Una figura come Genaro Lozano non passa inosservata: diplomatico, accademico, editorialista, attivista, voce pubblica capace di muoversi con naturalezza tra università, movimenti sociali e grandi media internazionali. Il suo arrivo a Roma come Ambasciatore del Messico porta con sé una biografia ricca e trasversale, ma soprattutto un legame personale con l’Italia che affonda le radici negli anni della sua formazione, quando studiava al Liceo Cervantes e scopriva la lingua e la cultura che ancora oggi considera parte della propria identità.
In lui convivono la visione del politologo e la sensibilità del comunicatore, l’esperienza diplomatica e l’impegno per i diritti umani, in particolare per le politiche di genere e la comunità LGBT+, che ha coordinato nel team di transizione del presidente López Obrador. Una traiettoria che spiega la sua lettura ampia e umanistica delle relazioni internazionali, lontana dai formalismi e vicina alle persone.
La sua nomina a Roma porta il sigillo politico della presidente Claudia Sheinbaum, prima donna alla guida del Messico, che ha voluto affidargli una delle sedi diplomatiche più strategiche per la proiezione culturale ed economica del Paese. Lozano ne condivide la visione progressista e inclusiva, e sottolinea come il nuovo governo abbia scelto di promuovere all’estero un approccio “umanitario, femminista e sociale”, capace di coniugare diritti, cooperazione e sviluppo. Un orientamento che, nelle sue parole, rappresenta “una trasformazione storica del Paese, nella quale il protagonista è il popolo messicano”.
E’ con questo sguardo che descrive il rapporto tra Italia e Messico come “amoroso, culturalmente potente ed economicamente strategico”. Amoroso perché, dice, “siamo due Paesi profondamente innamorati l’uno dell’altro”. Culturalmente potente perché entrambi custodi di patrimoni millenari e di un dialogo creativo tra i più fertili al mondo. Strategico perché l’interscambio supera i 10 miliardi di dollari e continua a crescere.
Lozano porta a Roma un’agenda ambiziosa: l’apertura dell’Istituto Culturale del Messico “Tina Modotti”, il rafforzamento dei legami editoriali e accademici, la promozione delle filiere economiche condivise, dalla manifattura al design, dall’agroindustria alle energie rinnovabili. Una visione che intreccia cultura ed economia come parti di un’unica strategia di futuro.
Eppure, al di là dei dossier, emerge un Ambasciatore che parla dell’Italia con affetto autentico: “Mi sento come a casa… Roma è davvero una città eterna”. Un diplomatico che corre lungo il Tevere, che cita Fellini e Ginzburg, che ricorda la sua professoressa di italiano come una guida decisiva. Un ponte vivente tra due Paesi che, nelle sue parole, non sono solo partner: sono comunità che si riconoscono.
Eccellenza, se dovesse descrivere le relazioni diplomatiche tra Messico e Italia con tre aggettivi, quali sceglierebbe? “Mi piace definirle amorose, culturalmente potenti ed economicamente strategiche. Amorose perché credo che siamo due Paesi profondamente innamorati l’uno dell’altro. Gli italiani amano le spiagge messicane, la nostra cucina, i nostri siti archeologici millenari, i musei, le tradizioni e la nostra gente; allo stesso modo, i messicani amano i siti archeologici italiani, la cucina, la cultura, la moda e l’arte italiane. Amorose anche perché la comunità messicana in Italia è composta in larga parte da donne che si sono innamorate di italiani, si sono integrate e hanno costruito famiglie meravigliose. Personalmente nutro un amore sincero per l’Italia. Ho studiato qui negli anni ’90, frequentando il liceo, e quell’esperienza ha segnato profondamente la mia formazione. Conosco e ammiro la vostra tradizione umanistica, da Dante Alighieri a Federico Fellini, da Michelangelo Buonarroti a Michelangelo Pistoletto, da Artemisia Gentileschi a Tina Modotti. Credo che il dialogo tra le nostre culture sia uno dei più fertili al mondo. Culturalmente potenti perché il Messico è il Paese del continente americano con il maggior numero di siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO, mentre l’Italia è il Paese che ne possiede di più al mondo. Siamo due nazioni dalla storia millenaria, autentiche potenze culturali di prim’ordine, ed è anche su questo che si fonda la nostra relazione. Economicamente strategiche perché siamo il secondo partner commerciale dell’Italia nel continente americano e l’Italia è il terzo partner commerciale del Messico in Europa. L’interscambio commerciale supera i 10 miliardi di dollari e ha ampi margini di crescita nei prossimi anni”.
Quali sono le priorità dell’Ambasciata per rafforzare ulteriormente il rapporto tra i due Paesi? “La cultura è al centro della nostra azione diplomatica. Posso annunciare con grande entusiasmo l’apertura dell’Istituto Culturale del Messico in Italia, che porterà il nome di “Tina Modotti”, in omaggio alla grande artista, della quale il prossimo 16 agosto si celebrerà il 130º anniversario della nascita nella sua città natale, Udine. Modotti, artista italiana che trovò in Messico una seconda patria, fu una fotografa straordinaria e un’attivista profondamente impegnata: un simbolo vivente del ponte umano e creativo tra i nostri due Paesi. Il nuovo Istituto sarà uno spazio permanente di dialogo, mostre, cinema, letteratura e riflessione contemporanea, ma anche un laboratorio di idee dedicato alle nuove generazioni. Un’altra priorità è il rafforzamento dei legami editoriali e accademici, anche attraverso la Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara, di cui quest’anno l’Italia sarà Ospite d’Onore. Si tratta di uno degli appuntamenti culturali più importanti del mondo ispanofono, una piattaforma straordinaria di dialogo tra editori, autori, università e istituzioni culturali dei nostri due Paesi. Accanto alla dimensione culturale vi è naturalmente quella economica. Stiamo lavorando in stretta collaborazione con la Camera di Commercio del Messico in Italia per favorire nuovi investimenti, sostenere le piccole e medie imprese e rafforzare le filiere strategiche in cui Messico e Italia condividono eccellenze: manifattura di qualità, design, agroindustria, energie rinnovabili e innovazione tecnologica. Cultura ed economia, per noi, non sono ambiti separati, ma parti integranti di una stessa visione, volta a costruire un partenariato solido, moderno e orientato al futuro”.

