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DIALOGHI ITALIANI, Costantino Salis incontra Francesco Neri, Direttore dell’IIC di Atene

Redazione by Redazione
12 Maggio 2026
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DIALOGHI ITALIANI, Costantino Salis incontra Francesco Neri, Direttore dell’IIC di Atene
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di Costantino Salis

“Dialoghi Italiani” nasce come uno spazio di confronto pensato per dare voce ai protagonisti del mondo istituzionale, politico e sociale, in Italia e all’estero, andando oltre la dimensione formale dei ruoli pubblici. La rubrica intende raccontare non solo le funzioni, ma anche le persone: i percorsi, le scelte, le esperienze e le visioni che ne hanno segnato il cammino. Attraverso un dialogo diretto e aperto, “Dialoghi Italiani” si propone di avvicinare le istituzioni ai cittadini, offrendo uno sguardo più umano e concreto sull’impegno pubblico.

In questo quadro si colloca l’incontro con Francesco Neri, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene. Con una solida formazione accademica in Lettere Classiche e un dottorato in storia dell’antichità, Neri ha maturato un percorso professionale di grande rilievo all’interno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Prima di approdare in Grecia, ha diretto gli Istituti Italiani di Cultura di Lussemburgo e Marsiglia, contribuendo in entrambi i contesti al rafforzamento della presenza culturale italiana in Europa. Ha inoltre ricoperto incarichi presso sedi diplomatiche e culturali di primo piano, tra cui Vienna e Bruxelles, esperienze che hanno consolidato la sua visione internazionale e il suo approccio alla diplomazia culturale.

Alla guida dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene, è oggi impegnato nella promozione della lingua e della cultura italiana e nel rafforzamento del dialogo culturale tra Italia e Grecia. Il suo percorso, che intreccia ricerca, esperienza istituzionale e una profonda conoscenza del mondo accademico, offre lo spunto per un confronto che unisce dimensione professionale e personale, approfondendo il ruolo della cultura come strumento di relazione tra Paesi e comunità.

Direttore, la Sua formazione in Lettere Classiche e il Suo dottorato in storia dell’antichità rappresentano una base culturale molto solida: in che modo questo percorso accademico continua a influenzare oggi il Suo approccio alla diplomazia culturale ad Atene? “La conoscenza dell’antichità ha rappresentato per me il primo contatto con la Grecia, ma nel nostro lavoro è fondamentale aprirsi il più possibile a tutti i settori della creazione contemporanea e questo rappresenta il mio principale impegno da quando sono arrivato ad Atene”.

Nel Suo percorso ha diretto Istituti Italiani di Cultura in contesti europei diversi, come Lussemburgo e Marsiglia: quali differenze ha riscontrato nel modo di promuovere la cultura italiana e quali elementi di queste esperienze ritroviamo oggi nella Sua attività in Grecia? “Quello che ho imparato negli anni trascorsi in altri paesi è che nel nostro lavoro è di fondamentale importanza ascoltare le preferenze e le esigenze del contesto locale e, quindi, sapervisi adattare senza preconcetti e rigidità. Questa è la principale esperienza che ho acquisito e portato qui in Grecia. A Lussemburgo esiste da molto tempo una grande comunità italiana – concentrata in un territorio molto piccolo – che si rinnova continuamente data la presenza delle Istituzioni Europee e di numerose società italiane. Si tratta quindi di un paese in cui molti personaggi e aspetti della nostra cultura sono ben conosciuti. A Marsiglia la comunità di origine italiana è molto antica e numerosa, ma molto più integrata nella società francese e composta in gran parte dalla seconda, terza o anche quarta generazione. Anche se la città è molto vicina al confine italiano, il legame con il nostro paese è sicuramente meno stretto”.

Arrivare ad Atene, città simbolo della civiltà classica, dopo un percorso profondamente legato agli studi sull’antichità, rappresenta quasi un ritorno alle radici: questa dimensione ha avuto per Lei anche un significato personale oltre che professionale? “Mentirei se dicessi che non ho mai pensato o sperato di poter venire un giorno ad Atene. La Grecia per me è stato innanzitutto un paese conosciuto da lontano, attraverso la scuola e l’Università, a cui mi sono avvicinato direttamente per gradi, prima venendo in vacanza per diverso tempo, poi, tre anni e mezzo fa, all’Istituto di Cultura. Poter trascorrere alcuni anni qui mi ha permesso di soddisfare il mio desiderio di approfondire la cultura greca e completare in questo modo, un percorso iniziato oltre trent’anni fa”.

