Dichiarazione del 20 agosto 2026, di seguito il testo tradotto.
“La decisione del Governo israeliano di pubblicare bandi di gara per la costruzione del progetto di insediamento E1 è inaccettabile. La comunità internazionale si è da tempo opposta a questa espansione degli insediamenti e ha espresso le proprie gravi preoccupazioni in privato e in pubblico. L’insediamento E1 comprometterà la prospettiva della soluzione a due Stati, aprendo una frattura attraverso la Cisgiordania e danneggiando la contiguità territoriale dei Territori palestinesi.
Il diritto internazionale è chiaro: gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali. Questa è la posizione della comunità internazionale, riaffermata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
In un momento di grave instabilità in Cisgiordania, con livelli senza precedenti di violenza da parte dei coloni contro i civili e serie restrizioni all’economia palestinese, questa decisione è ancora più preoccupante.
Esortiamo il Governo di Israele a ritirare immediatamente questi piani e a porre fine alla sua espansione degli insediamenti in Cisgiordania. Non solo ci allontaneranno ulteriormente dalla pace, ma indeboliranno ulteriormente la posizione internazionale di Israele.
Le imprese non dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di partecipare ai bandi di gara per la costruzione. Dovrebbero essere consapevoli delle conseguenze legali e reputazionali, incluso il rischio di coinvolgersi in gravi violazioni del diritto internazionale.
Ribadiamo il nostro impegno per una pace globale, giusta e duratura basata sulla soluzione a due Stati. Continueremo ad agire nel suo interesse”.

