Dopo il successo delle precedenti tappe internazionali di Tashkent e Washington D.C., la mostra Il gusto del design italiano, a cura di Elisabetta Pisu, prosegue il suo tour approdando nella città di Chicago. L’esposizione, promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di Chicago in collaborazione con il Design Museum of Chicago, sarà presentata in occasione della XI edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo (SCIM).
Ospitata presso la sede del Design Museum of Chicago,situata nel Loop, dal 12 novembre 2026 al 4 marzo 2027, la mostra racconta l’evoluzione del design italiano nell’ambiente cucina attraverso creazioni originali e oggetti firmati dai grandi maestri. I 25 oggetti in esposizione esplorano il legame fra il design Made in Italy e la cultura della tavola. I visitatori saranno guidati in un viaggio cronologico che va dagli anni Trenta fino ai nostri giorni, mettendo in luce alcune delle firme, dei brand e degli oggetti più rappresentativi della storia industriale italiana.
“Design e cucina – rileva la Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Chicago, Chiara Avanzato – non hanno mai smesso di incontrarsi: presenti nei musei come nella quotidianità delle nostre case, gli oggetti in mostra raccontano l’evoluzione dell’Italia attraverso rituali, tradizioni e innovazioni a tavola, diventando simboli culturali e icone di stile della cucina italiana, spazio relazionale e culturale per eccellenza della convivialità. Attraverso questa mostra emerge la capacità unica del design di diventare parte del vivere quotidiano, arricchendolo con bellezza e funzionalità, e di costruire connessioni e immaginari, portando nel mondo la storia, la creatività e l’innovazione italiane”.
In Il gusto del design italiano si trovano esposti pezzi iconici che hanno fatto la storia della preparazione e della presentazione del cibo e continuano a essere legati all’immaginario collettivo del rito della tavola, insieme ad altri che segnano un’evoluzione dal punto di vista tecnologico, portando ai visitatori una selezione che fa luce non solo sulle soluzioni innovative ma, soprattutto, sul design come disciplina rappresentativa di un’epoca, di un mutamento di abitudini, di valori e di attribuzione di significato. Come sosteneva Gio Ponti: “Anche un coltello, una forchetta o un vassoio devono accogliere i gesti dell’uomo con assoluta naturalezza ed eleganza, perché gli oggetti che usiamo modificano i nostri pensieri”.
Dai piccoli accessori per la mise en place agli strumenti per la preparazione, ogni pezzo esposto nella mostra riflette la maestria e il senso formale distintivo del design italiano, capace di coniugare funzionalità ed estetica, innovazione tecnologica e bellezza. Dall’iconico spremiagrumi Juicy Salif di Philippe Starck per Alessi del 1990 alla grattugia dalle linee sinuose Forma di Zaha Hadid per Alessi del 2021, al Toast di Gae Aulenti per Trabo del 1997, fino al Matarél di Matteo Ragni in vetro trasparente borosilicato del 2017, passando per le posate ergonomiche Conca di Gio Ponti prodotte da Sambonet a partire dal 1955.
“I processi che riguardano la preparazione, il servire e il conservare il cibo – spiega la curatrice Elisabetta Pisu – sono sempre stati al centro della cultura italiana sin dal tempo dell’antica Roma, così come la ricerca tra funzionalità e stile. Questo ha fatto sì che artigiani e, in epoca più recente, designer e architetti abbiano dato vita a oggetti raffinati e tecnologici, mai creati prima, diventati pezzi iconici riconosciuti in tutto il mondo ed entrati a far parte della storia del design italiano”.
Il dialogo culturale tra i due Paesi si consolida inoltre attraverso una sezione speciale, curata dal Design Museum of Chicago. Per l’occasione, il Museo ha invitato i designer di Chicago Ian Alistair Cochran, Felicia Ferrone, Jordan Mozer, Craighton Berman, Christopher Gentner e Zak Rose a presentare il loro lavoro accanto agli oggetti più iconici del design italiano selezionati per la mostra. Questo confronto metterà in relazione la produzione italiana con le visioni e i linguaggi contemporanei della creatività statunitense, valorizzando la vibrante scena del design di Chicago.
