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Christophe Schiltz, Ambasciatore del Granducato del Lussemburgo: “Le nostre relazioni con l’Italia sono eccellenti e guardano al futuro. È impossibile non rimanere colpiti da Roma”

Redazione by Redazione
12 Febbraio 2026
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Christophe Schiltz, Ambasciatore del Granducato del Lussemburgo: “Le nostre relazioni con l’Italia sono eccellenti e guardano al futuro. È impossibile non rimanere colpiti da Roma”
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In un momento in cui l’Europa riscopre il valore delle sue alleanze più solide, il Lussemburgo guarda all’Italia con un entusiasmo che non è solo diplomatico ma anche profondamente culturale. A confermarlo è Christophe Schiltz, Ambasciatore del Granducato a Roma, giurista dalla formazione internazionale — da Strasburgo a Cambridge, fino al Collegio d’Europa — e figura di primo piano nelle istituzioni del suo Paese: già Presidente del Consiglio di Stato, membro della Corte Permanente di Arbitrato dell’Aia e protagonista di una lunga esperienza nel Ministero degli Affari Esteri, all’interno del quale ha ricoperto ruoli chiave nel settore giuridico e nella cooperazione allo sviluppo.

Con un approccio pragmatico e insieme appassionato, Schiltz descrive le relazioni bilaterali come “eccellenti”, ricordando che Italia e Lussemburgo condividono “radici lontane e valori comuni, essendo entrambi Paesi fondatori dell’Unione Europea”. Una sintonia che si traduce in scambi politici intensi, cooperazione economica in crescita e un tessuto umano fatto di migliaia di cittadini italiani perfettamente integrati nel Granducato, protagonisti di una storia migratoria che continua a lasciare un segno profondo.

Dalla finanza allo spazio, dall’innovazione al digitale, l’Ambasciatore individua nuovi margini di sviluppo e sottolinea l’importanza del contatto diretto: “Il rapporto personale è fondamentale nelle relazioni internazionali”. E mentre racconta la sua vita romana — tra scoperte culturali, chitarra e passeggiate nei quartieri storici — emerge il ritratto di un diplomatico curioso, attento, capace di leggere l’Italia con uno sguardo insieme istituzionale e profondamente umano.

La sua visione restituisce un Lussemburgo moderno, aperto, sorprendentemente dinamico, e un’Italia osservata con rispetto, affetto e un sincero desiderio di collaborazione. Ed è in questo intreccio di storia condivisa, prospettive comuni e nuove opportunità che prende forma un dialogo capace di illuminare non solo le priorità del Granducato, ma anche la sensibilità di un Ambasciatore che interpreta la diplomazia come un esercizio quotidiano di ascolto, presenza e costruzione di legami duraturi.

Eccellenza, come descriverebbe oggi lo stato delle relazioni diplomatiche tra Italia e Lussemburgo? “Eccellenti, e sono davvero lieto di poterlo affermare. Le relazioni diplomatiche tra Italia e Lussemburgo hanno radici lontane e si fondano su legami molto stretti, basati su valori comuni, essendo entrambi Paesi fondatori dell’Unione Europea. Questo vale sul piano politico, come dimostrano le numerose visite di alto e altissimo livello, tra cui l’ultima visita ufficiale del Presidente Mattarella in Lussemburgo lo scorso giugno. Vale anche sul piano economico, dato che l’Italia è il nostro quinto partner commerciale più importante. Lo stesso si può dire per i rapporti tra i nostri cittadini: gli italiani rappresentano la terza comunità straniera in Lussemburgo, sono molto ben integrati e costituiscono una parte significativa del Paese e della sua storia”.

