Da sei mesi vive all’interno dell’aeroporto di Napoli-Capodichino, senza documenti e senza denaro, in una vicenda che richiama da vicino quella raccontata nel film cult The Terminal. Protagonista della storia è un giovane svedese di 25 anni che dice di chiamarsi Daniel e che, fino a oggi, aveva trovato nello scalo partenopeo il suo unico punto di riferimento.
Ora, però, la sua situazione potrebbe finalmente avviarsi verso una soluzione. Il Comune di Napoli è infatti intervenuto offrendo al giovane un’accoglienza temporanea, in attesa che venga fatta piena luce sulla sua identità e sul suo futuro. A renderlo noto è stata l’assessora alle Politiche sociali, giovanili e del lavoro, Chiara Marciani, spiegando che Daniel è stato trasferito in una struttura di accoglienza di via Giuseppe De Blasiis dopo aver collaborato con gli assistenti sociali e accettato il percorso proposto dall’amministrazione.
Parallelamente, della vicenda si sta occupando anche il console onorario di Svezia a Napoli, Pierluigi Petrone, attivatosi dopo una segnalazione del personale dell’Aeroporto Internazionale di Napoli. Dopo aver incontrato il giovane, Petrone gli ha acquistato personalmente un giubbotto per aiutarlo ad affrontare le basse temperature di questi giorni.
“L’ambasciata sta lavorando per arrivare a una soluzione”, ha spiegato il console, evidenziando come le principali difficoltà riguardino l’identificazione del ragazzo e la ricostruzione del suo percorso personale. “Mi ha raccontato poche cose, profondamente confuse”, ha aggiunto, senza escludere l’ipotesi di un rientro in Svezia una volta chiarita la situazione.
Secondo quanto emerso, Daniel parla pochissimo, appare disorientato e non formula richieste particolari. In questi mesi avrebbe vissuto grazie alla solidarietà delle persone in transito nello scalo, accettando il cibo e l’aiuto che occasionalmente gli venivano offerti. Una storia insolita che, tra assistenza sociale e intervento consolare, punta ora a trovare una risposta concreta.
