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Andrea Cecchi, Console Onorario del Commonwealth delle Bahamas a Firenze: “Con Italia relazioni in crescita costante. L’immagine che voglio trasmettere è quella di un Paese fiero delle proprie origini”

Redazione by Redazione
5 Giugno 2026
in Interviste
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Andrea Cecchi, Console Onorario del Commonwealth delle Bahamas a Firenze: “Con Italia relazioni in crescita costante. L’immagine che voglio trasmettere è quella di un Paese fiero delle proprie origini”
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C’è un filo che unisce Firenze alle Bahamas e passa attraverso la storia personale di Andrea Cecchi, classe 1969, analista economico per Moneta Aurea Investimenti Spa, ufficiale dell’Aeronautica Militare in congedo, autore di tre volumi dedicati al valore dell’oro con alle spalle trentadue anni di esperienza nel settore bancario italiano.

Oggi Cecchi è Console Onorario del Commonwealth delle Bahamas a Firenze e coordinatore del Movimento Associativo Italiani all’Estero per le Bahamas, ruolo che vive come un ponte umano prima ancora che istituzionale.

Nelle sue parole affiora spesso l’idea di un legame che nasce dall’incontro tra culture, lasciando intuire la volontà di raccontare un Paese che non è solo mare cristallino, ma identità, resilienza, creatività. E quando parla del “suo” Consolato a Firenze, emerge una visione concreta e inclusiva, spunto per descrivere un lavoro quotidiano fatto di ascolto, tutela e orientamento.

L’attenzione del Console ai temi globali è altrettanto netta: “le Bahamas sono in prima linea sui temi climatici…” ricorda, sottolineando come la diplomazia contemporanea non possa prescindere dalle sfide ambientali che segnano il destino delle piccole isole. Accanto all’impegno istituzionale, Cecchi porta avanti un’idea di solidarietà che non ha bisogno di proclami: i proventi dei suoi libri sono interamente devoluti in beneficenza attraverso l’Associazione Italia Bahamas, un gesto che restituisce coerenza a un percorso personale fondato sulla responsabilità.

In questo dialogo, il Console ripercorre le traiettorie della cooperazione tra Italia e Bahamas, le opportunità economiche emergenti, le affinità culturali inattese e le storie che hanno segnato il suo mandato, tra ricordi luminosi e momenti difficili, sempre con lo sguardo rivolto a nuove iniziative in grado di rafforzare un ponte tra due mondi solo apparentemente lontani.

Console, come si lega la sua storia personale alle Bahamas? “Sono sposato con una cittadina delle Bahamas dal 1998. Abbiamo una figlia di 26 anni”.

Come descriverebbe oggi il rapporto tra Italia e Bahamas, sia sul piano politico che economico? “Il rapporto è ottimo. Stiamo lavorando a molti progetti insieme. Tra l’altro ci sono grossi gruppi del settore del turismo e della gastronomia che si stanno muovendo in modo importante, tra i quali posso citare Bulgari con Cave Cay a Exuma”.

Quali sono le principali priorità del Consolato Onorario delle Bahamas a Firenze? “Il Consolato di Firenze è un punto di riferimento per dare assistenza ai cittadini delle Bahamas in Italia. In questo momento sto lavorando ad un progetto molto entusiasmante che riguarda l’arte ed ho finanziato una borsa di studio per due artisti delle Bahamas che saranno a Firenze a luglio per un corso di perfezionamento”.

In quali ambiti ritiene ci siano margini di crescita nella cooperazione con le istituzioni italiane? “Il rapporto è molto importante se si pensa a quanto Italia e Bahamas siano collegate storicamente… La prima terra toccata da Cristoforo Colombo è stata San Salvador, alle Bahamas. I margini di crescita sono a mio avviso illimitati e nel corso del mio mandato intendo promuovere la relazione diplomatica in questo senso. Già mi sto occupando attivamente di arte, commercio, mercato immobiliare e solidarietà”.

Qual è l’immagine delle Bahamas che vorrebbe trasmettere oltre la dimensione turistica? “La storia delle Bahamas è molto interessante e poco conosciuta. Si intreccia con l’epoca coloniale, con la tratta degli schiavi e con il fenomeno dei pirati. Poi l’indipendenza del 1973, che ha donato a questo popolo un grande senso di patriottismo sottolineato da uno degli inni nazionali, a mio avviso, più belli del mondo. L’immagine, quindi, di un Paese fiero delle proprie origini”.