Quali sono le priorità dell’Ambasciata per rafforzare ulteriormente il rapporto tra i due Paesi? “Sono molteplici, in linea con la diversità delle nostre relazioni con l’Italia. Da un lato naturalmente poniamo l’accento sulle relazioni diplomatiche e politiche di alto livello, lavorando molto sugli scambi, gli incontri e le visite dei nostri rispettivi ministri. Il contatto personale diretto è infatti fondamentale nelle relazioni internazionali. Dall’altro, ci impegniamo a rafforzare ulteriormente le relazioni economiche e commerciali. Come ho sottolineato, sono già molto importanti, ma ritengo ci sia ancora potenziale da sviluppare. Cerchiamo quindi di moltiplicare i contatti con attori economici, imprese, camere di commercio e Confindustria, per tessere una rete ancora più forte e sostenere la cooperazione reciproca. L’economia italiana è molto diversificata e ricca di PMI innovative; per questo mi reco spesso nelle diverse Regioni per incontrare gli attori principali sul territorio. Senza dimenticare la dimensione culturale, che oggi contribuisce fortemente al rafforzamento dei legami tra i nostri due Paesi. Un punto importante sarà anche sostenere ulteriormente gli scambi e la cooperazione culturale”.

L’Ambasciatore Christophe Schiltz incontra la Sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi
(copyright: Ambasciata del Lussemburgo/MAE)

Quali settori, a suo avviso, offrono oggi le maggiori opportunità di crescita reciproca? “La cooperazione è già molto stretta in molti settori. Ad esempio in quello finanziario e bancario, grazie alla presenza nel nostro Paese di numerose banche e assicurazioni italiane. Lussemburgo e Milano sono due importanti centri finanziari e lo sviluppo di questo settore offre ulteriori opportunità di crescita. Un altro ambito rilevante è quello spaziale, con un accordo già firmato tra le nostre agenzie spaziali e diverse collaborazioni tra le nostre aziende. Il satellite governativo lussemburghese per l’osservazione della Terra, LUXEOSys, è stato costruito proprio a Milano. Ritengo che questo settore abbia ancora un grande potenziale. I nostri due Paesi sono inoltre molto attivi nel campo dell’innovazione, del digitale e dell’intelligenza artificiale. Come l’Italia, anche il Lussemburgo punta molto sull’innovazione, sul sostegno alle start‑up e sulla sicurezza informatica. Entrambi disponiamo di supercomputer e i legami si stanno sviluppando anche a questo livello”.

L’Ambasciatore Christophe Schiltz incontra il Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga
(copyright: Ambasciata del Lussemburgo/MAE)
 

In generale, com’è percepita l’Italia in Lussemburgo? “L’Italia ha un’immagine molto positiva. Da un lato grazie ai legami personali e al numero impressionante di italiani e lussemburghesi di origine italiana, che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo del mio Paese. Dall’altro, l’Italia è una destinazione molto amata per le vacanze: la nostra compagnia aerea Luxair copre da sola 16 destinazioni verso il Bel Paese. Personalmente conservo ricordi molto belli delle vacanze in Toscana con la mia famiglia. Naturalmente la gastronomia italiana è imprescindibile, anche in Lussemburgo. L’iscrizione della cucina italiana nel patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO è pienamente giustificata e desidero congratularmi con voi per questo traguardo. L’Italia è sempre più anche una destinazione per i nostri studenti, in particolare a Roma, e attira anche i nostri sportivi, come Seid Korać in Serie B con il Venezia FC o Anne Simon nel Magnolia Basket Campobasso in Serie A1”.

A proposito della comunità italiana in Lussemburgo, quale contributo offre al Paese? “La sua presenza non può essere sottovalutata ed è estremamente positiva. Le origini risalgono alla fine del XIX e all’inizio del XX secolo, quando i primi migranti arrivarono per lavorare nelle miniere e nell’industria siderurgica. Da allora la comunità si è rafforzata notevolmente. Oggi gli italiani costituiscono circa il 5% della popolazione, a cui si aggiungono i lussemburghesi di origini italiane, ancora più numerosi. Hanno contribuito in modo significativo alla ricchezza economica, culturale e gastronomica del Paese. Senza gli italiani, il Lussemburgo non sarebbe quello che è oggi”.

