattutto, il suo sguardo restituisce dignità ai ragazzi che ha incontrato, trasformando la fragilità in un luogo di relazione e di possibilità.

Il romanzo ci ricorda che la letteratura non salva la vita, ma può illuminarla. Può creare connessioni, aprire mondi, accendere fuochi interiori. Può insegnare che non è mai troppo tardi per ricominciare, per credere nella conoscenza, per scegliere di essere migliori.

In quelle stanze d’ospedale, tra pagine consunte e cuori spezzati, Dante è diventato un compagno di viaggio. E grazie alla voce di Ivana Leone, quel viaggio continua. Perché nessuno, davvero, è senza possibilità di ritorno.

Recensione di Marco Finelli

Scuola in ospedale – Parole che curano
di Ivana Leone
Editore: L’ArgoLibro
Anno di pubblicazione: 2026
Numero pagine: 258
Copertina: a colori con alette
Prezzo di copertina euro 15,00

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