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Cerimonia di apertura del World Food Forum, il videomessaggio del Presidente Meloni

Redazione by Redazione
12 Ottobre 2026
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Cerimonia di apertura del World Food Forum, il videomessaggio del Presidente Meloni
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Di seguito il testo integrale del videomessaggio del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione della cerimonia di apertura del World Food Forum (WFF) 2026, in corso a Roma, presso la sede della Fao.

Rivolgo il mio saluto al Direttore Generale della FAO, Qu Dongyu, al Vice Direttore Generale Maurizio Martina, a tutte le autorità in sala e ai partecipanti del World Food Forum in vista della Giornata mondiale dell’alimentazione del 16 ottobre.

Un saluto ai giovani che animeranno il Global Youth Forum qui presenti.

Per il terzo anno consecutivo la fame nel mondo è diminuita. Eppure, 645 milioni di persone ancora la soffrono e il numero più alto vive in Africa.

Per molte di loro non manca la terra, mancano gli strumenti per farla fruttare.

La sicurezza alimentare è oggi una delle grandi sfide globali. Guerre e cambiamenti climatici hanno mostrato quanto la disponibilità di cibo, la capacità produttiva e la resilienza dei sistemi agricoli siano elementi essenziali.

Lo sono, non solo per la crescita, ma anche per la stabilità delle Nazioni e per la sicurezza internazionale.

L’Italia non guarda a questa sfida da lontano ed è pronta, come sempre, ad assumersi le proprie responsabilità. È pronta ad assumersi responsabilità sempre maggiori.

Roma ospita le tre agenzie delle Nazioni Unite dedicate all’alimentazione. La nostra Nazione mette a disposizione le competenze, le tecnologie e le conoscenze maturate dalla propria filiera agroalimentare. Da Haiti fino al Sudan, dall’Ucraina all’Iniziativa Food for Gaza, da tempo l’Italia lavora stabilmente con la FAO anche nei teatri dell’emergenza alimentare.

Il Piano Mattei lavora in questa direzione. Vuole ridurre la malnutrizione, rafforzare le filiere locali, creare lavoro per i giovani e rendere l’agricoltura più resistente al clima in tutto il Continente africano. Dalla Costa d’Avorio alla Repubblica del Congo, dal Mozambico alla Tunisia, il Piano Mattei sostiene la modernizzazione del settore agricolo, con l’obiettivo di rafforzare le produzioni locali e la sovranità alimentare nazionale.

La collaborazione con imprese e operatori italiani contribuisce a condividere tecnologie, migliorando la trasformazione e la distribuzione, creando valore aggiunto lungo tutta la filiera. 

Queste esperienze mostrano che la sicurezza alimentare non significa semplicemente produrre cibo. Significa mettere le Nazioni in condizione di produrlo, trasformarlo e distribuirlo in modo autonomo. E per questo innovazione e formazione tecnica e scientifica sono decisive. 

Il nostro obiettivo è sostenere l’autosufficienza. Ogni popolo deve poter plasmare il proprio modello agroalimentare sulle base della propria identità. E deve poter rimanere nella propria terra, senza essere costretto a lasciarla perché quella terra non può più sfamarlo.

Al centro del Mediterraneo, l’Italia sente una responsabilità particolare: promuovere il legame tra Europa e Africa, attraverso partenariati fondati sulla reciprocità e sulla crescita condivisa. La sicurezza alimentare così diventa parte di una strategia più ampia: rafforzare lo sviluppo, creare occupazione, contrastare le vulnerabilità e contribuire alla stabilità dei nostri vicini.

Questo è il nostro impegno, ed è un impegno sul quale siamo ovviamente mobilitati insieme alla FAO.

Formulo a tutte le delegazioni presenti i migliori auguri di buon lavoro.

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