L’Ambasciatore Fabio Pigliapoco è stato trovato senza vita questa mattina nella sua abitazione di Ancona. A fare la tragica scoperta è stata la moglie, che ha immediatamente allertato i soccorsi. Per il diplomatico, 80 anni, non c’è stato nulla da fare. La notizia ha suscitato profondo cordoglio nel capoluogo marchigiano e in tutta la Regione.
Nato ad Ancona il 12 dicembre 1945, Pigliapoco si era laureato in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma, proseguendo poi la formazione alla Johns Hopkins University, dove si era specializzato in Relazioni Internazionali. Entrato al Ministero degli Affari Esteri nel 1971, aveva ricoperto incarichi di rilievo in Italia e all’estero, prestando servizio a Washington, Praga, Londra e Roma. Colleghi e interlocutori lo ricordano per lo stile sobrio, la competenza e la capacità di affrontare dossier complessi con equilibrio e lucidità.
Da Ambasciatore d’Italia in Croazia e successivamente nella Repubblica Ceca, aveva contribuito in modo significativo al rafforzamento dei rapporti bilaterali in un’area strategica per la politica europea.
Il nome di Pigliapoco è legato in particolare all’Iniziativa Adriatico Ionica, di cui è stato Segretario Generale dal 2011. Considerato il principale promotore del progetto, aveva lavorato per consolidare la cooperazione tra l’Italia e i Paesi balcanici, puntando su dialogo politico, integrazione europea e sviluppo condiviso. Dalla sede della Segreteria Permanente ad Ancona aveva continuato a seguire da vicino le attività dell’organizzazione, contribuendo a definirne identità, visione e ruolo nel contesto regionale.
La scomparsa dell’Ambasciatore Pigliapoco priva la diplomazia italiana di una figura di grande esperienza e riconosciuta autorevolezza. Numerosi i messaggi di cordoglio e vicinanza alla famiglia, insieme agli attestati di stima per il contributo offerto in oltre cinquant’anni di servizio allo Stato.

