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Dichiarazione congiunta “Uniting for Consensus” sulla Riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

Redazione by Redazione
24 Settembre 2026
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Dichiarazione congiunta “Uniting for Consensus” sulla Riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite
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Il gruppo “Uniting for Consensus” (UfC) – composto da Argentina, Canada, Colombia, Costa Rica, Italia, Malta, Messico, Pakistan, Repubblica di Corea, San Marino, Spagna e Turchia – si è riunito oggi, 24 settembre 2026, in occasione della Settimana di Alto Livello dell’81ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per ribadire il proprio impegno incrollabile a favore della riforma del Consiglio di Sicurezza e per fare il punto sugli ultimi sviluppi del processo IGN, che rimane l’unica piattaforma legittima e inclusiva guidata dagli Stati membri per discutere della riforma del Consiglio di Sicurezza.

Il nostro obiettivo comune è quello di lavorare per un Consiglio più rappresentativo, democratico, trasparente, responsabile, efficace e in grado di rispondere alle sfide globali odierne. L’UfC è pienamente impegnata a favore di una riforma globale che rifletta gli interessi e le aspirazioni dell’intera membership delle Nazioni Unite.

Crediamo fermamente che l’ampliamento della categoria dei membri eletti, anche attraverso seggi a rotazione a più lungo termine, contribuirà al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, preservando al contempo il principio dell’uguaglianza sovrana. Tale ampliamento rappresenterebbe il modo più equo e democratico per affrontare la storica sottorappresentanza dell’Africa, nonché quella di altre regioni sottorappresentate, tra cui l’Asia-Pacifico, l’America Latina e i Caraibi. L’UfC ribadisce la propria opposizione alla creazione di nuovi seggi permanenti.

Riconosciamo inoltre l’importanza di rispondere alle aspirazioni dei gruppi interregionali. L’Assemblea Generale ha recentemente concordato di proseguire le discussioni sulla questione della rappresentanza dei gruppi interregionali, tenendo conto del fatto che gli Stati insulari in via di sviluppo (SIDS), gli Stati arabi e altri soggetti, come l’Organizzazione della Cooperazione Islamica, sono stati menzionati nelle discussioni dell’IGN.

Apprezziamo il lavoro svolto dai co-Presidenti per promuovere un dialogo produttivo e i progressi compiuti durante l’80ª sessione, che hanno contribuito a discussioni costruttive e trasparenti sulla riforma e sono stati arricchiti dall’analisi di modelli concreti, come quello presentato dall’Unione Africana. Sosteniamo il mandato dei copresidenti e, in vista della ripresa dei lavori dell’IGN, rinnoviamo l’appello a tutti gli Stati membri affinché si impegnino in modo più flessibile e costruttivo.

L’UfC ribadisce che l’IGN, in conformità con la Decisione 62/557 dell’Assemblea Generale, costituisce il quadro di riferimento per portare avanti una riforma globale del Consiglio di Sicurezza. Il percorso da seguire deve basarsi sul dialogo, sulla flessibilità e sul compromesso, affrontando in modo globale i cinque gruppi di temi interconnessi e cercando il più ampio consenso politico possibile. L’UfC è pronta a partire dai punti di convergenza e sostiene la più ampia partecipazione degli Stati membri all’IGN, al fine di raggiungere un consenso su una riforma globale.

Il modello presentato da Uniting for Consensus prevede il miglioramento dei metodi di lavoro del Consiglio e delle relazioni tra il Consiglio e l’Assemblea Generale. Pur sostenendo l’abolizione del diritto di veto, e senza interferire con l’esame della riforma del Consiglio di Sicurezza da parte dell’IGN, dovremmo agire insieme nell’immediato per procedere verso la sua limitazione in circostanze specifiche, quali, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, le atrocità di massa e i crimini di guerra, in linea con le iniziative esistenti, quali l’iniziativa franco-messicana e il codice di condotta ACT.

Durante l’81ª sessione dell’Assemblea Generale, UfC rimane pronta a collaborare in modo costruttivo con il Presidente dell’Assemblea Generale, i futuri co-Presidenti dell’IGN e con tutti gli Stati membri per portare avanti l’aspirazione condivisa di un Consiglio di Sicurezza riformato, che sia meglio attrezzato per servire gli interessi della comunità internazionale nel suo complesso e per adempiere alla sua responsabilità fondamentale di mantenere la pace e la sicurezza internazionali.

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