Quali settori offrono oggi le maggiori opportunità di crescita reciproca? “Oltre ai tradizionali comparti industriali – automotive, aerospazio, energie rinnovabili – come detto credo fortemente nella cooperazione culturale, nel design, nella moda, nell’enogastronomia e nell’industria creativa. Il “Made in Mexico” e il “Made in Italy” condividono la stessa filosofia: qualità, identità, radicamento territoriale. Anche il settore turistico ha registrato una crescita significativa negli ultimi anni. Nel 2025, il flusso turistico internazionale verso il Messico che ha registrato l’incremento maggiore è stato quello proveniente dall’Italia. Il volo diretto da Roma a Città del Messico operato da Aeroméxico e quello da Roma a Cancún operato da Neos contribuiscono certamente a questo risultato”.

In generale, com’è percepita l’Italia in Messico? “L’Italia gode di un prestigio altissimo. È percepita come una straordinaria potenza culturale, un Paese orgoglioso della propria storia e delle proprie tradizioni. Non solo arte e cucina, ma anche capacità imprenditoriale, piccole e medie imprese familiari, cultura del territorio. Vi è un grande rispetto per la combinazione unica di antichità e modernità che caratterizza l’Italia, così come per la sua solida industria meccanica”.
La comunità messicana in Italia conta oltre 5.000 residenti. Come si è integrata? “È una comunità dinamica, in larga parte composta da donne: è davvero una “migrazione dell’amore”. Molte sono arrivate per legami familiari e hanno costruito qui la propria vita. Il livello di preparazione è mediamente molto elevato, sia sotto il profilo imprenditoriale sia accademico. Diversi nostri connazionali sono diventati punti di riferimento del Made in Mexico in Italia: dalla ristorazione alla promozione culturale, dall’import-export alla ricerca universitaria. Proprio per rendere omaggio a questi legami affettivi, ho invitato due giovani artisti, la messicana Ana Velázquez e l’italiano Mirko Argento, a realizzare un murale presso la Residenza del Messico per celebrare questa migrazione”.

