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Italia e Corea rafforzano l’asse strategico: dalla visita di Stato al nuovo Piano d’Azione 2026-2030

Redazione by Redazione
13 Giugno 2026
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Italia e Corea rafforzano l’asse strategico: dalla visita di Stato al nuovo Piano d’Azione 2026-2030
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La visita di Stato del Presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae‑Myung, ha segnato una nuova fase nelle relazioni tra Roma e Seul, consolidando un percorso politico e diplomatico che nelle ultime ore ha trovato forma in una serie di incontri istituzionali, cerimonie ufficiali e iniziative economiche di alto livello. Una giornata intensa, che ha restituito l’immagine di un partenariato ormai maturo, proiettato verso un futuro condiviso nei settori più avanzati dell’innovazione globale.

A Villa Pamphilj, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto il Presidente Lee in un colloquio che ha confermato la volontà di elevare il rapporto bilaterale al livello di Partenariato Strategico Speciale. Un passaggio politico rilevante, che segue la missione della Premier italiano a Seul lo scorso gennaio e che si traduce ora in un Piano d’Azione 2026‑2030 destinato a orientare la cooperazione nei prossimi anni. Il documento, articolato e ambizioso, definisce una cornice di collaborazione che spazia dal dialogo politico alla sicurezza, dall’economia alla scienza, dalla cultura alle relazioni tra società civili.

Nel confronto tra i due leader è emersa la centralità dei settori tecnologici più avanzati: semiconduttori, intelligenza artificiale, spazio, automotive, energia. Ambiti nei quali Italia e Corea intendono rafforzare le sinergie industriali, anche attraverso nuovi meccanismi di coordinamento e comitati congiunti. La discussione ha toccato inoltre i principali dossier internazionali, con una convergenza sulla necessità di tutelare stabilità e prosperità dell’Indo‑Pacifico e di contribuire agli sforzi multilaterali per la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Al termine dell’incontro, la firma di quattro accordi ha dato sostanza al nuovo corso bilaterale: cooperazione allo sviluppo, scienze e tecnologie avanzate, tecnologie dell’informazione e comunicazione, economia sociale e solidale, sostegno alle micro, piccole e medie imprese. Un pacchetto che amplia il perimetro della collaborazione e ne rafforza la dimensione operativa.

Nel pomeriggio, al Quirinale, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha salutato il Presidente Lee Jae‑Myung con una cerimonia di congedo nel Cortile d’Onore, alla presenza delle Signore Laura Mattarella e Kim Hye‑Kyung. Un momento solenne che ha chiuso la parte protocollare della visita, confermando la profondità del legame istituzionale tra i due Paesi.

La dimensione economica della partnership ha trovato spazio poche ore dopo, sempre a Roma, dove il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, insieme al Presidente Lee, ha aperto il Forum economico di alto livello Italia‑Corea. L’iniziativa ha riunito i vertici delle principali realtà industriali dei due Paesi, con l’obiettivo di rafforzare una cooperazione fondata su innovazione, sostenibilità e sicurezza delle catene globali del valore. Semiconduttori, intelligenza artificiale, spazio, infrastrutture, energia e mobilità sostenibile sono stati individuati come assi strategici, in coerenza con il nuovo Piano d’Azione.

La Corea del Sud, terzo mercato di destinazione dell’export italiano nell’area Asia‑Pacifico, rappresenta un partner economico in forte crescita: tra il 2019 e il 2025 l’interscambio è aumentato del 26,54%, mentre le esportazioni italiane sono cresciute del 21,34%. Numeri che spiegano la presenza, al Forum, dei principali gruppi industriali coreani – Samsung Electronics, Hyundai Motor Group, LG Chem, POSCO, Naver, Korea Aerospace Industries, LS Group – e di una qualificata rappresentanza del sistema produttivo italiano guidata da Confindustria, con aziende come Eni‑Enilive, Webuild, Fincantieri, Thales Alenia Space Italia, Sparkle e Ferrari.

Il nuovo Italy‑Korea Strategic Action Plan 2026‑2030 definisce un’agenda ampia e strutturata. Sul piano politico prevede un dialogo regolare ai massimi livelli, un coordinamento rafforzato alle Nazioni Unite e una collaborazione crescente nei principali fori multilaterali, dal G20 al G7. In ambito economico introduce strumenti per facilitare scambi, investimenti e accesso ai mercati, con un’attenzione particolare all’agroalimentare, alle tecnologie avanzate e alle opportunità nei mercati terzi, inclusa l’Africa, anche attraverso possibili sinergie tra il Piano Mattei e le iniziative della KOICA.

La cooperazione scientifica e tecnologica si svilupperà lungo direttrici che includono energia, fisica e scienze quantistiche, materiali avanzati, nanotecnologie, patrimonio culturale, applicazioni dell’intelligenza artificiale in medicina e biotecnologie. Nel settore spaziale, l’intesa tra ASI e KASA aprirà a progetti congiunti su esplorazione, osservazione della Terra, monitoraggio ambientale, gestione dei disastri, tecnologie SAR e sorveglianza elettro‑ottica.

Sul fronte culturale e accademico, il Piano prevede nuovi programmi esecutivi, accordi tra musei e istituzioni culturali, una collaborazione crescente tra università e centri di alta formazione, oltre alla promozione dei flussi turistici. Ampio spazio è dedicato anche agli scambi tra le società civili, con iniziative per la diffusione delle rispettive lingue, programmi per i giovani, nuovi gemellaggi tra città e l’aggiornamento degli accordi su patenti di guida e sicurezza sociale.

Completano il quadro la cooperazione nel settore della difesa, con attività congiunte tra le Forze Armate e iniziative tra le industrie del comparto, e il rafforzamento del coordinamento tra le forze di polizia per contrastare la criminalità transnazionale e sviluppare forme innovative di collaborazione, incluse attività di pattugliamento congiunto in aree turistiche.

La visita del Presidente Lee Jae‑Myung si chiude dunque con una prospettiva chiara: Italia e Corea del Sud intendono costruire un partenariato che non si limita alla dimensione bilaterale, ma guarda alle grandi trasformazioni globali, dalla sicurezza internazionale alla rivoluzione tecnologica, dalla sostenibilità alla resilienza delle catene del valore. Un percorso che il nuovo Piano d’Azione accompagnerà fino al 2030, con un meccanismo di revisione periodica per garantirne l’attuazione e l’evoluzione costante.

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