Quali sono, secondo lei, gli aspetti meno conosciuti del Lussemburgo che meriterebbero maggiore attenzione? “Direi che è un Paese accogliente e sicuro, in cui si vive molto bene. I trasporti pubblici sono gratuiti — treni, autobus e tram, la cui rete è in ampliamento. È un Paese molto internazionale, con comunità e lingue diverse. L’economia è aperta e dinamica e il governo sostiene fortemente innovazione, start‑up e ricerca. L’ecosistema lussemburghese, che crea legami tra settore finanziario, private equity e giovani imprenditori, offre opportunità importanti anche alle imprese italiane. Il Lussemburgo è inoltre il Paese di Schengen, simbolo dell’integrazione europea e della libera circolazione”.

Parliamo un po’ di lei. Come si trova a Roma? “Molto bene. È una città splendida, con persone simpatiche e tantissime cose da scoprire, tra siti storici e cultura. E naturalmente va sottolineata ancora una volta la qualità della cucina italiana…”.

Coltiva qualche hobby in particolare? “A Roma un hobby imperdibile è la scoperta della città, dai luoghi storici a quelli più nascosti. L’offerta culturale è incredibile: musei, siti archeologici, mostre al Mattatoio, concerti all’Auditorium Parco della Musica o alla Casa del Jazz. In Italia ho anche ricominciato a suonare un po’ la chitarra e cerco di praticare sport regolarmente, anche se non è sempre facile conciliare tutto”.

C’è un aneddoto legato a questa esperienza che le va di raccontare? “Mi ha colpito molto il consiglio del Presidente Mattarella durante la consegna delle lettere credenziali: viaggiare in Italia, visitare le regioni, incontrare le persone per conoscere davvero questo bellissimo Paese così variegato”.

E un luogo che l’ha colpita particolarmente? “È impossibile non rimanere colpiti da Roma. È l’unica città al mondo dove a ogni angolo c’è qualcosa da scoprire. Amo quartieri come Monti e Testaccio. Oltre a Roma e Ostia Antica, ho visitato Napoli e Pompei, che trovo impressionante. Sono stato spesso al nord — Milano, Torino, Venezia, Bologna, Trieste. Non vedo l’ora di scoprire Sicilia e Sardegna. Come turista sono stato in Puglia e conto di tornarci presto. E rimango sempre piacevolmente sorpreso quando vedo in Italia strade con nomi di città o villaggi lussemburghesi, simbolo dei nostri forti legami”.

Fra le tante personalità incontrate nell’arco della sua carriera diplomatica, ne ricorda una in particolare? “Nel corso della mia carriera ho incontrato molte personalità famose — presidenti, primi ministri, artisti — ma anche persone poco conosciute. Ogni incontro può essere interessante. Ritengo che le persone che si ricordano di più siano quelle che colpiscono per presenza, gentilezza, competenza e saggezza, più che per il loro status. Se devo citarne una, direi il Presidente Mattarella, persona amabile che riunisce tutte queste qualità. È sempre un piacere e un onore incontrarlo. Come Ambasciatore ho anche assistito alle Special Olympics a Torino lo scorso anno, insieme all’allora Granduca ereditario Guillaume. Mi hanno molto colpito gli atleti, il loro entusiasmo e la dedizione dei loro accompagnatori”.

L’Ambasciatore Cristophe Schiltz saluta il Presidente Sergio Mattarella durante la sua visita ufficiale in Lussemburgo il 10 giugno 2025
(copyright: SIP / Emmanuel Claude)

Qual è in definitiva il ricordo più bello della sua carriera diplomatica? “Ho avuto la fortuna di svolgere attività molto diverse, quasi professioni distinte: Capo del Servizio Giuridico del Ministero degli Esteri, direttore generale della Cooperazione allo Sviluppo e dell’Azione Umanitaria, e poi Ambasciatore in Italia. Sul piano giuridico ho avuto la fortuna di fare parte della squadra di negoziazione del Patto di bilancio europeo e della delegazione al Consiglio europeo che ha concordato il Trattato di Lisbona. Natuaralmente, per coprire un incarico simile, è necessario “amare” il diritto. Nella cooperazione allo sviluppo abbiamo lanciato programmi importanti e ho potuto verificare sul posto progetti di successo, esperienza sempre molto gratificante. Un altro ricordo, non direttamente legato alla carriera diplomatica, è l’onore di essere stato membro del Consiglio di Stato del Lussemburgo per oltre dieci anni, con l’onore di esserne Presidente per tre anni: un’esperienza indimenticabile”.

