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Diplomazia in campo: la Commonwealth Cricket Cup celebra dieci anni a Roma

Redazione by Redazione
30 Agosto 2026
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Diplomazia in campo: la Commonwealth Cricket Cup celebra dieci anni a Roma
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Roma scopre ancora una volta che la diplomazia può nascere lontano dai tavoli di lavoro. Sul campo da cricket di Roma Sud, dove il bianco delle divise sostituisce l’austerità delle sale conferenze, il Commonwealth celebra da dieci anni una delle sue iniziative più originali: la Commonwealth Cricket Cup, un appuntamento che unisce sport, convivialità e relazioni internazionali in un’unica giornata.

Il 26 settembre 2026, il Roma Cricket Ground ospiterà la nuova edizione del torneo, organizzato dal Commonwealth Club of Rome insieme al Comitato UISP Roma. Un ritorno atteso, che segna il decimo anniversario della rinascita del cricket del Commonwealth nella capitale, dopo la ripresa nel 2017 della storica tradizione delle Rome Ashes, disputate negli anni Sessanta e Settanta a Villa Pamphili da squadre legate alle ambasciate britannica e australiana, alla Commonwealth War Graves Commission, alla FAO e ai collegi internazionali.

Nel corso degli anni, il torneo ha visto scendere in campo rappresentanti delle Ambasciate di Regno Unito, Australia, India, Pakistan, Bangladesh e Sri Lanka, insieme a membri della NATO, delle agenzie ONU con sede a Roma, della British Army, delle scuole internazionali e dei club cittadini. Una comunità variegata che, per un giorno, si ritrova non per discutere dossier diplomatici, ma per condividere una passione sportiva.

La forza dell’iniziativa risiede proprio in questa trasformazione: persone che normalmente si incontrano solo in contesti ufficiali diventano compagni di squadra, avversari, tifosi. La competizione, talvolta accesa, crea un terreno comune; le discussioni sulle regole diventano un esercizio di confronto; il pranzo condiviso trasforma la rivalità sportiva in amicizia. È qui che la diplomazia informale trova spazio, lontana dai protocolli, vicina alle persone.

Dal 2018, il torneo si accompagna al Commonwealth Food Fair, un momento gastronomico che è diventato parte integrante dell’evento. Le squadre portano piatti e bevande tradizionali dei propri Paesi, trasformando il campo da cricket in una tavola multiculturale. Bangladesh, Pakistan e Sri Lanka hanno conquistato negli anni i riconoscimenti per le migliori proposte culinarie, ma il vero premio è la possibilità di condividere sapori e storie: un piatto bengalese offerto a un diplomatico britannico, una specialità srilankese condivisa con un funzionario ONU, un assaggio indiano servito a un australiano. Un modo semplice e immediato per conoscere un Paese senza bisogno di presentazioni formali.

Negli ultimi anni, la Commonwealth Cricket Cup è diventata anche un esempio concreto di ciò che molti definiscono cricket diplomacy. Nel 2025, il Commonwealth Club e la Federazione Cricket Italiana hanno portato questo messaggio alla Camera dei Deputati con una conferenza dedicata al ruolo del cricket come strumento di dialogo e pace, coinvolgendo ambasciate, scuole, organizzazioni internazionali e club sportivi.

L’idea alla base è chiara: lo sport offre uno spazio in cui si compete senza diventare nemici, si rispettano regole anche quando si discute su di esse, si costruiscono relazioni che durano oltre la partita. Il risultato determina chi solleva la Coppa, ma non chi torna a casa con nuovi legami.

L’edizione 2026 vedrà già in campo il Commonwealth Club of Rome, l’Ambasciata del Bangladesh e quella dello Sri Lanka, con altre squadre attese nelle prossime settimane. Anche quest’anno, il Food Fair accompagnerà il torneo, aperto a sostenitori e ospiti: perché la giornata non riguarda solo la vittoria, ma la capacità di riunire persone e comunità diverse.

Cricket, cibo, amicizia, diplomazia: quattro elementi che, insieme, dimostrano che talvolta il miglior incontro diplomatico è quello in cui nessuno è seduto attorno a un tavolo.

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Comments 1

  1. Edward says:
    57 minuti ago

    https://www.commonwealthclubrome.org/cwealth-cricket-cup-2026.html

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