Gazzetta diplomatica
  • Home
  • News
  • Interviste
  • Curiosità
  • Video
  • Contatti
  • Premio
No Result
View All Result
Gazzetta diplomatica
Home News

“L’Italia al guado. Emblematico il caso dell’Iran”, l’Editoriale dell’Ambasciatore Bruno Scapini

Redazione by Redazione
8 Aprile 2026
in News
0
“L’Italia al guado. Emblematico il caso dell’Iran”, l’Editoriale dell’Ambasciatore Bruno Scapini
3
SHARES
19
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

di Bruno Scapini

Il Governo Meloni sembra non voglia imparare nulla dalle sconfitte subite. A Palazzo Chigi, nonostante la “debacle” referendaria sia chiaramente riconducibile non tanto al dilemma delle carriere giudiziarie – se averle cioè separate o meno – quanto all’ampio dissenso registratosi in tema di politica estera, si insiste ancora nella condanna della Russia, la cui aggressione all’Ucraina sarebbe causa dell’attuale crisi del Diritto internazionale, e nell’accusa oggi, “ferma e risoluta”, rivolta al regime di Teheran per tenere condotte destabilizzanti. Quali? Ce lo dice una recente nota di Palazzo Chigi: il lancio di missili che minacciano la sicurezza delle nazioni del Golfo, le intimidazioni volte a compromettere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e la repressione definita sistematica e brutale del suo popolo.

Per contro, il Governo tace  –  sulla linea già seguita per il caso dell’Ucraina – sulle vere cause del conflitto, disconoscendo, con ipocrisia a dir poco disarmante, come l’Iran non sia il soggetto aggressore, bensì quello aggredito, e che le azioni intraprese, con il lancio di missili su strutture di interesse strategico statunitense dislocate nei Paesi del Golfo, rientrino pienamente e irrefutabilmente nel diritto alla legittima difesa sancito dalla Carta delle Nazioni Unite. Del pari ammissibile, quale forma di autotutela, sarebbe poi anche la stessa chiusura alla navigazione nello Stretto di Hormuz. Una misura, quest’ultima, alla quale gli Stati rivieraschi sono legittimati dal Diritto internazionale nelle forme e alle condizioni ammesse, sempre a fini di autodifesa, in un contesto di conflitto armato (v. Manuale di San Remo).

Circa, infine, la denunciata repressione interna del popolo, il Governo Meloni si lascia convincere purtroppo dalla propaganda anti-iraniana, architettata da tempo dai tradizionali Paesi nemici di Teheran. Una propaganda fatta da questi filtrare nel corso degli anni nel tessuto sociale del Paese per il tramite di cellule insidiosamente insinuatesi. L’infiltrazione di elementi del Mossad è, del resto, un fatto accertato, né si potrebbe negare come la continua perseverante pressione esercitata sull’Iran da forze esterne abbia portato al risultato che il suo Governo si sia trovato costretto ad assumere necessariamente posizioni di chiusura e di controllo sul fronte sociale interno del Paese.

Non voler considerare tali aspetti in una valutazione realistica dell’attuale situazione iraniana vuol dire porsi dei limiti precostituiti ad un suo esame spassionato e imparziale. L’Iran, e questo è il punto centrale della questione, è stato da sempre agognato obiettivo delle mire egemoniche dell’Occidente. Le sue immense risorse energetiche e la posizione geografica al centro di un’area di rilevante importanza strategica, hanno, infatti, agito storicamente da fattori condizionanti privando il Paese, fin dalla fine della Seconda Guerra mondiale, della sua autonoma capacità di decidere dei propri destini. Ma se prima dell’avvento al potere degli Ayatollah l’Iran veniva considerato quasi esclusivamente come fonte primaria di energia, successivamente il Paese è divenuto nemico acerrimo di Israele, venendo percepito  come l’ostacolo principale al suo atavico progetto di espansione territoriale al quale sarebbe stato incoraggiato, subdolamente, dalle ambigue politiche perseguite dal Regno Unito, interessato a far sopravvivere, sotto forme più moderne rispetto al colonialismo di vecchia maniera, e avvalendosi del braccio armato degli Stati Uniti, l’antico potere, mai in fondo tramontato, dell’Impero britannico.

L’Italia, ahimè, risulta oggi intrappolata in questa convergenza di opposti interessi; ovvero tra un’Europa alla ricerca di una sua strada all’autonomia strategica e le condizionalità imposte da Trump. Né, in queste condizioni, Palazzo Chigi saprebbe come operare la sua scelta; e per non urtare le suscettibilità di Israele, al quale non lesina atti di fiducia, né di Bruxelles, di cui teme la continua minaccia di procedure d’infrazione, si barcamena ora appoggiandosi a Trump, ora a Netanyahu, ora e ancora a Ursula von der Leyen. Il risultato di tale erratica politica sarebbe, a ben guardare, la mancanza di un chiaro piano d’azione per l’Italia. L’assenza, infatti, di un definito disegno per il futuro del nostro Paese è probabilmente la caratteristica più evidente di questo Governo che, impegnato in sporadiche misure a macchia di leopardo, guarda più opportunisticamente al proprio vantaggio politico anziché a progettualità in cui far confluire i prioritari veri nostri interessi nazionali. Ma a questo punto, il dubbio, forse più inquietante, che ci possa assalire non sarebbe tanto sapere se la perplessa posizione di Palazzo Chigi all’estero, soprattutto  alla luce di questa grave contingenza energetica, sia in qualche modo risolutiva in vista di evitare i riflessi negativi della crisi, quanto capire se proprio questa nostra classe politica abbia compreso quali siano oggi i veri interessi nazionali dell’Italia. La risposta, infatti, nonostante i viaggi della Premier nel Golfo alla questua per qualche goccia di petrolio, potrebbe essere negativa. L’Italia di fatto resta al guado!

Bruno Scapini – Ambasciatore d’Italia

Previous Post

Andrea Alessandri, Console Onorario del Regno di Danimarca a Bologna: “Copenaghen offre modelli di sostenibilità da cui possiamo trarre ispirazione”

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Gazzetta Diplomatica - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Civitavecchia n. 1/2024 - Tutti i diritti riservati - © 2024
info@gazzettadiplomatica.it




No Result
View All Result
  • Home
  • News
  • Interviste
  • Curiosità
  • Video
  • Premio
  • Contatti

© 2022 - Gazzetta Diplomatica