“Esprimiamo forte preoccupazione per la decisione del Governo di ricorrere fino a 14,9 miliardi di euro del fondo europeo SAFE per l’acquisto di armamenti. Pur trattandosi di prestiti a condizioni agevolate, queste risorse rappresentano un debito che ricadrà sulle future generazioni“. E’ quanto si legge in una nota di Federcontribuenti, che commenta negativamente la decisione del governo di accedere al fondo europeo per acquisto di armi. “Riteniamo che, in una fase segnata dall’aumento del costo dell’energia, dalle difficoltà di famiglie e imprese, dalla pressione fiscale e dalle criticità del sistema sanitario e produttivo – si legge ancora nel testo – le priorità dovrebbero essere altre. L’Italia ha bisogno di investimenti capaci di rafforzare la competitività delle imprese, sostenere il lavoro, migliorare i servizi pubblici e promuovere la ricerca, l’innovazione e la sicurezza energetica. Destinare nuovo debito all’acquisto di armamenti rischia invece di alimentare una crescente corsa al riarmo in Europa“.
Federcontribuenti chiede inoltre al Governo di rendere pubblici i programmi che intende finanziare, i criteri adottati per la scelta degli investimenti e le relative ricadute economiche e industriali, affinché il Parlamento e i cittadini possano valutarne l’effettiva opportunità. “Riteniamo – prosegue la nota – che la sicurezza di una nazione si costruisca anche attraverso una crescita economica solida, la coesione sociale, infrastrutture efficienti e una politica estera orientata alla prevenzione dei conflitti e al dialogo. Per queste ragioni chiediamo che il Governo riconsideri questa scelta e apra un confronto trasparente con il Parlamento, le parti sociali e la società civile sulle priorità di spesa del Paese“.

