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Al Circolo degli Esteri di Roma l’omaggio a Mario Zappa, maestro del paesaggio lombardo

Redazione by Redazione
21 Ottobre 2026
in Curiosità
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Al Circolo degli Esteri di Roma l’omaggio a Mario Zappa, maestro del paesaggio lombardo
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Prosegue al Circolo degli Esteri di Roma la mostra “Mario Zappa. Paesaggi di Lombardia”, inaugurata lo scorso 7 ottobre nell’ambito del progetto artistico internazionale Storie-Sei, ideato e diretto dal professor Carlo Franza. L’esposizione, visitabile fino al 6 novembre, celebra uno dei più autorevoli interpreti del naturalismo lombardo del Novecento, riportando all’attenzione del pubblico e della critica la figura di un artista che ha fatto del paesaggio brianzolo il fulcro della propria ricerca espressiva.

All’inaugurazione erano presenti i familiari dell’artista insieme a personalità del mondo della cultura e delle istituzioni, tra cui l’ambasciatore Umberto Vattani, presidente della Venice International University, e l’ambasciatore Gaetano Cortese, curatore della collana Ambasciate Italiane nel mondo di Colombo Editore.

L’iniziativa rappresenta il primo importante appuntamento di un percorso volto a valorizzare l’eredità artistica di Mario Zappa, pittore brianzolo scomparso il 31 dicembre 2017 all’età di 94 anni e riconosciuto come uno dei principali protagonisti del paesaggismo lombardo contemporaneo. Una figura che, pur rimanendo profondamente legata alla propria terra, ha saputo elaborare un linguaggio pittorico capace di dialogare con alcune delle esperienze più significative dell’arte italiana del secondo dopoguerra.

Nato a Monza nel 1924 e formatosi alla Libera Accademia di Pittura di Desio sotto la guida di Vittorio Viviani, Zappa attraversa oltre mezzo secolo di vicende artistiche mantenendo sempre saldo il rapporto con il territorio lombardo. Negli anni Sessanta viene identificato come il celebre “pittore dei grigi”, mentre dalla metà del decennio successivo la sua tavolozza si arricchisce di cromie più intense e di una materia pittorica sempre più vibrante. Nel 1977 sarà Ennio Morlotti a riconoscerne apertamente il valore, indicandolo come degno erede e continuatore del naturalismo lombardo.

La mostra romana pone particolare attenzione ai paesaggi che hanno reso celebre l’artista. Brianza, laghi, marcite, boschi e campagne diventano nelle sue opere luoghi della memoria e della riflessione, sottraendosi alla semplice rappresentazione naturalistica. Tele dai titoli emblematici come Paesaggio manzoniano, Brianza, Lago di Brianza, Fiori sul lago di Oggiono e Alba in Brianza testimoniano una ricerca che trasforma la natura in esperienza interiore, attraverso una pittura fatta di colore-materia, di segni, di stratificazioni e di vibrazioni luminose.

Secondo la lettura critica proposta da Carlo Franza, Mario Zappa va oggi collocato all’interno di una più ampia vicenda nazionale e internazionale, superando le definizioni riduttive di artista regionale. Nelle sue opere, infatti, il paesaggio non è semplice veduta, ma costruzione mentale, memoria sedimentata e visione poetica del mondo, in un dialogo ideale con la lezione di Cézanne e con le ricerche dell’Informale italiano.

L’esposizione del Circolo degli Esteri si inserisce in un percorso di crescente rivalutazione dell’artista, già protagonista nel 2025 della mostra postuma L’incanto del paesaggio lombardo a Firenze e destinatario, sempre alla memoria, del riconoscimento di Artista dell’Anno nell’ambito del Premium International Florence Seven Stars. Un cammino critico che punta a restituire alla sua opera il rilievo storico che merita.

Più che una retrospettiva celebrativa, “Mario Zappa. Paesaggi di Lombardia” appare così come un’occasione per riscoprire un autore che ha saputo trasformare la Brianza in un universo poetico di respiro universale, consegnando alla pittura italiana una testimonianza intensa e originale del rapporto tra memoria, natura e identità.

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