La Casa Museo Mazzarino ha fatto da cornice ieri alla consegna del Premio Internazionale Cardinale Giulio Raimondo Mazzarino per la Politica e la Diplomazia 2025, conferito a Maurizio Enrico Luigi Serra, Ambasciatore, saggista e membro dell’Académie Française. Una cerimonia densa di contenuti storici e politici, che ha trasformato Pescina in un crocevia di diplomazia, cultura e memoria europea.
Il riconoscimento, istituito dalla Regione Abruzzo su iniziativa della consigliera Antonietta La Porta, è dedicato alla figura del grande statista, artefice della Pace di Vestfalia e protagonista della stabilità europea del XVII secolo. La Giuria, presieduta dalla giornalista Alina J. Di Mattia, ha scelto Serra per la sua capacità di incarnare, nella diplomazia contemporanea, la stessa visione di dialogo e mediazione che rese celebre il Cardinale.
Tra gli interventi più significativi della giornata, quello dell’architetto Sandro Maccallini, membro della Giuria e decano dell’OAR, che ha offerto una prospettiva inedita sulla figura di Mazzarino. Nel suo discorso, Maccallini ha sottolineato come la premiazione dell’Ambasciatore Serra rappresenta oggi un’opportunità irripetibile per rilanciare gli studi sulla vita privata del Cardinale e della reggente Margherita d’Austria, madre del futuro Luigi XIV.
Il decano ha richiamato l’attenzione su un patrimonio documentario sorprendente: ben 596 citazioni nelle biblioteche francesi e 623 nel Catalogo Generale delle Biblioteche Italiane, oltre a un numero ancora da esplorare nelle biblioteche spagnole di Madrid, Salamanca, Barcellona e Valencia.
Materiale che, secondo Maccallini, potrebbe contribuire a “rendere un servizio alla verità storica”, aprendo la strada a nuove ricerche su aspetti ancora poco indagati della reggenza francese.
La figura di Serra, eletto tra i quaranta “Immortel” dell’Académie Française, è stata al centro della cerimonia. Diplomatico di lungo corso, già rappresentante dell’Italia in sedi strategiche, l’Ambasciatore ha affiancato alla carriera istituzionale una produzione saggistica di grande rilievo. Tra le sue opere più note, L’Imaginifico. Vita di Gabriele D’Annunzio, premiata con il Prix Goncourt de la biographie.
La Giuria ha riconosciuto in lui un interprete moderno dell’arte della mediazione, qualità che ha reso Mazzarino uno dei protagonisti della politica europea del Seicento. Serra, nel suo intervento, ha richiamato la necessità di recuperare “l’arte del dialogo”, oggi più che mai indispensabile in un contesto internazionale segnato da tensioni e instabilità.
La cerimonia ha visto la partecipazione di numerose personalità del mondo politico, accademico e culturale: Gianni Letta, Lorenzo Sospiri, Roberto Santangelo, Antonietta La Porta, Mirko Zauri, Alina Di Mattia, Gaetano Quagliariello, Stanislao de Marsanich, Leonardo Saviano, Franco Francesco Zazzara e Aldo Antonio Cobianchi.
La tavola rotonda è stata moderata dal giornalista Sergio Venditti, mentre le letture sono state affidate alla cantattrice Giovanna Luisi, accompagnata dal Maestro Giuseppe Palerma. La giornata si è conclusa con il concerto del Magnifico Italian Trio al Teatro San Francesco, dedicato all’ambasciatore Serra.
Dopo la prima edizione del 2024, conferita al professor Andrea Riccardi, il Premio Mazzarino ha confermato la sua vocazione: riportare al centro del dibattito pubblico la figura del grande statista pescinese e riaffermare il valore della diplomazia come strumento di stabilità e cooperazione.

