Gazzetta diplomatica
  • Home
  • News
  • Interviste
  • Curiosità
  • Video
  • Contatti
  • Premio
No Result
View All Result
Gazzetta diplomatica
Home News

Elezioni Comites, la democrazia a due ore alla settimana! 

Redazione by Redazione
16 Agosto 2026
in News
0
Elezioni Comites, la democrazia a due ore alla settimana! 
7
SHARES
43
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

di Costantino Salis, Presidente Comites – Grecia

In Grecia, per presentare una lista alle elezioni dei COMITES 2026, occorrono almeno 100 sottoscrizioni autenticate. A questo requisito già impegnativo si aggiunge una condizione che rende la procedura ancora più difficile: i sottoscrittori devono recarsi personalmente presso la Cancelleria Consolare di Atene, competente per l’intero territorio greco. Per l’autenticazione delle firme sono previste soltanto due ore alla settimana: il martedì e il giovedì, dalle ore 12 alle 13.

Nemmeno a farlo apposta, sarebbe difficile immaginare un meccanismo più complicato per garantire un diritto democratico.

La Grecia non è Atene. Gli italiani iscritti all’AIRE vivono in tutto il Paese: a Salonicco, Patrasso, Larissa, Creta, nelle isole e in numerose altre località. Per chi risiede lontano dalla capitale, sottoscrivere una lista diventa di fatto quasi impossibile. Anche per chi vive ad Atene, presentarsi in Consolato in pieno orario lavorativo non è semplice.

A rendere il quadro ancora più irrealistico sono i tempi. Se, come previsto, le elezioni saranno indette il 3 settembre, entro il 3 ottobre le liste dovranno essere presentate complete delle sottoscrizioni richieste. Il mese decisivo diventa quindi settembre, ancora fortemente segnato da ferie, assenze, rientri scaglionati e ripresa delle attività lavorative.

Proprio in questo periodo si pretende di mobilitare cento cittadini, farli aderire alla sottoscrizione e portarli personalmente in Cancelleria nelle sole due ore settimanali disponibili.

E occorre chiarire un punto essenziale: sottoscrivere una lista non significa votarla. La firma serve esclusivamente a consentire alla lista di partecipare alle elezioni. Il cittadino rimane poi completamente libero di votare chi desidera.

C’è inoltre un paradosso che merita una riflessione. Ai cittadini viene chiesto di sottoscrivere una lista che, in quel momento, non è ancora stata formalmente depositata presso l’Ufficio elettorale. I fogli riportano naturalmente il contrassegno e i nominativi dei candidati, ma la presentazione ufficiale avviene successivamente.

Come si può pretendere che cento cittadini si mobilitino per sostenere formalmente la presentazione di una lista prima ancora che sia stata formalmente presentata? È qui che questo ordinamento lascia seriamente a desiderare. Non è concepibile riconoscere agli italiani all’estero il diritto di eleggere democraticamente il proprio COMITES e, nello stesso tempo, sottoporlo a condizioni tanto rigide da rischiare di rendere quasi impossibile persino la partecipazione delle liste.

Cha valore ha un diritto democratico se esiste sulla carta, ma diventa quasi impraticabile nella realtà? Il rischio, in una comunità numericamente contenuta e dispersa come quella italiana in Grecia, è concreto: una o più liste potrebbero non raggiungere le cento firme. Non si può escludere neppure che nessuna riesca a farlo. In quel caso a perdere sarebbe l’intera comunità italiana in Grecia, che rischierebbe di rimanere senza il proprio organismo democratico di rappresentanza.
Il confronto con altre circoscrizioni rende la situazione ancora più evidente. In Germania, a Stoccarda e Monaco di Baviera, per le stesse elezioni sono stati previsti accessi tutti i giorni lavorativi, ulteriori aperture pomeridiane e persino aperture straordinarie di sabato. Monaco ha previsto anche missioni di un funzionario itinerante sul territorio. Anche a Miami le sottoscrizioni vengono raccolte quotidianamente in una fascia dedicata.

Perché ciò che è possibile altrove non dovrebbe esserlo anche in Grecia? E c’è un precedente che indica una soluzione molto più ragionevole. Nelle elezioni COMITES del 2021, nelle circoscrizioni come quella greca erano sufficienti 50 sottoscrizioni anziché 100 e non era necessario obbligare ogni sottoscrittore a recarsi personalmente in Consolato per autenticare la firma: era prevista una procedura semplificata mediante la sottoscrizione accompagnata dalla copia di un valido documento d’identità. Quella soluzione, a mio avviso, dovrebbe essere ripresa.

Come minimo, le cento firme richieste dovrebbero essere dimezzate a cinquanta, consentendo una modalità di raccolta analoga a quella adottata nel 2021.Chiediamo che le regole siano realisticamente applicabili e che il diritto alla rappresentanza non venga soffocato dalla burocrazia.

Per questo rivolgo un appello al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale affinché intervenga tempestivamente: riconsiderando una normativa che rischia di compromettere la stessa partecipazione elettorale.

Una regola deve garantire serietà e trasparenza. Non può diventare l’ostacolo che impedisce proprio quelle elezioni che dovrebbe rendere possibili. La democrazia non può essere soltanto un diritto scritto sulla carta. E certamente non può essere ridotta a due ore alla settimana.

Costantino Salis

Previous Post

Il Papa nomina i nuovi Nunzi Apostolici in Colombia e nel Regno di Tonga

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Gazzetta Diplomatica - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Civitavecchia n. 1/2024 - Tutti i diritti riservati - © 2024
info@gazzettadiplomatica.it




No Result
View All Result
  • Home
  • News
  • Interviste
  • Curiosità
  • Video
  • Premio
  • Contatti

© 2022 - Gazzetta Diplomatica