Si è svolto oggi, presso la sede del Centro Studi Americani in Roma – un’istituzione di storica memoria che ha ospitato l’evento offrendo anche la propria collaborazione – un dibattito organizzato dagli Uffici del Parlamento Europeo in Italia e a Washington sul tema: “Relazioni transatlantiche: nuove prospettive e sfide”.
In un momento storico come l’attuale, di cruciale importanza per i destini del mondo, in cui il nuovo corso politico inaugurato dall’Amministrazione Trump viene ad incidere sensibilmente sui rapporti tra le due sponde dell’Atlantico, l’iniziativa ha offerto un’occasione di indubbio rilievo per una riflessione su quelle che potrebbero essere le prospettive future, sia per il dialogo euro-atlantico, sia per l’Europa considerata nel suo insieme comunitario.
Hanno partecipato all’evento esponenti del mondo politico e parlamentare europeo, giornalisti, e rappresentanti di circoli economici, tra i quali il Vice Presidente di Confindustria, Stefan Pan. Di rilievo nel contesto del sodalizio è stato poi il messaggio inviato dal Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani.
Tema prioritario sul quale si è incentrato il dibattito è stato quello degli effetti prodotti sull’andamento delle relazioni transatlantiche dall’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. Un’occasione per fruire di una visione sfaccettata delle connesse problematiche tra le quali è emersa la questione dei dazi.
Sul punto gli interventi hanno inteso sottolineare i negativi effetti che la loro perduranza potrà avere, sia in termini di restrizione del commercio mondiale – con ricadute rovinose soprattutto per i Paesi tradizionalmente esportatori come l’Italia – sia come impatto generale sull’economia per via di fenomeni inflattivi pregiudizievoli alle politiche di ripresa e di sviluppo. Con l’eccezione di qualche rara singola voce, come quella dell’euro-deputata della Lega, Susanna Ceccardi – la cui esposizione critica da remoto avverso Bruxelles è stata visibilmente contestata da alcune presenze di opposizione – la quasi totalità degli interventi ha espresso una linea di pensiero pressocché univoca, senza deflettere dalle più consolidate posizioni in favore di una Unione Europea più unita, più coesa, istituzionalmente più avanzata, e fondamentalmente anti-russa. Unanime, poi, è risultata da parte dei relatori la critica alla politica commerciale di Donald Trump, come anche un loro sottile velato biasimo alla sua azione di avvicinamento tra Washington e Mosca a scapito di un più determinante ruolo europeo.
In conclusione, al di là dell’interesse che l’iniziativa ha indubbiamente suscitato per cogliere alcune delle reazioni che il mondo parlamentare europeo sta oggi riservando al nuovo corso politico euro-atlantico, è certamente mancata all’evento la capacità di considerare i temi trattati con la necessaria imparzialità ed equità di approccio. Una condizione, questa, compromessa non solo dall’omesso invito a figure di diversa matrice e diverso orientamento politico, ma anche, e soprattutto, dall’assenza di colui che avrebbe dovuto essere l’interlocutore principale di un equo confronto, ovvero l’Incaricato d’Affari dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia.
Bruno Scapini – Ambasciatore d’Italia