Piazza dell’Esquilino, a Roma, ieri si è colorata di blu e giallo. La comunità ucraina si è riunita per commemorare il quarto anniversario dell’invasione russa su larga scala, un appuntamento sentito, che ha richiamato cittadini, rappresentanti istituzionali e diplomatici, uniti nel ribadire solidarietà e sostegno al popolo ucraino in un momento ancora segnato dalla guerra.
Fin dal primo pomeriggio, bandiere ucraine hanno iniziato a sventolare nella storica piazza, punto di ritrovo scelto per la manifestazione. Tra i presenti non solo membri della diaspora ucraina, ma anche familiari di militari impegnati al fronte, esponenti politici e diplomatici di diverse Ambasciate, che hanno portato le proprie bandiere in segno di vicinanza.
L’atmosfera è stata composta ma intensa: canti patriottici, cartelli che chiedono giustizia e pace, testimonianze di chi vive da anni con il peso della distanza e della preoccupazione per i propri cari rimasti in Ucraina.
La ricorrenza ha offerto l’occasione per ricordare non solo i quattro anni dall’invasione del 2022, ma anche i dodici anni dall’inizio del conflitto nel 2014. Gli organizzatori hanno sottolineato come, nel corso di questo periodo, la popolazione ucraina abbia subito violenze, distruzioni di infrastrutture civili e attacchi sistematici alle reti energetiche.
Nonostante ciò, il messaggio emerso dalla piazza è stato quello di una resistenza che continua: una comunità che, pur lontana dalla propria terra, mantiene viva la memoria e sostiene chi combatte per la libertà del Paese.
Durante la manifestazione è stato rilanciato un appello rivolto alle istituzioni italiane ed europee. Secondo gli organizzatori, sostenere l’Ucraina non è solo una scelta geopolitica, ma un “dovere morale” nei confronti di una nazione aggredita. I rappresentanti della Comunità hanno inoltre chiesto che l’Europa continui a garantire aiuti umanitari e militari, sottolineando come la stabilità del continente sia legata al destino dell’Ucraina.
La manifestazione si è conclusa con un corteo simbolico e un momento di raccoglimento dedicato alle vittime della guerra. Molti partecipanti hanno espresso la speranza che iniziative come questa possano mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni, in un conflitto che, pur lontano geograficamente, continua ad avere ripercussioni globali.


