Cefalù ha accolto con calore l’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Italia, Tilman J. Fertitta, giunto nella cittadina normanna a bordo del suo yacht nell’ambito del tour di Coastal Diplomacy promosso per il 250° anniversario dell’Indipendenza americana. Una visita dal forte valore simbolico, capace di intrecciare diplomazia, memoria familiare e radici siciliane, restituendo alla comunità un momento di rara intensità istituzionale e umana.
Accolto dalle Autorità locali in una piazza affacciata sul mare, tra turisti e residenti accorsi per salutare il rappresentante di Washington, l’Ambasciatore ha ricevuto nella Sala delle Capriate del Municipio una copia dell’estratto di nascita del trisavolo Francesco Fertitta, nato a Cefalù nel 1831, e ha firmato il libro rosso che custodisce la storia della città.
Nell’occasione, il sindaco Daniele Tumminello gli ha donato un quadro dedicato alla marineria locale e un’opera in ceramica, simboli della tradizione artistica del territorio. Durante la cerimonia di consegna, Fertitta ha richiamato ricordi personali, raccontando come Cefalù e Palermo abbiano sempre occupato un posto speciale nella memoria della sua famiglia, rievocando in particolare il viaggio compiuto nel 2010 insieme al padre. Definendo la giornata “uno dei giorni più incredibili della mia vita”, l’Ambasciatore ha poi espresso gratitudine per l’accoglienza ricevuta, per la presenza delle istituzioni e per l’affetto dei cittadini, alcuni dei quali portano oggi il cognome Fertitta.
Nel corso della visita, l’Ambasciatore ha affrontato anche temi di attualità internazionale, soffermandosi sui rapporti tra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il Premier italiano Giorgia Meloni, definendo le dinamiche tra leader come parte naturale della vita politica e sottolineando la solidità delle relazioni bilaterali, ricordando inoltre il recente ricevimento a Villa Taverna, alla presenza di oltre quattromila italiani tra rappresentanti istituzionali, ministri, vicepremier e figure del mondo imprenditoriale, segno di un “legame davvero speciale” tra i due Paesi.
La giornata ha offerto anche un momento di particolare rilievo spirituale e culturale con l’incontro al Palazzo Vescovile con il Vescovo di Cefalù, Mons. Giuseppe Marciante, che ha rivolto all’Ambasciatore un articolato indirizzo di saluto. Il presule ha ricordato le radici cefaludesi della famiglia Fertitta, il matrimonio dei suoi antenati nella Basilica Cattedrale nel 1886, e ha richiamato figure che uniscono idealmente Italia e Stati Uniti, da Cristoforo Colombo ad Amerigo Vespucci fino a Santa Francesca Cabrini, patrona dei migranti e prima cittadina statunitense canonizzata. Il Vescovo ha sottolineato inoltre la presenza del Santo Padre Leone XIV a Lampedusa, nel cuore del Mediterraneo, come segno di attenzione verso le vite perdute in mare e verso le rotte che hanno segnato la storia delle migrazioni italiane.
La visita si è conclusa con un breve tour nel centro storico, tra vicoli e scorci che raccontano la storia millenaria della città, dove il ritorno alle origini dell’Ambasciatore si è trasformato in un ponte ideale tra passato e futuro, tra Sicilia e Stati Uniti, tra memoria familiare e diplomazia contemporanea, consegnando alla comunità locale un momento destinato a rimanere nella memoria collettiva.

