di Cesare G. Ardito*
C’è grande soddisfazione oggi per lo sblocco del rilascio della Carta d’Identità Elettronica anche in Italia per gli iscritti all’AIRE dal 1 giugno 2026. È una battaglia che mi sta molto a cuore da anni, e per cui mi sono impegnato in più occasioni. I3Italy, l’iniziativa che ho fondato per informare e aiutare gli italiani in Inghilterra, fu tra le organizzazioni che parteciparono alla petizione MobilitiamoCIE, promossa dalla Germania proprio per sbloccare questa possibilità. Ancora nel 2025 proposi al Comites di Manchester, che ho l’onore di presiedere, di sottoscrivere una lettera da inviare al Ministero degli Esteri e al Ministero dell’Interno per sollecitare lo sblocco di questa possibilità, evidenziando come ciò sarebbe stato molto positivo per tutti gli italiani all’estero e in particolare anche per gli italiani residenti nel Regno Unito, nonostante la Brexit.
Per questo esprimo gratitudine a tutti coloro che, in modi diversi, hanno contribuito a ottenere questo risultato: le associazioni e le realtà degli italiani all’estero che hanno tenuto alta l’attenzione sul tema, i parlamentari eletti all’estero che hanno raccolto queste istanze e le hanno portate nelle sedi legislative, e il Ministero degli Esteri e il Ministero dell’Interno per il lavoro amministrativo e organizzativo necessario a rendere questa possibilità concreta.
Ora questa possibilità è diventata realtà. Molto positivo che, come svelato dalla recente circolare del 29 maggio, la misura sia stata definita con attenzione anche agli aspetti pratici: non si limita soltanto a consentire il rilascio della CIE in Italia agli iscritti AIRE, ma introduce modalità pensate per renderlo facile e accessibile. Ad esempio, è previsto l’invio per posta all’estero. Questo significa che anche una persona che visita l’Italia solo per qualche giorno potrà prendere appuntamento presso un Comune, farsi prelevare le impronte e poi ricevere la CIE direttamente all’estero, al proprio indirizzo di residenza. Non dovrà delegare un parente al ritiro o inventarsi altre soluzioni complicate per recuperare il documento.
La novità è rilevante per almeno tre motivi: dà agli italiani all’estero una modalità facile per ottenere un secondo documento italiano di identità, riducendo i molti disagi legati ai periodi in cui si resta senza passaporto valido.
In particolare, la CIE può essere utilizzata per viaggiare verso l’Italia da molti paesi nel mondo, incluso il Regno Unito. Inoltre, per molti italiani può essere usata anche per tornare nel Regno Unito, cioè per chi ha pre-settled status o settled status: si tratta della maggioranza degli italiani nel Regno Unito che erano già residenti prima della Brexit.
È inoltre ottimo che la CIE includa un’identità digitale già attiva all’emissione. È comoda per i cittadini, che possono usarla per accedere ai portali della pubblica amministrazione, ma anche per chi offre servizi di assistenza ai connazionali, per esempio presso uno sportello del cittadino.
Ora sarà importante far conoscere questa possibilità nel modo più ampio possibile, anche attraverso la rete consolare e le realtà associative degli italiani all’estero, perché molti connazionali possano beneficiarne concretamente.
È un risultato concreto, che farà la differenza per decine di migliaia di persone che hanno o avranno difficoltà a rinnovare il passaporto ma avranno ancora una CIE valida con sé, trasformando il problema quasi esistenziale di trovarsi senza documenti validi in un paese estero in un disagio molto più contenuto.
*Presidente Comites Manchester
