Nel Salone d’Onore del CONI, al Foro Italico, lunedì scorso si è tenuta la presentazione ufficiale della ventottesima edizione del Mundialido, torneo di calcio dedicato all’integrazione, che da quasi trent’anni rappresenta un punto di riferimento per le comunità straniere in Italia. L’evento, presentato dalla conduttrice Rai Simona Ronaldi, ha registrato una partecipazione ampia e qualificata, confermando il carattere internazionale di una manifestazione che nel tempo ha saputo trasformarsi in una piattaforma di dialogo, inclusione e cooperazione culturale attraverso lo sport.
Nel suo intervento, il Presidente di ASI Claudio Barbaro ha richiamato il ruolo dell’Ente nella promozione di iniziative capaci di unire territori e comunità attraverso il linguaggio universale del calcio, soffermandosi sul valore sociale del progetto e sul suo impatto concreto nei percorsi di integrazione vissuti sul campo, dove sport e convivenza civile si intrecciano in modo naturale. Accanto a lui, l’organizzatore storico Eugenio Marchina ha ripercorso l’evoluzione della manifestazione, nata quasi trent’anni fa sul litorale romano e divenuta nel tempo un appuntamento atteso da atleti, comunità e istituzioni.
Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanze diplomatiche, comunità internazionali, dirigenti sportivi ed esponenti istituzionali provenienti da numerosi Paesi, confermando la vocazione globale del torneo. Significativa la partecipazione di Luigi Manganiello, Console Generale della Sierra Leone (sorteggiata nel Girone C insieme a Ecuador, Ucraina e Marocco), la cui presenza ha ribadito l’importanza del sostegno diplomatico alle iniziative che promuovono integrazione sociale, rispetto reciproco e amicizia tra i popoli.
L’edizione 2026 vedrà la partecipazione di ventiquattro squadre (rappresentative di altrettanti Paesi), impegnate in oltre 50 partite, numeri questi che confermano il Mundialido come uno dei più rilevanti eventi multiculturali e sportivi organizzati in Italia. Fra le curiosità, la presenza dell’Argentina, che giocherà per la prima volta in rappresentanza del Paese campione del mondo, aggiungendo un elemento simbolico a un torneo che accoglie anche realtà provenienti da contesti geopolitici complessi, come Sudan e Madagascar, trasformando il campo di gioco in uno spazio di resilienza e visibilità.
La cerimonia di apertura si terrà il 23 maggio allo Stadio Fiorentini, nel V Municipio, un’area di Roma caratterizzata da una forte presenza di comunità straniere e scelta proprio per ribadire la vocazione inclusiva della manifestazione. La sfilata delle delegazioni aprirà ufficialmente il torneo, prima dell’incontro inaugurale che vedrà in campo i campioni in carica della Colombia.
Giunto alla sua ventottesima edizione, il Mundialido continua a rappresentare un simbolo di integrazione, inclusione e fratellanza internazionale, riaffermando il ruolo dello sport come strumento capace di unire culture, comunità e nazioni in un linguaggio condiviso e immediato.

