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A Ortona la rievocazione storica della traslazione delle Reliquie di San Tommaso (6 settembre)

Redazione by Redazione
1 Settembre 2026
in Curiosità
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A Ortona la rievocazione storica della traslazione delle Reliquie di San Tommaso (6 settembre)
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La notte del 9 agosto del 1258 il navarca Leone con le sue tre galee salpate, in precedenza dal porto di Ortona (secondo il racconto di Giambattista De Lectis, medico e scrittore ortonese del 1500), raggiunse l’isola di Chios dove stanco dal saccheggio fu attratto da un oratorio adorno e risplendete di luci per raccogliersi in preghiera.

In precedenza un anziano sacerdote, con un interprete lo informò che in quell’oratorio si venerava il corpo di S. Tommaso Apostolo. Leone raccolto in preghiera fu pervaso per due volte da una mano luminosa ad avvicinarsi e allungò la mano ad estrarre un osso dal foro più grande della pietra tombale, ed ebbe conferma di quanto gli era stato detto dall’anziano sacerdote, si trattava proprio del corpo dell’Apostolo. Cosi, decise la sera dopo, di portare via le ossa e la pietra tombale.

Secondo il racconto di De Lectis, fu informato l’abate Iacopo responsabile della Chiesa ortonese, il quale predispose tutti gli accorgimenti per un’accoglienza sentita e condivisa da parte di tutto il popolo. Da allora il corpo dell’apostolo e la pietra tombale sono custoditi nella cripta della Basilica. Nel 1259 una pergamena redatta a Bari dal giudice ai contratti Giovanni Pavone, alla presenza di cinque testimoni, conservata a Ortona presso la Biblioteca diocesana, conferma la veridicità di quell’avvenimento.

Attualmente, sono quattro le prove della presenza dell’Apostolo ad Ortona:

La pietra tombale, riconducibile all’arte siro-mesopotamica, è databile al terzo – quinto secolo sia sotto il profilo paleografico sia dal punto di vista iconografico. In essa è raffigurata una immagine a mezzo busto di uomo nimbato e benedicente con ai lati una scritta in caratteri greci onciali (o osios thomas, cioè san Tommaso. Va precisato che il termine osios era usato con il significato di santo solo nei primissimi secoli del Cristianesimo). Nella parte inferiore della lapide, poi, si aprono due fori di diversa dimensione come quelli presenti nelle tombe dei martiri, sempre dei primi secoli, e di san Paolo, per le reliquie da contatto e per le libagioni. Di essa si parla successivamente in modo dettagliato.

La pergamena del 1259, conservata presso la biblioteca diocesana di Ortona, venne redatta a Bari dal giudice ai contratti G. Pavone, alla presenza di cinque testimoni. Un’altra pergamena dello stesso notaio, datata 1261 e riportata in un Codice barese, dimostra l’autenticità del documento, oltre la scrittura minuscola cancelleresca, le abbreviazioni ed altri elementi caratteristici del tempo storico di riferimento.

La ricognizione scientifica del 1984 ha accertato che il corpo venerato in Ortona appartiene ad un soggetto longitipo, con ossatura gracile, di aspetto minuto con statura di 160 o 170 centimetri, di età scheletrica alla morte compresa tra i 50 e i 70 anni, affetto da una forma particolare di spondiloartrite anchilopoietica con localizzazioni anche alle piccole articolazioni delle mani, portatore di un piccolo osteoma del cranio in regione frontale e di ossa soprannumerarie lungo una delle suture della volta cranica. Detto individuo mostra le tracce di una frattura dell’osso zigomatico destro provocata da un affilato fendente poco prima o poco dopo il decesso.

La reliquia di San Tommaso apostolo conservata a Bari è un osso radio sinistro, mancante nel corpo di Ortona, complementare e compatibile con lo stesso corpo. Il Cronicon barese chiarisce che un vescovo francese, cugino di Baldovino di Le Bourg signore di Edessa, nel 1102, di ritorno dalla Terra Santa e da Edessa, lasciò a Bari, presso la basilica di San Nicola, la reliquia di san Tommaso apostolo (fonte www.tommasoapostolo.it ).

Anche quest’anno la città, domenica 6 settembre rivivrà la rievocazione della traslazione delle reliquie di san Tommaso apostolo nel 768° anniversario dei fatti.

L’evento, promosso dall’associazione storico-culturale Compagnia del Castello di Ortona, inizierà alle 19.15 al molo Mandracchio, dietro la statua di San Tommaso, dove è previsto l’approdo simbolico di tre galee, condotte da tre gruppi iscritti alla Federazione Italiana Canottaggio di gozzo sportivo nazionale. Protagonista della cerimonia sarà anche il busto d’argento di san Tommaso apostolo, scortato dalla marineria.

Dopo l’approdo prenderà il via il Corteo Storico del maestro Ugo Busini – I Medievali, che attraverserà alcuni dei luoghi più caratteristici della città. Il corteo partirà dal molo Mandracchio e proseguirà lungo via del Porto, quindi sulla via verde nord della Costa dei Trabocchi, fino alla scalinata nord del Castello Aragonese. Da qui raggiungerà Largo Castello, la Passeggiata Orientale, la Scalinata dei Pescatori, la piazzetta dei Pescatori, vico dell’Allegria, piazzetta San Michele, via Morosini, vico dei Naviganti e infine piazza San Tommaso. L’arrivo del corteo è previsto alle 20.55 in piazza San Tommaso.

I figuranti entreranno quindi fino alla cripta della Cattedrale, luogo nel quale, secondo la tradizione, le reliquie dell’Apostolo sono custodite da quasi otto secoli.

Alle 21.00 avrà quindi inizio la Santa Messa, celebrata da S.E. Mons. Emidio Cipollone, Arcivescovo di Lanciano-Ortona.

La cerimonia di quest’anno è ancora più significativa perché è un’anteprima ad un importante anniversario che ci sarà il 17 febbraio 2027 quando Lanciano ed Ortona celebreranno il 600° anniversario del “Lodo di Pace” siglato tra lancianesi ed ortonesi, ad opera di San Giovanni da Capestrano dopo quasi due secoli di guerre fra le parti che alla fine capirono che la collaborazione avrebbe giovato entrambi e speriamo che questo possa essere di monito a quanto sta succedendo nel mondo dove l’ideologia del potere acceca le menti e continua a seminare guerre senza uscite. All’evento del prossimo anno le autorità locali sperano nella partecipazione di personalità istituzionali nazionali ed internazionali.

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