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Al Senato il convegno “Prima di tutto libere”: Istituzioni, esperti e attiviste uniti contro la violenza fondamentalista sulle donne

Redazione by Redazione
23 Aprile 2026
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Al Senato il convegno “Prima di tutto libere”: Istituzioni, esperti e attiviste uniti contro la violenza fondamentalista sulle donne
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Nella prestigiosa Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”, nel pomeriggio di oggi si è tenuto il convegno “Prima di tutto libere – Contro la violenza fondamentalista su donne e bambine”, appuntamento che ha riunito rappresentanti istituzionali, esperti, professionisti della salute e testimoni diretti per affrontare uno dei temi più urgenti del nostro tempo: la difesa della libertà femminile di fronte alle forme più estreme di oppressione culturale e religiosa.

L’iniziativa, promossa dal senatore Andrea De Priamo, ha visto la partecipazione di figure di primo piano del panorama politico e sociale. A moderare i lavori è stato Daniele Capezzone, direttore de Il Tempo, che ha guidato il confronto con ritmo e chiarezza, mettendo in dialogo prospettive diverse ma complementari.

Durante i lavori hanno portato il loro contributo Sara Kelany, deputata e responsabile del Dipartimento Immigrazione di Fratelli d’Italia, che ha approfondito il legame tra politiche migratorie, tutela dei diritti e prevenzione delle derive fondamentaliste, Marina Terragni, dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, che ha richiamato l’attenzione sulla vulnerabilità delle minori e sulla necessità di strumenti più incisivi per proteggerle, Amani El Nasif, attivista e scrittrice, che ha condiviso la sua esperienza di fuga da un matrimonio forzato, offrendo una testimonianza diretta e potente sulle conseguenze della violenza culturale e Maria Saltari, medico ginecologo e dirigente del percorso salute donna dell’INMP, che ha illustrato gli aspetti sanitari e psicologici legati alle forme di coercizione e controllo esercitate su molte giovani donne.

Chiudendo i lavori, il senatore Andrea De Priamo ha richiamato la necessità di un approccio lucido e responsabile al tema del multiculturalismo. “Il pluralismo è un valore – ha affermato – ma deve muoversi dentro un perimetro chiaro, fondato sulla libertà e sulla civiltà. Su alcuni principi non può esserci mediazione”.

De Priamo ha ricordato come in diversi Paesi europei si siano già manifestate situazioni critiche legate alla mancanza di integrazione e alla crescita di aree urbane dove le donne non godono più di piena libertà di movimento. “Non possiamo permettere che certe dinamiche attecchiscano anche da noi”, ha aggiunto, citando la vicenda di Saman come simbolo doloroso di una battaglia ancora aperta.

Il convegno ha messo in evidenza la necessità di un’azione coordinata tra Istituzioni, Associazioni e Comunità locali, affinché la difesa delle donne non resti un principio astratto ma si traduca in strumenti concreti, protezione reale e politiche lungimiranti.

La pluralità delle voci intervenute ha confermato che la lotta contro la violenza fondamentalista non riguarda solo la sicurezza, ma tocca la qualità democratica del Paese, la tutela dei diritti umani e la capacità di garantire a ogni donna – indipendentemente dalla sua origine – la possibilità di vivere libera.

L’iniziativa si è conclusa con l’impegno a proseguire il percorso di sensibilizzazione e a promuovere nuove occasioni di confronto, nella consapevolezza che la libertà femminile rappresenta un presidio irrinunciabile della nostra civiltà.

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