Elisabetta Pisu, curatrice
Elisabetta Pisu è una curatrice di design con una formazione in sociologia e in management culturale. Il suo ambito di ricerca è il design contemporaneo in relazione ai processi produttivi, alle valenze sociali e all’evoluzione dei nuovi linguaggi espressivi. Oggetti, ambienti e architetture sono al centro dei suoi interessi di studio, volti a indagare il ruolo mutevole del design nella società contemporanea. Nel 2016 fonda EP Studio, che si occupa di ideazione, organizzazione e curatela di mostre internazionali di design, con particolare attenzione alla diffusione e alla promozione del Made in Italy. Ha collaborato con importanti istituzioni culturali e curato mostre in prestigiosi musei, tra i quali: Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi, Craft + Design Centre a Canberra (Australia), Design Museum Gent (Belgio), Cube Design Museum (Olanda), Design Museum Holon (Israele), Museum of Craft and Design (San Francisco, USA), MODA – Museum of Design Atlanta (Atlanta, USA), L. A. Mayer Museum for Islamic Art (Israele), COD – Center for Openness and Dialogue (Albania), SWCAC – Sea World Culture and Arts Center (Cina).

OGGETTI IN ESPOSIZIONE
GAE AULENTI, TOAST, 1997 – presente, TRABO;
ALESSANDRA BALDERESCHI, ANIMAL FARM (CARAFFA E BICCHIERI), 2018, ICHENDORF MILANO;
ALFONSO BIALETTI, MOKA EXPRESS, 1933 – presente, BIALETTI;
FEDERICA BIASI, GINKGO (SET DI POSATE), 2019, RIVA;
LARA CAFFI, IN-TAGLIO (TAGLIERE/CENTROTAVOLA), 2014, KNINDUSTRIE;
MASSIMO CASTAGNA, THE GLASS-POT, 2013, KNINDUSTRIE;
DOLCE&GABBANA, MOKA EXPRESS CARRETTO SICILIANO, 2022, BIALETTI;
FORNASETTI, TEMA E VARIAZIONI (TAZZE DA TÈ, TEIERA, LATTIERA, ZUCCHERIERA) 2024;
ZAHA HADID, FORMA (GRATTUGIA), 2021, ALESSI;
JAIME HAYON, COLOSSEUM III (CENTROTAVOLA/PORTAFRUTTA), 2013, PAOLA C.;
LAGOSTINA, PENTOLA A PRESSIONE, 1960;
STUDIO LIEVITO, ELEMENTARE (SET DA CUCINA), 2013, OPINION CIATTI;
ANGELO MANGIAROTTI, BIBULO COLLEZIONE (BOTTIGLIA E CALICI), 1986 – presente, CRISTALLERIA COLLEVILCA;
MARCATO, ATLAS 150 (MACCHINA PER LA PASTA), 1965 – presente;
MARCATO, PASTABIKE, PASTAWHEEL (ROTELLE TAGLIAPASTA), 2023;
MARTINELLI VENEZIA, OLIERE 19 E 54 DELLA COLLEZIONE “100 OLIERE”, 2023, OFFICINE CALDERAI;
ALESSANDRO MENDINI, ARTHUR ARBESSER, ANNA G., Edizione Limitata, (CAVATAPPI), 2024, ALESSI;
ALESSANDRO MENDINI, ARTHUR ARBESSER, ALESSANDRO M, Edizione Limitata (CAVATAPPI), 2024, ALESSI;
GIO PONTI, CENTROTAVOLA, 2013 – presente, SAMBONET;
GIO PONTI, CONCA (SET DI POSATE), 1955 – presente, SAMBONET;
MATTEO RAGNI, MATARÉL – THE ESSENTIAL OF DESIGN (MATTARELLO), 2017;
ALDO ROSSI, IL CONICO (BOLLITORE), 1986, ALESSI;
ROBERTO SAMBONET, PESCIERA, 1957 – presente, SAMBONET;
RICCARDO SCHWEIZER, GIULIETTA E ROMEO (SERVIZIO DI PIATTI), 2013, BOSA;
PHILIPPE STARCK, MAX LE CHINOIS (SCOLATOIO), 1990, ALESSI;
PHILIPPE STARCK, JUICY SALIF (SPREMIAGRUMI), 1990, ALESSI;
CREDITI MOSTRA IL GUSTO DEL DESIGN ITALIANO
Produzione e organizzazione di IMF Foundation ed EP Studio
In collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Chicago
Ideazione e curatela di Elisabetta Pisu
Si ringraziano per i prestiti le aziende, i collezionisti privati e, in particolare, il Museo Alessi.
Indirizzo:
DESIGN MUSEUM OF CHICAGO
72 E Randolph St
Chicago, IL 60601
Periodo:
12 novembre 2026 – 4 marzo 2027
Ingresso libero
Inaugurazione, 12 novembre con la presenza di:
Chiara Avanzato, Direttrice Istituto Italiano di Cultura di Chicago
Elisabetta Pisu, curatrice della mostra