Nel Suo lavoro emerge un equilibrio tra rigore accademico e comunicazione contemporanea: quanto è complesso oggi rendere la cultura accessibile senza rischiare di semplificarla eccessivamente? “Si tratta di una sfida che esiste da sempre, ma che oggi è ancora più attuale data la grande diffusione di risorse online e la difficoltà, soprattutto per i giovani, di avvicinarsi alla lettura. In Italia oggi esistono per fortuna studiosi dotati di grandi capacità comunicative che ricorrono anche a mezzi non tradizionali di diffusione del sapere. Penso ad esempio allo storico Alessandro Barbero nostro ospite nel 2023 o al filosofo Massimo Cacciari, intervenuto all’Istituto nel 2024”.

Nel corso della Sua carriera ha mantenuto anche un legame con la ricerca e la produzione culturale: quanto è importante, per un direttore di Istituto, essere non solo promotore ma anche parte attiva del mondo culturale? “Per ragioni di tempo ed energie oggi non riesco più a dedicarmi alla ricerca attiva, ma leggo quotidianamente testi di vario argomento. Il contatto con personalità della cultura italiana e greca, inoltre, mi fornisce continui stimoli a conoscere ed esplorare settori per me nuovi”.

Il Comites Grecia rappresenta un punto di riferimento per la comunità italiana nel Paese: come valuta il ruolo di questo organismo nel dialogo tra istituzioni e cittadini italiani all’estero, e in che modo ritiene possano rafforzarsi le sinergie con l’Istituto Italiano di Cultura? “L’Istituto di Atene, come tutti gli Istituti della rete, è sempre aperto ad accogliere proposte da parte della comunità italiana e per la comunità italiana e, a maggior ragione, le proposte che provengono dal COMITES che della comunità è il rappresentante istituzionale. Nuove idee di collaborazione possono nascere per i giovani, per aiutarli a restare in contatto con l’Italia e, per chi è arrivato da poco, a inserirsi nella comunità di connazionali in Grecia”.

Dopo anni all’interno del Ministero degli Affari Esteri, come è cambiato – se è cambiato – il peso della cultura nelle strategie internazionali dell’Italia? È oggi uno strumento realmente centrale o ancora sottoutilizzato? “La cultura Italia rimane oggi uno dei principali aspetti conosciuti e amati all’estero del nostro paese. Negli ultimi anni, a partire dal periodo del COVID, sono state messe in campo anche maggiori risorse da parte del Ministero degli Esteri, per promuoverla nel mondo. Certamente, il potenziale di ulteriore diffusione della nostra cultura rimane ancora molto grande e c’è ancora molto lavoro da fare”.

 Al di fuori degli impegni istituzionali, come ama trascorrere il Suo tempo libero? Ci sono passioni o interessi personali che influenzano anche il Suo modo di vivere e interpretare la cultura? “I miei interessi principali sono sicuramente la lettura, in particolare di libri di storia e romanzi, e l’apprendimento di lingue straniere anche senza un’immediata utilità pratica”.

Intervista di Costantino Salis – Presidente Comites – Grecia

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Comments 2

  1. Carlo Tomagian says:
    7 ore ago

    Egr sig Salis,
    congratulazioni per l’ntervista al Direttore del’ IIC. E’ una maniera di conoscerci meglio e di venire un po’ piu’ vicini,
    fra di noi, in questo paese che ci ospita.
    Ci eravamo incontrati durante la venuta di Alessandro Barberi all’IIC. Ritorno alla fine del mese, dopo due anni a Santorini, per motivi professionali: ho seguito i lavori di restauro di un edifficio neoclassico del 1835. Cerchero’ di recuperare, dopo quest’isolamento, i rapporti con le persone della nostra comunita’ …
    Cerchero’ di avere un incontro con il sig. Neri e con Lei sig Salis, e scambiare con voi certe mie idee…
    Grazie e alla prossima intervista..
    Distinti saluti,
    Carlo Tomagian
    Architetto

    Rispondi
    • Costantino Salis says:
      3 ore ago

      Gentile Architetto Tomagian,
      La ringrazio sinceramente per le Sue parole e per l’attenzione riservata alla mia rubrica “Dialoghi Italiani” pubblicata sulla Gazzetta Diplomatica.
      Mi fa molto piacere sapere del Suo ritorno ad Atene dopo questa importante esperienza professionale a Santorini, legata al restauro di un edificio neoclassico di grande valore storico.
      Sarò lieto di incontrarLa prossimamente, insieme al Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene, , per uno scambio di idee e per ascoltare con interesse i Suoi progetti e le Sue proposte, sempre nell’ottica di valorizzare la presenza e le iniziative della nostra comunità italiana in Grecia.
      Resto quindi con piacere disponibile a questo incontro.
      Un cordiale saluto e a presto,
      Costantino Salis

      Rispondi

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