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L’Ambasciata dell’Azerbaigian presso la Santa Sede festeggia a Roma il Giorno dell’Indipendenza

Redazione by Redazione
28 Maggio 2026
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L’Ambasciata dell’Azerbaigian presso la Santa Sede festeggia a Roma il Giorno dell’Indipendenza
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Nella splendida cornice dell’Hotel “The St. Regis di Roma”, martedì scorso, si è tenuto un evento celebrativo dedicato a una ricorrenza fondamentale per la storia dell’Azerbaigian: il 108º anniversario dell’Indipendenza, che segna la proclamazione della prima Repubblica democratica e laica del mondo musulmano. La serata, improntata ai valori della condivisione, dell’amicizia, dell’ospitalità e dell’eleganza, è stata arricchita da esibizioni musicali e dalla cucina tradizionale azerbaigiana.

Dopo l’esecuzione degli inni nazionali, l’evento si è aperto con i saluti l’Ambasciatore della Repubblica dell’Azerbaigian presso la Santa Sede, Ilgar Mukhtarov, che ha accolto il numeroso pubblico composto da rappresentanti del Vaticano, con la partecipazione dell’Arcivescovo Paul Richard Gallagher in qualità di ospite d’onore, rappresentanti del corpo diplomatico, del mondo dell’istruzione, dei media e della comunità azerbaigiana.

Nel suo discorso, l’Ambasciatore ha innanzi tutto ricordato come “questa giornata sia nel cuore del popolo azerbaigiano per i suoi importanti traguardi“, in particolare per l’introduzione delle tradizioni parlamentari, della democrazia e dell’uguaglianza. “Nel 1918, l’Azerbaigian divenne il primo Paese del mondo musulmano a concedere alle donne il diritto di voto e di eleggibilità, persino prima di molti Paesi occidentali – ha sottolineato Mukhtarov evidenziando poi che – l’indipendenza non è soltanto un atto politico: è la volontà e la responsabilità di plasmare il destino della propria nazione. Guidato da questi principi – ha proseguito il diplomatico – l’Azerbaigian è storicamente divenuto un punto d’incontro tra diverse civiltà, religioni e culture. I valori della convivenza pacifica, del dialogo e della comprensione reciproca sono diventati parte essenziale della vita quotidiana e della politica statale del nostro Paese. Una chiesa del IV secolo e una moschea risalente al 743 sono state preservate fino a oggi e continuano a essere attivamente utilizzate nel mio Paese. Non è un caso – ha concluso l’Ambasciatore – che, durante la storica visita apostolica in Azerbaigian nel 2002, Sua Santità Papa Giovanni Paolo II abbia descritto il nostro Paese come un luogo in cui si preservano le tradizioni della tolleranza, dove convergono diverse civiltà e religioni, e un Paese che funge da importante ponte tra Oriente e Occidente“.

L’Ambasciatore ha poi ripercorso le tappe delle relazioni tra l’Azerbaigian e la Santa Sede, entrate in una nuova fase di sviluppo dopo il ripristino dell’indipendenza della Repubblica dell’Azerbaigian nel 1991, caratterizzate da una crescente cooperazione in ambito politico, culturale e in numerosi altri settori, e ha ricordato i molti accordi di cooperazione, sottoscritti nel tempo, e le numerose visite bilaterali, tra cui quella dello scorso ottobre del Primo Vicepresidente del Paese, Mehriban Aliyeva, durante la quale si sono svolti incontri ai massimi livelli istituzionali e la piantumazione di un albero di melograno, quale simbolo di amicizia tra i due Stati. Ha inoltre sottolineato la decisione, promossa su iniziativa del Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian, di realizzare una nuova chiesa cattolica nella città di Baku, il cui completamento è previsto per il prossimo anno.

L’Ambasciatore ha inoltre sottolineato come, dopo il ripristino della piena integrità territoriale e sovranità dell’Azerbaigian in conformità al diritto internazionale, il Paese stia portando avanti un ampio programma di riqualificazione e sviluppo della regione, con la ricostruzione su larga scala dei territori liberati dall’occupazione armena e la bonifica da mine e ordigni inesplosi. Pur non essendo ancora stato firmato un accordo di pace definitivo, Mukhtarov ha evidenziato come Azerbaigian e Armenia abbiano già avviato l’esplorazione di possibili forme di cooperazione economica e commerciale.

È stato infine ribadito che il dialogo, la comprensione reciproca e la convivenza pacifica rappresentano elementi essenziali per la stabilità e la prosperità future della Regione.

Ha preso poi la parola il Monsignor Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali della Santa Sede, il quale dopo aver ringraziato per l’invito, ha evidenziato l’apprezzamento della Santa Sede per le relazioni bilaterali positive con l’Azerbaigian, fondate su mutuo rispetto e cordialità e con l’impegno a proseguire nel loro rafforzamento, facendo poi un riferimento alle molte visite bilaterali e ai numerosi accordi di cooperazione sottoscritti negli anni nei più ampi ambiti. Gallagher ha anche ringraziato le autorità dell’Azerbaigian, ponte tra Est e Ovest, per la decisione di erigere una nuova chiesa dedicata a San Giovanni Paolo II e ha inoltre espresso apprezzamento per il multiculturalismo e la coesistenza di fedi all’interno del Paese.

Al termine degli interventi, gli artisti azerbaigiani Shahriyar Imanov ed Etibar Asadli, hanno guidato gli ospiti in un viaggio musicale di grande intensità, accompagnato dai piatti tipici della cucina azerbaigiana.

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