L’ultimo volumetto che entra a far parte della serie “Quaderni della collana Memorie e studi diplomatici” (disponibile gratuitamente solo in versione digitale) si intitola “La scuola del diplomatico” e fu scritto dall’Ambasciatore Giuseppe Greppi. La nuova edizione è stata curata da Stefano Baldi e ha una introduzione del professor Edoardo Greppi.
Questa pubblicazione nasce dal desiderio del curatore di far conoscere ai lettori italiani lo scritto L’école du diplomate di Giuseppe Greppi, apparso nel maggio del 1908 nella Revue d’Italie, quando l’autore aveva ottantanove anni.
Milanese, nato nel 1819 e morto nel 1921 a centodue anni, Greppi entrò nel 1842 nel servizio diplomatico imperiale austriaco, allora guidato dal principe di Metternich, se ne dimise dopo le Cinque giornate del 1848 e fu ammesso nella diplomazia sabauda soltanto nel 1859, per approdare, dopo Madrid, all’ambasciata di San Pietroburgo, dove succedette a Costantino Nigra. Nel settembre 1918, quasi centenario, incontrò a Stresa Ernest Hemingway, che ne trasse il conte Greffi di Addio alle armi.
Il volumetto propone la traduzione italiana di L’école du diplomate, la prima condotta sull’ultima redazione licenziata dall’autore, arricchita da una galleria fotografica, da un profilo biografico e dall’elenco degli scritti. Più che la trattazione ordinata di un manuale, il saggio offre una successione di osservazioni, ritratti e consigli pratici, nel tono pacato di chi ha visto molto e non sente più il bisogno di dimostrare nulla.
Accanto a evidenti tratti d’epoca, dal primato del francese come lingua universale delle relazioni diplomatiche alle pagine sull’accreditamento presso le corti, conservano intatta la loro efficacia il richiamo alla verifica delle notizie, la diffidenza verso i rapporti prolissi, l’insistenza sulla discrezione e sull’arte di ascoltare più che di parlare. «La vita del diplomatico è un teatro in cui egli è di volta in volta attore e spettatore», scrive Greppi in un passaggio che da solo vale la lettura.
I “Quaderni della collana Memorie e studi diplomatici“, di cui fa parte questo volumetto digitale, sono una raccolta di testimonianze e brevi contributi di natura diplomatica finalizzati a far conoscere figure ed episodi legati alla storia della diplomazia. Le pubblicazioni sono distribuite gratuitamente online e disponibili esclusivamente in formato digitale. Ideati e curati da Stefano Baldi, i Quaderni si affiancano alla collana “Memorie e studi diplomatici“, edita da Editoriale Scientifica, con cui condividono l’obiettivo di valorizzare personalità e attività della diplomazia italiana attraverso testimonianze e ricerche di studiosi e storici.

Giuseppe Greppi (a cura di Stefano Baldi), La scuola del diplomatico, Quaderni della Collana Memorie e studi diplomatici, Roma, 2026, pp. 50.
Il volumetto è stato realizzato solo in versione digitale gratuita e può essere liberamente scaricato collegandosi alla pagina dedicata alla collana: https://diplosor.wordpress.com/quaderni/ dove sono disponibili anche tutti i volumi precedenti. I titoli finora pubblicati comprendono, tra gli altri: Gianni Marocco, L’arrivo di Bellardi Ricci a Montevideo nel 1938; Andrea Ferrero (a cura di Stefano Baldi), Episodi diplomatici; Fabio Cristiani (a cura di), L’Italia e la Riunione CSCE di Vienna (1986-1989). Storia del negoziato e analisi del testo; Massimo Spinetti, Lo stile diplomatico italiano. I casi di Costantino Nigra e Luigi Vittorio Ferraris; Norberto Cappello, Diplomazia nascosta. Spigolature diplomatiche; Massimo Spinetti, Costantino Nigra. Ricordi e conversazioni; Roberto Mazzotta, Manmadham Ullatil, Orlando Mazzotta: The phantom in Quaroni’s opera.
Giuseppe Greppi (1819-1921), diplomatico di carriera, entrò nel 1842 nel servizio diplomatico imperiale austriaco e passò nel 1859 a quello sabaudo. Dopo Costantinopoli, Stoccarda e Monaco di Baviera, fu Ministro plenipotenziario a Madrid (1875-1883) e Ambasciatore a San Pietroburgo (1883-1887), succedendo a Costantino Nigra. Senatore del Regno dal 1891, morì a centodue anni.

