Lo scorso 19 giugno, nella Sala ISMA del Senato della Repubblica, si è tenuto il convegno dal titolo “Cuba Democratica, il ruolo della società civile per una possibile transizione”, promosso dalla Senatrice Cinzia Pellegrino, Coordinatore Nazionale del Dipartimento Tutela Vittime di Fratelli d’Italia. Un’iniziativa dedicata all’approfondimento della situazione politica, economica e umanitaria dell’isola e al sostegno delle realtà civiche cubane impegnate nella difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
L’incontro ha riunito parlamentari, rappresentanti istituzionali, studiosi, attivisti e membri della diaspora cubana, con l’obiettivo di analizzare il ruolo delle organizzazioni indipendenti e di promuovere un sostegno internazionale più forte e coerente verso chi, dentro e fuori Cuba, continua a battersi per democrazia, pluralismo e Stato di diritto.
Durante il suo intervento la Senatrice Pellegrino ha sottolineato la necessità di rompere il silenzio che per decenni ha circondato la realtà cubana, denunciando con forza la gravità della crisi che sta colpendo la popolazione.
“Con questa iniziativa – ha spiegato la parlamentare – vogliamo squarciare un velo di silenzio e di insopportabile ipocrisia che da decenni avvolge Cuba, dove si sta consumando la più grave crisi economica, alimentare, umanitaria ed energetica dalla cosiddetta “rivoluzione” comunista del 1959. Lo gridano le madri che non hanno latte per i propri figli, i blackout continui che lasciano il Paese al buio per 18-20 ore al giorno, gli ospedali privi di farmaci salvavita e le piazze che, ciclicamente e con disperato coraggio, si riempiono di cittadini affamati. Di fronte a questo dramma – ha aggiunto la Senatrice – le risposte del regime castrista sono state: un razionamento energetico di proporzioni spaventose, la sospensione delle operazioni chirurgiche programmate negli ospedali e il continuo oscuramento di internet per impedire che il mondo veda. Ancora nel 2026 vediamo esponenti della sinistra estrema, europarlamentari e attivisti organizzare grottesche “flottiglie” verso L’Avana per denunciare l’embargo americano, il cosiddetto bloqueo, dipinto come l’unica causa di tutti i mali di Cuba. Ma il vero embargo per il popolo cubano – ha aggiunto Pellegrino – è una dittatura che per sessant’anni ha imposto un’economia rigidamente statalizzata, che ha scoraggiato l’iniziativa privata, che confisca il raccolto ai contadini, che ha distrutto la produzione interna rendendo l’isola dipendente dalle importazioni. Mentre il popolo fa code chilometriche per un tozzo di pane e paga la benzina a prezzi decuplicati, i vertici del regime castrista hanno vissuto e vivono nel lusso. Hanno drenato risorse per decenni a proprio vantaggio, costruendo fortune milionarie e acquistando isole private all’estero, nutrendo il proprio consenso con l’apparato repressivo e la corruzione. Questa è la Cuba reale – ha concluso la Senatrice di Fratelli d’Italia – lontana anni luce dalle cartoline turistiche patinate e dal romanticismo fuori tempo massimo dei salotti radical chic occidentali”.

Successivamente Carlo Fidanza, Capo Delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo, ha richiamato l’importanza del documento approvato dall’Eurocamera, che condanna con fermezza il regime cubano e sostiene la società civile dell’isola. “La risoluzione approvata dal Parlamento europeo – ha spiegato – oltre a ribadire la ferma condanna del regime cubano e delle sue reiterate violazioni dei diritti umani e del pluralismo democratico, dà un forte segnale di sostegno alla società civile cubana. In particolare, va in questa direzione il sostegno politico al Freedom Accord, promosso da varie realtà della società libera cubana. Ci auguriamo che questa iniziativa possa godere di un sostegno ampio e trasversale anche in Italia, superando le ambiguità che ancora impediscono ad alcune forze politiche di condannare con maggiore nettezza il regime comunista cubano”.

Nel corso del convegno è emersa con chiarezza la necessità di un impegno più deciso da parte delle istituzioni europee e italiane, affinché la società civile cubana non venga lasciata sola di fronte alla repressione e alla crisi umanitaria in corso.

Dalle testimonianze in sala e dagli interventi dei relatori è emerso poi come la transizione democratica a Cuba non possa avvenire senza il sostegno della comunità internazionale e senza il riconoscimento del ruolo centrale delle organizzazioni civiche che, con coraggio, continuano a chiedere libertà, giustizia e pluralismo.


