Nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare, promossa da Democrazia Sovrana Popolare, che punta a introdurre il principio della neutralità permanente dell’Italia. L’iniziativa, che richiederà la raccolta di 50.000 firme in sei mesi, a partire da metà maggio, mira a ridefinire il posizionamento internazionale del Bel Paese, sottraendolo – secondo i promotori – a vincoli militari, economici e geopolitici ritenuti penalizzanti.
L’incontro ha visto gli interventi di Marco Rizzo, dell’Ambasciatore Bruno Scapini e di Francesco Toscano, ciascuno chiamato a delineare un diverso profilo della proposta: politico, geopolitico e culturale.

Nel suo intervento introduttivo, Marco Rizzo. Coordinatore Nazionale DSP, ha illustrato le motivazioni alla base dell’iniziativa, presentandola come una risposta alla crescente richiesta di autonomia strategica e di riduzione dei costi legati agli impegni internazionali. Secondo Rizzo, la neutralità consentirebbe all’Italia di rivedere la propria partecipazione alle strutture militari sovranazionali, di ridurre la spesa destinata agli obblighi NATO e di recuperare margini di manovra economica oggi assorbiti da contributi e sostegni a scenari di crisi esterni.
Rizzo, che ha inoltre collegato la neutralità alla possibilità di rinegoziare in autonomia dazi, rapporti commerciali e politiche energetiche, sostenendo che un’Italia non vincolata da sanzioni o da obblighi di allineamento potrebbe tornare a beneficiare di forniture energetiche più competitive, ha definito la proposta “un tema che dovrebbe essere nell’agenda di tutti i partiti e nell’attenzione di ogni cittadino”, invitando alla partecipazione popolare come strumento di responsabilità democratica.
La relazione dell’Ambasciatore Bruno Scapini ha offerto poi una lettura più ampia, collocando la neutralità nel solco delle trasformazioni globali e delle nuove dinamiche di potere. Secondo il diplomatico, l’adozione della neutralità rappresenterebbe “una grande innovazione storica“, nonchè una svolta capace di liberare il Paese da una condizione di subalternità che, a suo avviso, affonda le radici nel secondo dopoguerra.

Il diplomatico, dirigente nazionale del Partito, ha insistito sulla necessità di una maggiore autonomia decisionale nelle scelte strategiche, sostenendo che la neutralità permetterebbe all’Italia di valorizzare i propri interessi nazionali senza condizionamenti esterni, e ha inoltre evidenziato come, nelle numerose conferenze tenute negli ultimi mesi, il tema abbia suscitato un’attenzione crescente e un consenso diffuso, interpretato come segnale di un bisogno collettivo di pace, stabilità e cooperazione internazionale.
Nella visione di Scapini, la neutralità potrebbe trasformare l’Italia in un attore capace di promuovere un modello di relazioni internazionali fondato sulla coesistenza pacifica, superando logiche di contrapposizione e blocchi.
In chiusura, Francesco Toscano, Presidente di Democrzia Sovrana Popolare, ha collocato l’iniziativa in un orizzonte più ampio, definendola non solo una proposta normativa, ma una battaglia culturale che mira a rimettere al centro il tema della sovranità democratica e della pace come valore politico, richiamando la necessità di un coinvolgimento attivo dei cittadini.

La conferenza al Senato segna l’avvio di un percorso che, nelle intenzioni dei promotori, punta a riportare nel dibattito pubblico un tema raramente affrontato nel panorama politico italiano contemporaneo. La raccolta firme rappresenterà il primo banco di prova per misurare la capacità dell’iniziativa di intercettare sensibilità diffuse e di trasformarsi in un movimento civico strutturato.
Resta ora da capire se la proposta riuscirà a superare la soglia dell’interesse militante e a diventare oggetto di confronto politico più ampio, o se rimarrà confinata a un segmento specifico dell’opinione pubblica.


Mi auguro che si riesca ad arrivare a 500000 firme,
Sono fortemente d’accordo che l’Italia diventi uno stato Neutrale.
Con la guerra non si va da nessuna parte, occorre dialogo.
Firmerò sicuramente perché ciò avvenga
Siamo il paese che più di ogni altro dovrebbe ambire a raggiungere questa condizione di neutralità! Il più grande patrimonio culturale del mondo, la presenza dello Stato del Vaticano, la nostra stessa Costituzione ci obbligherebbe ad esserlo!! Quindi assolutamente SI !!
Bene
La neutralità dell’Italia è conseguenza logica e razionale dell’ art.11 della Costituzione. Una neutralità da inserire come ultimo comma dell’ art.11 come fecero nel 1955 gli austriaci. L’ Austria è neutrale per Costituzione.
Si potrebbe valorizzare la legge di neutralità già in vigore, emanata col regio decreto 8 luglio 1938 n. 1415.
Fateci sapere quando e dove firmare ✌️✌️✌️
Ma dove si firma??!!!
Affinché la proposta possa essere accolta dal Parlamento per il successivo iter di approvazione si rende necessario raggiungere, entro sei mesi dalla data odierna, il limite stabilito dalla Legge 352/90 di 50.000 firme la cui raccolta potrà avvenire in modalità cartacea – presso i banchetti istituiti col sostegno organizzativo di DSP di cui all’elenco riportato nel suo sito web – a partire dal 15 maggio prossimo, o già da oggi in modalità online tramite il link sotto riportato accedendo con il proprio SPID o la propria CIE. Dopo l’accesso alla piattaforma, procedere con la ricerca avanzata inserendo le seguenti voci:
• categoria: “Relazioni internazionali”
• tipologia: “Legge di iniziativa popolare”.
Link:
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/dettaglio/6500011
Condivido pienamente l’iniziativa. Dove e quando firmare?