La Festa Nazionale svizzera, celebrata ieri nella cornice raffinata di Villa Monticello, sede dell’Ambasciata elvetica, ha assunto come da tradizione il tono di un appuntamento diplomatico di alto profilo, capace di coniugare eleganza, partecipazione e profondità istituzionale. La villa, immersa in un’atmosfera ricca di fascino e suggestioni, ha accolto una platea numerosa, composta da rappresentanti del corpo diplomatico, esponenti delle istituzioni, professionisti, giornalisti ed esponenti della diaspora. A rappresentare il Governo italiano era presente il Ministro della Salute Orazio Schillaci.

Nel suo discorso di benvenuto, dopo l’impeccabile esecuzione degli inni nazionali della Banda della Polizia di Stato, l’Ambasciatore Roberto Balzaretti ha richiamato il valore dei legami umani che sostengono da sempre l’amicizia tra Svizzera e Italia. Una relazione che si fonda sulla vicinanza geografica, culturale e linguistica, e che trova conferma nei numeri: oltre settecento chilometri di frontiera condivisa, un miliardo di euro di scambi commerciali ogni settimana, una lingua comune che facilita dialogo e collaborazione. Elementi che raccontano un rapporto solido, quotidiano, radicato nel tempo.
Subito dopo aver richiamato la solidità dei rapporti bilaterali, l’Ambasciatore ha voluto soffermarsi sulla dimensione più autentica di questa relazione, ricordando che “prima di ogni cosa importano i legami umani che la storia e la secolare vicinanza hanno tessuto e rinforzato“. Un passaggio particolarmente sentito è stato dedicato alla tragedia di Capodanno a Crans-Montana, definita “un momento doloroso che ci chiama alla ricerca della piena verità e della giustizia“, e che ha mostrato — nelle sue parole — “un esempio di professionalità e solidarietà” grazie all’intervento congiunto di soccorritori svizzeri, italiani e di altri Paesi. Balzaretti ha poi richiamato la necessità, in un contesto internazionale più fragile, di riportare “l’umano, il livello locale e l’ascolto al centro delle nostre attività“, sottolineando come la diplomazia contemporanea debba saper costruire fiducia attraverso la presenza, il dialogo e la vicinanza ai territori.

La serata, scandita da un protocollo sobrio e da una convivialità misurata, ha offerto momenti di autentica partecipazione. Il buffet, costruito attorno ai prodotti tipici locali, ha proposto gli immancabili formaggi e la tradizionale cioccolata svizzera, molto apprezzati dagli ospiti. Grande interesse anche per i gadget dedicati alla Festa Nazionale, richiesti con entusiasmo e divenuti simbolo di una celebrazione vissuta con spirito di vicinanza.

La Festa Nazionale ha così unito tradizione e contemporaneità, offrendo una celebrazione intensa e composta, in cui la dimensione istituzionale si è intrecciata con la partecipazione del pubblico, restituendo l’immagine di una comunità coesa, attenta e partecipe. Una serata che ha confermato la capacità della diplomazia di creare luoghi di incontro, di ascolto e di relazione, valorizzando la presenza delle persone come elemento centrale del dialogo bilaterale.

In questo quadro si inserisce anche “In Cammino con la Svizzera”, il progetto di diplomazia pubblica realizzato dall’Ambasciata in collaborazione con il Consolato generale di Svizzera a Milano: un viaggio attraverso le venti regioni italiane per incontrare territori, ascoltare comunità e consolidare nuove relazioni. Un’iniziativa che interpreta la diplomazia come presenza attiva, capace di avvicinare persone e istituzioni e di rendere il dialogo bilaterale un’esperienza condivisa, confermando la volontà di costruire, insieme, nuovi percorsi di collaborazione.


