“Il Piano Mattei è strategico per la costruzione di un percorso di lunga scadenza che va oltre i confini del governo e che sta già portando concretamente i suoi benefici tra Italia e Africa, ma anche tra la stessa Europa e il continente africano”. Lo ha affermato il Senatore di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo, nel corso del convegno dal titolo “Oltre i confini: il Piano Mattei come strumento di crescita economica e di cooperazione internazionale”.

“Un Piano che già faceva parte del programma elettorale di questo esecutivo – ha detto il parlamentare – e che rende sempre di più necessaria la tessitura di rapporti a livello internazionale in un periodo di grandi tensioni mondiali. In questa ottica è dunque necessario il superamento di una visione assistenzialistica e paternalistica post-coloniale che noi rifiutiamo categoricamente e siamo orgogliosi che la platea, inizialmente di nove Nazioni, si sia ampliata e si stia ampliando, a dimostrazione dell’efficacia visionaria di questo Piano. E’ dunque fondamentale – ha aggiunto De Priamo – il coordinamento tra le imprese strategiche coinvolte, come Eni, Enel, Sace e altre, per dare corso ai molti contenuti del Piano, dalle infrastrutture all’acqua, dall’istruzione alla sanità, senza contare il fondo italiano per il clima per il quale sono già stati stanziati 265 milioni di euro. Potrei fare gli esempi in sanità che si sono già concretizzati in Costa d’Avorio e in Etiopia, senza contare lo sviluppo di progetti per la bonifica, tesi alla coltivazione di terreni per sottrarli alla desertificazione. L’Italia ha inoltre l’ambizione di diventare l’hub energetico dell’Europa, e in questa direzione è significativo ricordare la realizzazione di un corridoio per l’idrogeno con l’Algeria e la Tunisia. Ma soprattutto mi preme ricordare i progetti per la formazione in loco ai fini della gestione del fenomeno immigratorio, tesi a creare i presupposti per una buona immigrazione di cui abbiamo bisogno. In conclusione – ha sottolineato il Senatore – vogliamo realizzare con quello Mattei un Piano che superi i confini dell’Occidente per creare un modello di sviluppo reciproco che possa far crescere simbioticamente l’Europa e l’Africa”.