E il più brutto? “In realtà non ho brutti ricordi. Anche i momenti difficili sono stati opportunità per riflettere e migliorare. I più impegnativi sono forse legati alle visite ufficiali nei campi profughi in Palestina, Giordania, Bangladesh e Thailandia. La sofferenza delle persone è toccante. Tuttavia, queste visite sono fondamentali per non far dimenticare queste crisi e mantenere gli sforzi per contribuire a migliorare situazioni molto complesse”.

L’Ambasciatore Cristophe Schiltz con il Ministro dell’Interno del Lussemburgo Léon Gloden durante una visita a Lampedusa il
(copyright: Ambasciata del Lussemburgo/MAE)

Se le chiedessi un consiglio su un buon libro da leggere? “Sto leggendo The Age of Surveillance Capitalism di Shoshana Zuboff, che affronta le sfide del futuro digitale, in particolare la raccolta e il controllo delle informazioni da parte delle grandi aziende, i profitti concentrati in poche mani e l’impatto sul sistema democratico. È del 2019, ma più attuale che mai”.

C’è un progetto culturale recente di cui va particolarmente fiero? “La mia predecessora era molto attiva nel campo culturale, quindi sono partito da ottime basi. Continuerò su questa strada sostenendo gli artisti del nostro Paese. Kultur Lx e Film Fund Luxembourg sono molto attivi. È stato un piacere assistere al Roma Film Fest e al Roma Jazz Festival e vedere produzioni lussemburghesi. Fin dalla prima settimana in Italia ho partecipato alla Biennale e alla Mostra del Cinema di Venezia, insieme al Granduca e alla Granduchessa. Il Lussemburgo ha partecipato con sei coproduzioni e sono stato orgoglioso che due abbiano vinto premi. Inoltre, quest’anno, per la prima volta, abbiamo ottenuto un budget dedicato ai progetti culturali dell’Ambasciata, che useremo per sostenere diverse iniziative”.

Quali iniziative promuoverà nel prossimo futuro per rafforzare il legame fra Lussemburgo e Italia? “Stiamo lavorando su diversi progetti. Nella prima metà dell’anno sono previste varie visite ministeriali. È possibile progredire anche nel rafforzamento dei legami tra i nostri Parlamenti, dove c’è interesse reciproco. Sul piano commerciale stiamo lavorando a un ulteriore rafforzamento dei legami, con uno scambio che potrebbe concretizzarsi nel primo semestre. A Venezia disponiamo di un padiglione permanente, vetrina della nostra diversità culturale, e parteciperemo anche quest’anno alla Biennale d’Arte. Un programma intenso, ma molto importante per avvicinare ancora di più i nostri due Paesi”.

Quale messaggio desidera lasciare ai turisti italiani che guardano al Lussemburgo con curiosità o interesse? “Un forte incoraggiamento a visitare il Lussemburgo e scoprire le magnifiche passeggiate nella città vecchia della capitale, ma anche il resto del Paese, molto verde, accogliente e perfetto per escursioni a piedi o in mountain bike. Il Lussemburgo è anche un Paese di castelli — oltre 70 — alcuni molto importanti, come Vianden, Bourscheid e Beaufort, e vanta cinque siti UNESCO, tra cui la fortezza e la città vecchia della capitale. L’offerta culturale è ampia: Filarmonica, teatri, numerosi concerti. E non tralascerei gli ottimi ristoranti: il Lussemburgo ha la seconda più alta densità di ristoranti stellati Michelin pro capite al mondo. Un luogo simbolico da visitare potrebbe essere il Memoriale “Porte d’Italie” a Dudelange, dedicato all’immigrazione italiana che raffigura il passaggio sul ponte che separa simbolicamente il quartiere italiano dal centro della città. Raggiungere il Lussemburgo è molto facile da numerose località italiane, e una volta arrivati è semplice spostarsi grazie ai trasporti pubblici gratuiti”.

Intervista di Marco Finelli

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