“Le alleanze tra grandi Nazioni non si misurano quando i governi sono d’accordo, ma soprattutto quando non lo sono. I governi cambiano, le maggioranze passano, le idee si confrontano. Ma i legami strategici tra le Nazioni devono essere più forti delle rispettive stagioni politiche. È questa la vera responsabilità della diplomazia parlamentare: non limitarsi ad accompagnare le relazioni tra governi, ma contribuire a garantirne la continuità“. Lo dichiara Andrea Di Giuseppe, deputato di Fratelli d’Italia eletto nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, a margine dell’incontro svoltosi oggi a Montecitorio con una delegazione di membri del Congresso degli Stati Uniti.
L’incontro, promosso su iniziativa del Presidente della Commissione Affari Esteri, Giulio Tremonti, e del Presidente della Commissione Affari Costituzionali, Nazario Pagano, ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle relazioni transatlantiche e su temi centrali quali immigrazione, fiscalità e libertà economica.
“Ringrazio – aggiunge Di Giuseppe – i Presidenti Tremonti e Pagano per questa significativa opportunità di dialogo istituzionale. Ho voluto anche ricordare una particolarità della nostra democrazia: la Costituzione italiana garantisce ai cittadini residenti all’estero una propria rappresentanza parlamentare, con otto deputati e quattro senatori. L’Italia non finisce ai suoi confini. Continua a vivere attraverso milioni di italiani che lavorano, costruiscono famiglie, creano imprese e contribuiscono ogni giorno alla presenza e al prestigio del nostro Paese nel mondo. Da quattro anni ho l’onore di rappresentare il Nord e Centro America e conosco bene il valore di questa comunità, troppo spesso considerata lontana, quando invece costituisce una delle nostre più importanti risorse strategiche. Italia e Stati Uniti non sono alleati per convenienza politica del momento – conclude il parlamentare –. Lo sono per una storia condivisa, per valori comuni e per un futuro che abbiamo la responsabilità di costruire insieme. Perché la politica appartiene al presente, ma le grandi alleanze appartengono alla storia“.

