Andrea Alessandri non è soltanto il Console Onorario del Regno di Danimarca a Bologna: è una figura che incarna, con naturalezza, il punto d’incontro tra competenza professionale e diplomazia territoriale. Dottore commercialista e revisore legale, socio di uno dei principali studi della città, Alessandri presiede e partecipa ai collegi sindacali di società pubbliche e private – anche quotate – nel centro-nord. Una carriera costruita tra consulenza aziendale, fiscale, operazioni straordinarie e revisione degli enti locali, che lo ha reso un riferimento riconosciuto nel suo settore.
Il suo ingresso nella diplomazia, però, nasce da un episodio che lui stesso definisce “quasi casuale”. “Il Regno di Danimarca cercava un suo rappresentante in Emilia-Romagna”, racconta, “e un amico, già Console svizzero, ha suggerito il mio nome”. Da lì una serie di incontri con l’Ambasciatore e il suo staff, fino alla nomina ufficiale: un passaggio che ha segnato l’avvio di un Consolato oggi attivo non solo su Bologna, ma con competenza territoriale anche sulla Repubblica di San Marino.
Dal maggio 2024 Alessandri è diventato un ponte tra due realtà che, pur lontane geograficamente, condividono una sorprendente affinità culturale e una crescente collaborazione economica. Dalla mobilità sostenibile ai rapporti universitari, dai settori green alle imprese che guardano al Nord Europa, il Console osserva da vicino un dialogo che si fa ogni anno più intenso. E non mancano i ricordi personali: dall’incontro con il Re e la Regina al legame speciale con l’ex Ambasciatore Anders Carsten Damsgaard.
Con lui abbiamo parlato di relazioni istituzionali, opportunità economiche, modelli di sostenibilità e, naturalmente, di Danimarca: un Paese che continua a sorprendere chi lo visita… e chi lo rappresenta.
Console, come si lega la sua storia personale alla Danimarca? “Il primo contatto è stato, possiamo dire, casuale: il Regno di Danimarca cercava un suo rappresentante in Emilia Romagna ed a tal fine ha richiesto l’indicazione di un nominativo anche ad alcuni Consoli di altri Stati già presenti sul territorio. Un amico, già Console svizzero, ha suggerito il mio nome. Dopo una serie di incontri tra l’Ambasciatore di Danimarca in Italia (alla presenza del suo staff) e i candidati selezionati, sono risultato essere il prescelto”.
Come descriverebbe oggi il rapporto tra Emilia-Romagna e Danimarca, sia sul piano istituzionale che culturale? “Sul piano istituzionale le relazioni tra il Regno di Danimarca ed i rappresentanti delle istituzioni sul territorio continuano a godere di ottima salute, come testimoniano i numerosi incontri. Anche sul piano culturale le relazioni si concretizzano, ad esempio, con scambi costanti sia di studenti, sia di docenti, tra le università di Bologna e di Copenaghen. Da ultimo, anche per quanto riguarda l’architettura si registrano scambi costanti tra le due realtà”.
Quali sono, secondo lei, i settori in cui la collaborazione tra Emilia-Romagna e Danimarca ha mostrato i risultati più significativi negli ultimi anni? “L’Ambasciata di Danimarca in Italia ha attivato, tra gli altri, quattro settori principali, che sono stati oggetto anche della “Consular Conference 2026” che si è svolta a Copenaghen nel marzo del 2026: Digital Hub, Food, Healthcare e Green, tutti settori in cui il Paese è all’avanguardia. Chiaramente su questi temi la collaborazione con l’Emilia Romagna può essere, e sarà sempre più, una risorsa molto importante alla luce dei rapporti con le istituzioni e le aziende locali. Lo scorso novembre, l’Ambasciata per la prima volta ha promosso insieme alla “Danish Energy Export” un “Danish pavillion” presso ECOMONDO a Rimini, con compagnie nazionali operanti nel settore del biogas/biometano. L’obiettivo era di facilitare opportunità e sinergie di business tra imprese danesi ed italiane. E anche quest’anno l’Ambasciata è al lavoro per poter promuovere un nuovo padiglione danese presso ECOMONDO 2026 a Rimini per la promozione di bioenergie, biogas e biometano”.