Quali elementi culturali locali ritiene più affini alla sensibilità italiana? “La musica e l’arte innanzitutto. Poi, la gastronomia e la simpatia. Bahamiani e italiani hanno in comune tantissime cose. Ci piace ridere, siamo belli ed eleganti con classe e stile”.

Le Bahamas, oltretutto, sono in prima linea sui temi climatici… “ Si, certamente. La preoccupazione per gli uragani si ripresenta ogni anno durante la stagione autunnale. Inoltre, solo di recente, si è iniziato a monitorare i coralli che sono la base per la salute della vita marina. Nostra figlia è biologa marina e si occupa proprio di questo, presso il Cape Eleuthera Institute”.

Quali sono oggi i settori più dinamici dell’economia del Paese? “Turismo, pesca, mercato immobiliare e settore finanziario, con le banche offshore a Nassau”.

In quali settori ritiene ci siano spazi concreti per imprese italiane, in particolare toscane? “Mi sono già mosso in proposito per agevolare l’export italiano e posso dire con successo. Il problema rimane la distanza unita ai costi di spedizione… ma proprio per questo motivo le Bahamas stanno iniziando a guardare nuovamente all’Italia, vista la crescita dei prezzi cargo dalla Cina dovuti alla maggior distanza”.

Come si sta evolvendo il turismo e quali segmenti interessano maggiormente il mercato europeo? “Il turismo è in crescita costante. A parte Nassau che è un capitolo a sé, alle Bahamas interessa ora sviluppare le altre isole dette Family Islands che sono paradisiache. In questo momento stanno promuovendo molto Eleuthera, con importanti opere pubbliche infrastrutturali. Di recente stanno arrivando molti più europei, ma i collegamenti aerei sono impegnativi e si potrebbe migliorare”.

Quali iniziative culturali o accademiche potrebbero rafforzare, a suo avviso, il legame tra i due Paesi? “Per procedere in questa direzione ho preso accordi con la Fondazione Bonanni di Firenze, dove si svolgerà il corso di formazione di cui ho accennato prima. Sarebbe bello partecipare tutti noi consoli onorari per riportare l’arte in Italia, e magari proprio a Firenze, come centro di riferimento mondiale per il dialogo tra i popoli per la pace, ripartendo dall’ arte come lingua universale. Ho già proposto questo al Corpo Consolare di Firenze e spero di riuscire a sviluppare questa iniziativa. Poi sto lavorando al settore universitario per consentire agli studenti delle Bahamas di venire a studiare in Italia. Per esempio a Firenze o a Trieste”.

Come è percepita l’Italia alle Bahamas e quali elementi attraggono maggiormente? “L’Italia è amata da tutti nel mondo. I bahamensi vengono in Italia per fare shopping, per il cibo squisito e per motivi religiosi e, ovviamente, sono molto attratti anche dallo Stato Vaticano”.

Quali sono le esigenze più frequenti della comunità bahamense in Italia? “Le Bahamas hanno una popolazione molto piccola in generale. Mi sono occupato di passaporti, permesso di soggiorno, documenti e organizzazione di soggiorno per gruppi di turisti. Il mio ruolo di assistente è quindi molto facile. Su questo scherzavo con Fabio Fanfani, console delle Filippine, che rappresenta invece, una comunità molto più numerosa”.

Qual è in definitiva il suo ricordo più bello da Console Onorario? “Non ho fatto niente di eroico ..piccole cose, ma il ricordo più bello è stato quando ho fatto una donazione dopo l’uragano Dorian. Tramite la Reporter Shenique Miller ho fatto consegnare 500 dollari a sette famiglie che avevano perso tutto e in TV dicevano in lacrime “Grazie Italia!”. 

E il più brutto? “Ancora non ero Console, ma c’è stato un episodio tremendo di due cittadini delle Bahamas morti a Torino in circostanze misteriose. Avrei voluto essere presente per portare conforto alle famiglie quando sono venute in Italia a riprendere le salme”.

Tra le tante personalità conosciute ne ricorda una in particolare? “Sono una persona umile. Secondo me, ogni essere umano è una personalità. Siamo in questo mondo per aiutarci l’un l’altro”. 

Prossime iniziative in programma? “Dopo la prima borsa di studio che ho messo a disposizione per due studenti a luglio, sto lavorando insieme ad altri italiani alle Bahamas ad una mostra a Roma. Poi, tramite la One Eleuthera Foundation sto organizzando un seminario di cucina italiana tramite il professor Alessandro Broccia che si è reso disponibile per andare alle Bahamas a insegnare ai cuochi locali come si fa da mangiare “per benino”, come si dice a Firenze”.

Intervista di Marco Finelli

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