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Porta (PD): “In Nicaragua un regime violento e autoritario. Italia ed Europa facciano sentire la loro voce”

Redazione by Redazione
12 Giugno 2026
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Porta (PD): “In Nicaragua un regime violento e autoritario. Italia ed Europa facciano sentire la loro voce”
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“Il Comitato permanente sui Diritti Umani della Camera dei Deputati, presieduto dalla collega Laura Boldrini, su mia proposta ha audito Padre Rafael Aragón e il professor Gabriel Leóndas Putoy Cano, autorevoli esponenti dell’impegno per i diritti umani in Nicaragua. Le loro testimonianze hanno evidenziato il progressivo deterioramento dello Stato di diritto nel Paese e la gravità delle violazioni denunciate dalla società civile. Si tratta di un richiamo che la comunità internazionale non può ignorare”: così in una nota il parlamentare dem Fabio Porta.

“Il regime guidato dai co-presidenti Daniel Ortega e Rosario Murillo, marito e moglie – si legge ancora nel testo – continua a rendersi responsabile di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani, colpendo oppositori politici, attivisti, leader religiosi, rappresentanti delle comunità indigene e semplici cittadini. Una repressione che non si ferma ai confini nazionali, ma coinvolge anche migliaia di nicaraguensi costretti all’esilio.

Tra i casi più emblematici – prosegue Porta – vi è quello del leader indigeno e parlamentare Brooklyn Rivera, arrestato nel 2023 dopo aver denunciato le violazioni dei diritti delle popolazioni native. Secondo quanto riferito nel corso dell’audizione, Rivera sarebbe morto nei giorni scorsi in un carcere nicaraguense. Desta inoltre forte preoccupazione la sorte della deputata che avrebbe dovuto succedergli in Parlamento e della quale si sono perse le tracce. Più in generale, continuano a destare allarme le condizioni di numerosi oppositori politici, attivisti e difensori dei diritti umani detenuti o perseguitati dal regime.

In Nicaragua – aggiunge il deputato – assistiamo a una progressiva erosione dello Stato di diritto. Oppositori e dissidenti vengono privati della cittadinanza, esclusi dalla vita pubblica e privati dei diritti fondamentali. In molti casi vengono persino cancellati dai registri dello Stato e dall’anagrafe, come se non fossero mai esistiti. Si tratta di pratiche incompatibili con qualsiasi ordinamento democratico e con i principi sanciti dal diritto internazionale.

Particolarmente grave è anche la repressione della libertà religiosa. La Chiesa cattolica e altre confessioni religiose sono oggetto di crescenti restrizioni, con limitazioni alle celebrazioni pubbliche, chiusure di istituzioni religiose e provvedimenti nei confronti di sacerdoti e operatori pastorali. Ai cattolici, ad esempio, è stato vietato lo svolgimento delle tradizionali processioni religiose.

Sul piano internazionale, il Nicaragua ha rafforzato i propri rapporti con Cina e Russia. Dagli Stati Uniti e dall’Unione europea sono giunte negli ultimi anni parole di condanna e misure mirate che, tuttavia, non hanno ancora prodotto risultati concreti nel contrastare la deriva autoritaria del regime. I rapporti economici e commerciali proseguono sostanzialmente senza particolari conseguenze. Fa eccezione la Spagna che, lo scorso gennaio, ha dichiarato persona non grata l’Ambasciatore nicaraguense Maurizio Gelli, disponendone l’espulsione dal Paese. Si tratta – spiega il parlamentare del PD – del figlio di Licio Gelli, fondatore della loggia massonica P2, una delle pagine più oscure della storia repubblicana italiana, legata a progetti eversivi e antidemocratici.

Condivido pienamente l’appello lanciato dalla Presidente Laura Boldrini – conclude Porta – affinché si rompa il silenzio che ancora circonda quanto sta accadendo in Nicaragua. L’Italia, l’Europa e la comunità internazionale hanno il dovere di far sentire la propria voce e di sostenere chi continua a battersi per la libertà, la democrazia e il rispetto dei diritti umani. Non possiamo restare indifferenti di fronte a una repressione che colpisce ogni giorno uomini e donne colpevoli soltanto di chiedere giustizia, dignità e libertà. Il regime di Ortega e Murillo va fermato e con esso la spirale di violenza e persecuzione che continua a colpire il popolo nicaraguense”.

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