Qual è l’aspetto della cultura messicana che vorrebbe far conoscere meglio agli italiani? “Vorrei far conoscere la profondità e la complessità della nostra diversità. Il Messico non è un’immagine stereotipata, ma un mosaico di culture indigene vive, di lingue ancestrali, di cinema contemporaneo, di grande letteratura e di una gastronomia riconosciuta patrimonio dell’umanità. È un Paese che riflette costantemente sulla propria identità, capace di coniugare memoria e modernità”.
Come si inserisce oggi il Messico nel dibattito internazionale su migrazioni e diritti umani? “Il Messico è Paese di origine, transito e destinazione. La nostra Costituzione tutela i diritti umani come principio fondamentale. Il governo della Presidente Claudia Sheinbaum – prima donna alla guida del Paese – ha ribadito un approccio umanitario, femminista e sociale alla migrazione. La politica attuale pone grande enfasi sulla giustizia sociale, sulla riduzione delle disuguaglianze e sulla cooperazione regionale per affrontare le cause profonde dei flussi migratori. Il Messico partecipa a programmi di assistenza umanitaria e difende il multilateralismo come strumento essenziale. Siamo inoltre un Paese all’avanguardia nel riconoscimento dei diritti delle minoranze. Abbiamo riconosciuto costituzionalmente l’identità degli afro-messicani e dei popoli originari, nonché i diritti delle persone e delle comunità LGBT+ e delle diverse forme di famiglia. Abbiamo raggiunto la parità legislativa e registriamo la più alta partecipazione femminile nella vita pubblica della nostra storia, con un numero record di governatrici, sindache, dirigenti e funzionarie pubbliche, guidate naturalmente dalla prima “Presidenta” della Repubblica. Stiamo vivendo una trasformazione storica del Paese, nella quale il protagonista è il popolo messicano”.
Parliamo un po’ di lei. Come si trova a Roma? “Mi sento come a casa. A Roma ho trascorso gli anni più formativi della mia adolescenza. Amo correre lungo il Tevere, visitare i musei della città – in particolare il MAXXI e la Galleria d’Arte Moderna – e frequentare le sue sale da concerto. Apprezzo molto il calore delle romane e dei romani. Roma è davvero una città eterna. Mio marito ed io siamo felici qui e i nostri cani amano correre al Circo Massimo”.

Intanto si avvicinano i Mondiali di calcio che si svolgeranno in Messico, Canada e Stati Uniti : lei è tifoso? “Devo confessare che non seguo il calcio. Tuttavia, sono un orgoglioso tifoso della nazionale messicana. Durante i Mondiali indosso la maglia della nazionale e mi emoziono profondamente. A breve il Messico diverrà l’unico Paese ad aver ospitato tre Mondiali (1970, 1986 e 2026). Nel 1970, allo Stadio Azteca, si disputò peraltro la celebre “Partita del Secolo”. Per i messicani il calcio è passione, identità e memoria collettiva”.
Prime impressioni sull’Italia da Ambasciatore e un aneddoto? “Avendo studiato qui negli anni ’90, tornare come Ambasciatore rappresenta per me un’esperienza quasi circolare. Ricordo in particolare la mia professoressa Daniela, alla scuola Dante Alighieri di Piazza Firenze, che mi ha insegnato non solo a parlare italiano ma soprattutto ad amare questa lingua attraverso la lettura. Grazie a lei ho letto Pinocchio, di Carlo Collodi, uno dei miei romanzi preferiti. Leggere in italiano mi ha aperto le porte a Elena Ferrante, Alessandro Baricco, Pier Paolo Pasolini, Paolo Giordano, Natalia Ginzburg e a molti altri autori che amo profondamente, così come al cinema di Federico Fellini, Vittorio De Sica, Paolo Sorrentino, Asia e Dario Argento, Alice Rohrwacher e alla musica di Mina, Laura Pausini, Patty Pravo, Lucio Battisti, Umberto Tozzi e tanti altri”.

Un luogo che l’ha colpita particolarmente? “Conosco molto bene l’Italia fin dall’adolescenza e attraverso i viaggi che ho fatto come turista con mio marito. Amiamo la Sardegna e le Isole Eolie: Salina è un luogo davvero speciale”.
Consigli di viaggio per gli italiani che vogliono visitare il Messico? “Suggerisco Pátzcuaro, nello Stato di Michoacán, con le sue tradizioni artigianali e il Día de Muertos; Puebla, gioiello coloniale dalla straordinaria gastronomia; Oaxaca, cuore culturale e culinario del Paese, con una ricchezza indigena unica; e naturalmente Città del Messico, la mia città natale. Sono luoghi che raccontano l’anima più autentica del Messico”.

Se le chiedessi un consiglio su un buon libro da leggere? “Ho appena riletto Memorie di Adriano, di Marguerite Yourcenar, e me ne sono nuovamente innamorato. Sto leggendo Ma siamo tutti matti?, un libro molto interessante della giornalista Eleonora Daniele. Se desiderate scoprire giovani scrittori messicani, consiglio Daniel Saldaña Paris e Valeria Luiselli: entrambi sono straordinari e tradotti anche in italiano”.
Intervista di Marco Finelli

