L’Ambasciatore Leonardo Bencini, Rappresentante Permanente d’Italia presso la Conferenza sul Disarmo (CD), ha tenuto oggi il suo ultimo intervento in plenaria, segnando la fine del suo mandato a Ginevra dopo quattro anni di servizio.
Nel suo intervento, l’Ambasciatore Bencini ha osservato che, mentre il 2025 aveva registrato un “risultato notevole” con l’istituzione tempestiva di organi sussidiari sotto presidenza italiana — la prima volta dal 1996 che ciò avveniva all’inizio della sessione — nel 2026 è stato “fatto un passo indietro”, tornando a un formato meno strutturato.
Ha sottolineato che le difficoltà della CD non derivano da carenze intrinseche dell’organo stesso, ma da “divisioni decennali profondamente radicate e politicamente sensibili” e dall’attuale stato di tensione delle relazioni internazionali. “Quando la fiducia reciproca è ai minimi storici e il dialogo vacilla”, ha osservato Bencini, “come possiamo aspettarci una svolta sulle delicate questioni di sicurezza di cui ci occupiamo in questo organo?”.
L’Ambasciatore Bencini ha espresso preoccupazione per una crescente tendenza critica verso la CD, “non controbilanciata da proposte costruttive o approcci alternativi”, ricordando le concrete proposte avanzate dall’Italia. Ha ribadito il valore continuativo della CD come foro di discussione, anche su questioni emergenti legate alle nuove tecnologie, e ha accolto con favore la partecipazione ad alto livello politico, come la visita del Sottosegretario di Stato USA DiNanno lo scorso febbraio.
Concludendo con una nota di speranza, ha elogiato i “diplomatici competenti e impegnati” che compongono la comunità del disarmo, definendoli “capitale umano di cui avremo grande bisogno un giorno, si spera presto, quando negozieremo nuovamente trattati”.
“A volte, quando il tempo è incerto, come oggi, tutto ciò che dobbiamo fare è aspettare che il sole torni e rimanere convinti che tornerà”, ha detto l’Ambasciatore Bencini.