La Danimarca è spesso citata come modello di sostenibilità. In quali ambiti l’Emilia-Romagna potrebbe trarre maggiore ispirazione dal modello danese? A Copenaghen gli spostamenti in città avvengono prevalentemente in bicicletta, grazie a infrastrutture dedicate: questa scelta è stata possibile in considerazione del forte e recente sviluppo della città a livello urbano e culturale, che di fatto ha permesso all’amministrazione di rivedere e disegnare vie alternative pensate ed organizzate con sapienza e lungimiranza. Altro esempio è la metropolitana, che permette quasi di azzerare il traffico di auto in superficie, liberando spazi per mobilità alternative. Ad ogni modo, l’esempio più noto di perfetta integrazione tra arredo urbano, sostenibilità e necessità della comunità è, con ogni probabilità, Copen Hill, un termovalorizzatore all’interno della città di Copenaghen (lo si può scorgere dal porto), un’architettura perfettamente mimetizzata nel paesaggio urbano su cui e stata costruita una pista da sci su erba, realizzata da un’azienda italiana. Tale struttura comprende anche una parete da arrampicata progettata per garantire piena sicurezza per chi pratica questo sport”.
Quali opportunità “vede” per le imprese emiliano-romagnole interessate al mercato danese, e quali sono invece i settori danesi più attratti dal nostro territorio? “Le relazioni economiche tra Emilia Romagna e Danimarca sono già in essere da tempo, e proprio questo è stato il motivo che ha portato alla ricerca di un referente sul territorio in qualità di Console Onorario: ci sono infatti realtà della nostra regione che hanno acquisito aziende danesi, anche di recente, in svariati settori. Inoltre in Danimarca, come in quasi tutti i paesi del nord Europa, ci sono grandi allevatori di suini e la nostra regione, soprattutto nel modenese, è tra i più importanti produttori di salumi al mondo. In senso opposto, Bologna è stata scelta ad esempio dalla Coloplast, che opera in Italia principalmente attraverso la sua filiale commerciale e logistica, occupandosi dell’importazione, della gestione e della distribuzione di dispositivi medici su tutto il territorio nazionale. L’azienda rifornisce ospedali, farmacie e pazienti, offrendo inoltre servizi di supporto e assistenza per l’utilizzo dei prodotti”.
In generale, a suo avviso, com’è percepita l’Italia in Danimarca? “L’Italia è amata in tutto il mondo per la sua cultura, la storia, l’arte, il cibo e l’affabilità di suoi cittadini: i danesi non sono estranei a tutto ciò”.
Qual è il suo ricordo più bello da Console Onorario? “Sul piano istituzionale l’incontro con il Re e la Regina, sul piano personale l’aiuto che diamo sul territorio ai cittadini danesi”.
E il più brutto? “Non ne ho, sono ancora fresco di nomina”.
Fra le personalità incontrate, ne ricorda qualcuna in particolare? “Oltre al Re e alla Regina, ricordo con piacere l’incontro con il Ministro degli Esteri danese a Milano. Il pensiero più affettuoso va però ad Anders Carsten Damsgaard, già Ambasciatore in Italia, che mi ha nominato Console Onorario e ha inaugurato il Consolato di Bologna, la cui circoscrizione territoriale è stata successivamente estesa anche alla Repubblica di San Marino”.
Chiuderei questa intervista chiedendole qualche consiglio di viaggio destinato agli italiani che desiderano visitare la Danimarca. “A Copenaghen non si può non visitare il castello di Rosenborg con un magnifico ed organizzatissimo museo dove si possono vedere i gioielli della corona danese, il Palazzo di Amalienborg, residenza ufficiale della famiglia reale, il Castello di Kronborg, a circa un’ora da Copenaghen, dove Shakespeare ambientò il suo Amleto-principe di Danimarca, i giardini di Tivoli, l’architettura moderna danese nota in tutto il mondo (il teatro dell’Opera ne è un esempio) per concludere con la famosa statua della sirenetta, sul porto, in onore del famoso autore di fiabe danese Hans Christian Andersen. Da ultimo, consiglierei un rilassante viaggio in auto lungo le coste del nord, affacciate sul mare omonimo”.
Intervista di Marco Finelli

