Il cambiamento climatico continua a rappresentare la principale fonte di preoccupazione per gli italiani, ma a incidere sempre più sul senso di vulnerabilità collettiva contribuiscono anche l’instabilità geopolitica, la frammentazione sociale e le trasformazioni tecnologiche. È quanto emerge dall’AXAItalia_CS_Future Risks Report 26, la tredicesima edizione della ricerca internazionale realizzata da AXA in collaborazione con Ipsos, che analizza la percezione dei principali rischi globali attraverso il punto di vista di esperti e cittadini.
Secondo il rapporto, l’88% degli italiani si sente vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico, confermando l’ambiente come il rischio maggiormente percepito nel Paese. A preoccupare è anche la crescente instabilità geopolitica, indicata come secondo fattore di rischio: il 78% dei cittadini ritiene infatti di subirne direttamente le conseguenze, dalle ricadute sui prezzi dell’energia alle catene di approvvigionamento, fino alla sicurezza economica delle famiglie.
Lo studio fotografa una realtà caratterizzata da quella che gli analisti definiscono una “policrisi”, nella quale fenomeni diversi risultano sempre più interconnessi. In questo contesto, accanto alle minacce ambientali e geopolitiche emergono con forza le fragilità sociali. Il 72% degli italiani considera la società frammentata, mentre il 59% dichiara di aver vissuto tensioni tra generazioni diverse. Ancora più significativo il dato relativo alle prospettive future: il 61% ritiene che le prossime generazioni avranno una qualità della vita peggiore rispetto a quella attuale.
Le preoccupazioni economiche si riflettono anche sulle dinamiche demografiche. Per il 65% degli intervistati il costo della vita rappresenta la principale causa del calo delle nascite, mentre oltre un terzo degli italiani considera insufficiente il sostegno offerto alle famiglie e ai genitori.
Particolare attenzione viene dedicata all’intelligenza artificiale. Se a livello globale AI e Big Data sono considerati dagli esperti il rischio numero uno per il prossimo decennio, in Italia la gerarchia delle preoccupazioni appare diversa. Gli esperti collocano l’intelligenza artificiale al terzo posto, dopo cambiamento climatico e geopolitica, mentre tra i cittadini scende al nono. Una distanza che evidenzia il divario tra la percezione pubblica e quella di chi osserva professionalmente l’evoluzione dei rischi sistemici.
Nonostante il quadro di crescente incertezza, emerge un elemento positivo: la fiducia nella prevenzione. Il 90% degli italiani ritiene che i principali rischi possano essere mitigati attraverso adeguate misure preventive. Tuttavia, la capacità di risposta appare ancora limitata, poiché il 73% degli intervistati ammette di non sentirsi preparato ad affrontare una crisi di ampia portata.
Secondo Chiara Soldano, CEO del Gruppo Assicurativo AXA Italia (nella foto), i risultati della ricerca mostrano come rischi un tempo considerati remoti siano ormai diventati elementi strutturali della realtà contemporanea. Clima, tensioni internazionali e fragilità sociali risultano sempre più collegati tra loro e richiedono strategie capaci di anticiparne gli effetti, rafforzando la prevenzione e la capacità di adattamento delle società.
La ricerca ha coinvolto 4.345 esperti in 62 Paesi e territori e 24.000 cittadini in 19 Paesi, offrendo una panoramica internazionale sull’evoluzione dei rischi nei prossimi cinque-dieci anni. L’edizione 2026 ha inoltre ampliato l’attenzione verso temi quali le trasformazioni tecnologiche, le dinamiche intergenerazionali, la frammentazione sociale e la preparazione alle emergenze.

