Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, ha incontrato a Praga il Primo Ministro della Repubblica Ceca, Andrej Babiš. Al termine dell’incontro, i due leader hanno rilasciato le dichiarazioni alla stampa.
Di seguito il testo integrale del discorso del Premier:
“Buonasera a tutti, grazie di essere qui. Sono molto, molto contenta di essere a Praga, di ritrovare qui il Primo Ministro Andrej Babiš, il mio amico Andrej Babiš, che ringrazio per l’invito, per l’accoglienza riservata a me, alla delegazione, e soprattutto per il confronto che abbiamo avuto e continueremo ad avere dopo questa conferenza stampa.
Possiamo dire, senza timore di smentita, che in questi anni Italia e Repubblica Ceca sono state più vicine che mai, che le nostre relazioni sono nella condizione ora di poter esprimere il loro massimo potenziale di sviluppo, grazie alla complementarità dei nostri sistemi produttivi, che è testimoniata anche dalla crescita dell’interscambio, grazie alla convergenza di vedute su molti dossier, soprattutto di livello europeo, che in questi anni abbiamo potuto constatare con il Primo Ministro Babiš. E grazie anche a una sintonia che è anche personale, io ho grande rispetto per il coraggio, per la chiarezza e per il pragmatismo con il quale il Primo Ministro conduce la sua attività e il suo impegno.
Da tutta questa sintonia nasce oggi quello che voi avete visto all’inizio di questo momento, e cioè lo scambio del Piano d’Azione 2026-2030 che abbiamo adottato e che io considero una vera e propria roadmap che accompagnerà il nostro partenariato nei prossimi mesi, nei prossimi anni, che sarà decisiva per rilanciare i nostri investimenti reciproci, ma anche forse soprattutto per creare nuove opportunità per le nostre imprese, per i nostri cittadini e per rafforzare i legami tra i nostri popoli, perché, per l’appunto abbiamo deciso anche di lanciare l’Anno della Cultura Italia-Repubblica Ceca 2027-2028.
Nel Piano noi abbiamo individuato alcuni ambiti di interesse comune, ambiti sui quali intendiamo lavorare con particolare determinazione. Uno di questi non può che essere l’energia. Siamo entrambi – come Nazioni e come leader – impegnati a diversificare le fonti di approvvigionamento, a rafforzare, a creare un sostenibile mix energetico per i nostri sistemi. Questo ci offre a mio avviso una opportunità che è quella di sfruttare la complementarità tra i nostri sistemi produttivi, diventare partner anche tecnologici e industriali, a partire da uno scenario che ci accomuna particolarmente nelle ultime settimane, che è quello del nucleare di nuova generazione.
Praga investe sullo sviluppo dei piccoli reattori modulari, l’Italia ha appena ripreso il cammino che aveva interrotto diversi decenni fa. Penso che questo sia un ambito sul quale insieme possiamo lavorare molto bene. Stessa cosa vale per la difesa, settore nel quale possiamo costruire partnership industriali di lungo periodo, costruire filiere che siano più corte, più sicure, più resilienti, generare ricadute importanti sull’occupazione, sulla innovazione, sulla competitività dei nostri sistemi.
C’è il tema delle infrastrutture, altro ambito sul quale possiamo mescolare in modo molto efficace l’expertise con le necessità delle nostre Nazioni. E questo per quello che riguarda i nostri rapporti bilaterali.
Poi c’è un mondo molto esteso in quello che riguarda l’agenda europea e le responsabilità che come leader abbiamo. Abbiamo parlato ovviamente delle materie che saranno oggetto anche del prossimo Consiglio europeo, dei diversi appuntamenti che stiamo organizzando in preparazione e a margine del Vertice. Il primo punto che abbiamo affrontato, e che affrontiamo, perché sono battaglie che abbiamo condotto varie volte insieme, è quello della competitività. Siamo entrambi determinati a scongiurare il rischio concreto che l’Europa non sia più in grado di produrre, di investire, di incidere sui mercati globali. E il conflitto in Iran, la chiusura di Hormuz, l’instabilità nel mar Rosso, l’impatto che queste crisi tutte insieme stanno avendo nei nostri sistemi, nelle nostre società, non fanno altro che aggravare un quadro che era già critico e questo ci impone di agire, di farlo immediatamente.
È la ragione per la quale, senza entrare in temi che sono troppo tecnici, però tra le altre cose con il Primo Ministro Babiš abbiamo lavorato a un pacchetto di proposte comuni, quindi a una proposta Italia-Repubblica Ceca da portare come spunto per il dibattito al prossimo Consiglio europeo, in particolare sul tema ETS. Ne abbiamo parlato in tante occasioni, in tante occasioni abbiamo denunciato come gli attuali meccanismi del sistema di tassazione del carbonio creino squilibri e finiscano per gonfiare artificialmente i prezzi. Abbiamo quindi messo nero su bianco alcune proposte che crediamo possano affrontare efficacemente questo tema, chiedendo in particolare di proteggere i settori più esposti alla concorrenza internazionale, intervenendo sui meccanismi di distribuzione delle quote ETS, limitare la trasmissione dei costi di carbonio ai prezzi dell’elettricità, rafforzare la trasparenza e il monitoraggio del mercato delle quote ETS, rinviare l’entrata in vigore di ETS 2 che rischia anch’esso di impattare in modo negativo su un sistema che invece oggi ha bisogno soprattutto di essere liberato.
Sono proposte concrete, sono proposte attuabili, sono proposte di buonsenso, che intendiamo portare al prossimo Consiglio europeo, condividerle con gli altri colleghi sperando di poter costruire delle convergenze ampie.
Chiaramente un cenno lo merita il Bilancio europeo perché è un altro di quei dibattiti sui quali col Primo Ministro Babiš abbiamo una importante convergenza di vedute. Sulla difesa del finanziamento delle politiche tradizionali, Politica agricola e Fondi di coesione su tutto, e la necessità di non considerare queste forme di finanziamento alle nostre filiere più tradizionali come alternative al tema della competitività. Perché non ci può essere competitività se i territori non corrono alla stessa velocità, non ci può essere competitività se noi creiamo problemi a quello su cui in effetti ancora competitivi siamo. E l’agricoltura è sicuramente uno di quei settori. Quindi non accetteremo che si tagli su questi capitoli e riteniamo che si possa tagliare su altri capitoli come le spese di funzionamento, che negli ultimi anni sono cresciute parecchio.
Abbiamo parlato di governo dei flussi migratori, altra materia sulla quale ci siamo trovati d’accordo. Il Primo Ministro Babiš partecipa al gruppo di lavoro che si riunisce prima dei Consigli europei sulle soluzioni innovative sulla lotta all’immigrazione illegale di massa, e abbiamo spesso apprezzato il suo pragmatismo e i suoi punti di vista.
Ovviamente affronteremo durante la cena anche in maniera più approfondita le tante crisi internazionali nelle quali siamo immersi, dalla guerra in Ucraina fino alle difficoltà in Medio Oriente, e continuiamo a ritenere che l’Europa possa e debba avere un ruolo più profilato, più attivo e più protagonista in queste crisi.
Quindi un confronto molto ampio, approfondito, che rispecchia la solidità dei nostri rapporti e i tanti risultati che siamo riusciti a costruire insieme in questi anni, che però sono ancora distanti dai risultati che possiamo costruire insieme nei prossimi. Grazie, Primo Ministro”.

