A venticinque anni dalla strage di Linate, una delle più gravi tragedie nella storia dell’aviazione civile italiana, l’aeroporto milanese ha ospitato una cerimonia commemorativa alla presenza dei familiari delle vittime, delle autorità e di rappresentanti istituzionali di diversi Paesi. Tra questi anche l’Ambasciatore di Danimarca, Peter Taksøe-Jensen, che ha partecipato all’evento in rappresentanza dell’Ambasciata danese a Roma.
L’8 ottobre 2001, alle 8.10 del mattino, un McDonnell Douglas MD-87 della compagnia SAS, diretto a Copenaghen, entrò in collisione con un Cessna Citation CJ2 privato sulla pista dell’aeroporto di Milano Linate. Le condizioni meteorologiche erano particolarmente difficili a causa di una fitta nebbia. Dopo l’impatto, l’aereo di linea uscì di pista e si schiantò contro l’edificio adibito allo smistamento bagagli.
L’incidente, causato da una concatenazione di errori umani e carenze nei sistemi di sicurezza aeroportuale, provocò la morte di 118 persone: passeggeri e membri degli equipaggi dei due velivoli, oltre a quattro addetti presenti nell’edificio colpito. Quel giorno, inoltre, il radar di terra non era operativo e la gestione del traffico di superficie avveniva esclusivamente tramite comunicazioni radio.
Nel ricordare l’anniversario, l’Ambasciata di Danimarca ha espresso la propria vicinanza alle vittime e alle loro famiglie, sottolineando come il dolore e il ricordo di quella tragedia continuino a essere presenti anche a distanza di un quarto di secolo. Una commemorazione che rinnova la memoria di un evento destinato a rimanere impresso nella storia dell’aviazione europea e italiana.

